Indice glicemico
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Indice glicemico

L'indice glicemico: una possibile spiegazione sul circolo vizioso che si instaura tra il mangiare troppo ed il desiderio di mangiare. Una spiegazione sui motivi per cui desideriamo mangiare in eccesso.

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Una spiegazione alternativa addotta per spiegare il fallimento delle diete o, comunque, questo strano processo che ci porta in un istante a cambiare idea e a cedere alle richieste del palato riguarda l'assunzione di carboidrati.

I carboidrati sono detti scientificamente glucidi, sono cioè zuccheri più o meno complessi. Alcuni ricercatori hanno fatto notare che al giorno d'oggi le persone in sovrappeso e non solo, lo sono a causa di una grande ingestione di questi composti: pasta, pane, pizza, biscotti, patate, torte, bigné, prodotti da forno ed altro ancora. Ebbene questi alimenti ingeriti quotidianamente ed in forti quantità creano l'innalzamento dell'indice glicemico il quale scatena la sovrapproduzione dell'insulina. Quest'ultimo è un ormone che facilita l'ingresso dello zucchero nelle cellule, permettendo loro di rifornirsi dell'energia necessaria per svolgere il proprio lavoro. Quando però di zucchero ne entra troppo, la cellula deve metterlo da parte sotto forma di grasso.

E non solo, succede anche qualcos'altro che è poi quello che ci interessa in questa sede. Se mangiamo troppi carboidrati ad alto indice glicemico, il nostro corpo produce insulina in eccesso la quale – appunto perché è troppa - finisce coll'utilizzare anche parte dello zucchero o glucosio liberamente presente nel sangue. Ciò ha come conseguenza che il corpo si senta in leggera crisi ipoglicemica, cioè abbia l'erronea sensazione che gli manchino zuccheri, quindi energia. Cosa succede allora? Succede che il corpo ci manda un segnale molto chiaro, ma altrettanto falso: "Hai fame, devi nutrirti". Ecco qui che di nuovo il corpo e la mente allineano i loro intenti inducendoci a mangiare, a cedere anche quando non vorremmo. E dato che è di zuccheri che il fisico ci sta facendo richiesta, se lo accontentiamo, la storia ricomincia!

Gli alimenti più a rischio, ovvero quelli indicati come ad alto indice glicemico sono: il pane bianco, le patate, i cereali non integrali, i crackers, il riso non integrale, alcuni tipi di biscotti. Un'alimentazione con nutrienti a basso indice glicemico non scatena tale meccanismo.

La parola d'ordine è personalizzare

Tirando le somme, abbiamo fin qui imparato che ci sono molti problemi legati ad una mancanza di perdita di peso. Sicuramente avrete appreso che esistono anche altre cause oltre quelle che già conoscevate che concorrono ad impedirvi di raggiungere il vostro obiettivo. Quello che dovete imparare è che ciascuno di voi è assolutamente ed imprescindibilmente diverso dagli altri, anche dai vostri fratelli e sorelle, quindi non è possibile "fare come lui o come lei" per dimagrire, ma servono dei programmi personalizzati che si attaglino senza ombra di dubbio al vostro metabolismo, alla vostra routine quotidiana, alle vostre preferenze alimentari, alle vostre abitudini e persino alla vostra propensione a trascorrere del tempo ai fornelli.

Inoltre, non è assolutamente possibile ridurre tutto il dimagrimento ad un discorso di tipo squisitamente meccanicistico: lo sapete da soli che mangiando di meno e muovendovi di più i risultati verranno. Quello che non avete (forse mai) considerato con la giusta attenzione è la parte psicologica, cioè la vostra motivazione, le emozioni che vi legano al cibo, eventuali disturbi alimentari, insomma tutta una sfera praticamente inesplorata dai più. Le vostre emozioni, positive e negative, ed i vostri atteggiamenti giocano un ruolo fondamentale nella vostra vita. È attraverso loro che compite le vostre scelte, che prendete decisioni. Sono loro che vi sostengono quando siete in difficoltà, che vi motivano quando pensate di non farcela più. Ma sono anche loro che se mal gestite vi portano a fallire, sia nelle diete, sia in campi decisamente più importanti della vostra vita.

Concludendo, perché mangiamo troppo?

Abitudini di famiglia nell'infanzia. Emozioni che non si riconoscono. Potere sedativo del cibo. Disturbi del comportamento alimentare. La lista è pressoché infinita. E poi c'è il discorso più importante: stare sempre a dieta mette a dieta anche i nostri pensieri. Mette la mente a regime, cioè ci impone di stare sempre vigili con l'attenzione riguardo quello che possiamo o non possiamo mangiare. Focalizza la nostra attenzione su quello a cui dobbiamo rinunciare per raggiungere i nostri obiettivi, su quando possiamo mangiare, su come ci piacerebbe mangiare quella cosa piuttosto che quell'altra.

Quando stiamo a dieta trascorriamo la giornata a pensare al cibo: sembra un paradosso, ma purtroppo è così! Allora proviamo a capovolgere l'obiettivo: trasformiamo i nostri pensieri da privativi, tipo "non fare", "non cedere", "non mangiare", "resisti" a quelli di mangiare più sano. In questo modo guarderete le cose da un'altra prospettiva che vi sembrerà meno dolorosa e castrante. Così facendo non vi concentrerete su quello che non dovete e non potete fare, ma sul fare qualcosa. In questo caso sul condurre una vita sana, scegliere i cibi con i nutrienti migliori, fare un po' di movimento.

E ancora, quando avvertite il senso di fame, siete sicuri che il vostro corpo non vi stia dicendo altro? Un leggero senso di debolezza legato per esempio alla mancanza di ferro o di altri micro-nutrienti, o addirittura il bisogno di bere, possono ingannarci perché facilmente si scambiamo questi segnali per bisogno di cibo. Ciò avviene anche in presenza di un'eccessiva stanchezza o stress. Un'arrabbiatura o un'inquietudine possono darvi un effimero senso di fame: dipende dal fatto che come reazione alla rabbia, la tensione si allenta anche attraverso la bocca, la masticazione, il fare a pezzetti. Pensiamo ai bruxisti, persone cioè che sotto stress, o in presenza di qualche preoccupazione, fanno il tipico movimento di digrignare i denti durante il sonno.

Infine, quando avete voglia di qualcosa che sta nella vostra dispensa o nel vostro frigo, provate a domandarvi perché mai tra tutti i cibi che esistono al mondo vi è venuta "casualmente" un'urgente voglia di quel cibo subito disponibile e non di un'altra cosa qualsiasi.