Mantenere il segreto
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Mantenere il segreto

Altro passo in direzione del dimagrimento efficace: mantenere il segreto, non esporsi. Distinzione tra la fame di pancia (da seguire) e la fame di testa (dannosa e deleteria per il nostro regime alimentare corretto).

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Capita molto spesso che, presi dall'euforia del nostro nuovo buon proponimento, tipo smettere di fiumare, essere più costanti in palestra, perdere cinque chili, finiamo col mettere i manifesti per strada. Ed è normale: siete contenti perché state per cominciare un nuovo percorso che, sperate, porterà i suoi frutti, e vi trovate all'apice della spinta motivazionale. Che c'è di meglio di raccontarlo ad amici e parenti? Al vostro partner e ai vostri colleghi di lavoro? In qualche modo vorreste la loro approvazione, vorreste rendervi conto che anche loro credono che raggiungerete il vostro obiettivo, proprio come voi.

Però spesso vi infilate in una trappola. Una trappola che ordite da soli a vostro discapito. Infatti può succedere che lungo il vostro cammino incontriate delle difficoltà, che vi capitino – ed è normale – delle battute d'arresto. Che succede in questi casi? Spesso accade che le persone, quelle stesse che avete voluto a tutti i costi mettere al corrente del vostro buon proposito, diventino un ulteriore intralcio sulla vostra strada. Infatti, quando cominceranno a domandarvi come va la dieta, o perché non siete ancora dimagriti, o come mai ieri e l'altro ieri non vi hanno visti in palestra… voi avrete un problema in più da gestire. Dovrete fare i conti con la vostra impasse e con le spiegazioni e giustificazioni pubbliche che avrete da dare agli altri.

Raccontare i fatti vostri, questi fatti vostri, ad altra gente per quanto fidata sia, significa che psicologicamente avete sottoscritto una sorta di contratto con queste persone: "Comincio ad andare in palestra, sarò costante, e te lo racconto perché anche tu possa apprezzare i miei progressi ed essere felice per me", oppure: "Domani inizio una dieta, aiutami a dire di no agli spuntini calorici ed agli strappi alla regola, per favore!". Capite la trappola? Il giorno in cui proprio desiderate quella fetta di torta e già siete in conflitto con voi stessi perché una parte di voi la vorrebbe ed un'altra vi implora di non mangiarla, ci sarà qualcuno che in buona fede si intrometterà a crearvi ulteriori complicazioni. O anche il giorno che guardandovi allo specchio penserete arrabbiati che lo sport che state facendo non sta dando i frutti sperati, qualcuno vi domanderà se vi allenate abbastanza dato che la vostra pancia sta ancora tutta lì. Certo, esistono anche persone che possono aiutarvi a ritrovare il cammino verso il raggiungimento della vostra meta, ci sono persone che possono veramente offrirvi supporto per aggirare l'ostacolo o uscire dall'impasse. Ma quante sono? Quante ne conoscete? La maggior parte, credendo di aiutarvi, in realtà vi aiuta ad affondare. Pensateci!

Il circolo viruoso

Si può riuscire a dimagrire in molti modi, tipo con la dieta del gelato, la vegana o quella della pasta, ma una sola è la strategia giusta: mangiando sano e bilanciato e facendo un po' di movimento. Questa è l'unica vera strada attraverso la quale possiamo non solo ottenere il calo ponderale atteso, ma anche ingerire quei nutrienti indispensabili all'organismo per funzionare bene e quindi mantenerci in forma. Si instaura così il circolo virtuoso:
obiettivo: voglio perdere peso -> pratico attività fisica moderata + mangio più sano e bilanciato -> il mio organismo funziona meglio (metabolismo, arterie, fegato) -> raggiungo l'obiettivo + resto in forma.

circolo virtuoso

Questo circolo virtuoso, che mi auguro riuscirete ad instaurare nella vostra vita attraverso la vostra applicazione ed i miei insegnamenti, è utile, come si vede dal grafico, non solo per indurre in voi una diminuzione di peso, ma soprattutto per renderla duratura. Si tratta, infatti, di imparare una nuova abitudine che, una volta istallata dentro di voi, non andrà più via. Quindi riuscirete a condurre un'esistenza normale, senza rinunce, concedendovi gli sfizi cui tenete di più senza percepire subito dopo un senso di colpa. Questo è possibile perché vi rieducherete alla buona alimentazione, imparerete ad ascoltare le reazioni del vostro corpo, a comprendere cosa vi fa bene e cosa no, a capire di quanto esercizio fisico avete bisogno per sentirvi bene ed alla fine arriverete al traguardo più importante: il raggiungimento dell'equilibrio e della salute. Sarete in grado di limitarvi senza punirvi se avete messo su qualche chilo, di muovervi un po' di più per liberare le endorfine del benessere.

E tutto ciò non perché dovete assomigliare a qualche modello o dovete essere per forza scheletrici o dovete raggiungere a tutti costi una taglia che non indossavate neanche da adolescenti, ma solo per stare – e questo è imperativo – in equilibrio psicofisico e quindi in armonia con voi stessi.

Fame di testa e fame di pancia

La "fame di testa" e la "fame di pancia" sono espressioni semplici che ho coniato per i miei pazienti in terapia nel tentativo di parlare un linguaggio comune. Moltissime persone con problemi di sovrappeso non riescono a distinguerle e finiscono così per mangiare anche quando non si tratta proprio di fame. Così facendo accumulano chili su chili in una voragine che li risucchia.

Che differenza c'è tra le due? La "fame di pancia" è quella fisiologica, quella vera. Quella attraverso la quale il corpo ci comunica che dobbiamo alimentarci. Nasce in sordina e poi ha un crescendo, cioè il corpo ci manda dei segnali dapprima deboli e poi via via sempre più forti, fino ai giramenti di testa ed alla debolezza. Questa fame è quella da ascoltare.

La fame che ho ribattezzato "di testa" è, invece, quella improvvisa, quella che non dà avvisaglie in anticipo. Nasce sul momento, è una sorta di raptus e vuole essere lenita subito. Questa fame non è un segnale autentico, il nostro centro cerebrale di fame e sazietà non ne è responsabile. È una chimera e non deve essere ascoltata. Sorge per esempio quando vedete una pubblicità di qualche prodotto in televisione, uno snack, della cioccolata. Prima non avevate appetito ma adesso ne avete. Nasce anche quando la vostra mente all'improvviso si ricorda che nella dispensa c'è la torta di ieri: a questo punto cominciate a salivare (la famosa acquolina in bocca) e sembra che non possiate più farne a meno. Nasce quando sentite un odorino invitante provenire per esempio da una pasticceria o dalla panetteria del supermercato. I venditori conoscono bene il trucco e se non hanno sfornato niente di nuovo, utilizzano degli spray particolari per condurvi all'acquisto. Nasce, ancora, alla sola vista di alcuni prodotti, tipo patatine, dolci, biscotti, merendine. Non sapete a quanta gente capita di riempire il carrello della spesa convinti avere una grande fame e di ritrovarsi poi a casa con un appetito almeno la metà di quello che avevano avvertito al supermercato! Nasce anche dalla noia: siamo a casa senza far niente, o ad occuparci di faccende tipo lavare i piatti, rassettare, stirare e improvvisamente avvertiamo dentro di noi un vuoto, un piccolo posticino da riempire. Oppure stiamo svolgendo anche in ufficio un compito molto meccanico e la nostra mente di colpo realizza che uno snack è quello che ci vuole. Ma non è vero: si tratta di un'illusione vera e propria.

La fame di testa può avere almeno due cause: l'alterazione del centro di fame e sazietà a livello del nostro sistema nervoso è la prima. Ciò può essere dovuto sia a problemi fisiologici, sia a cattive abitudini tipo quella di privarsi del cibo molto a lungo, oppure quella di essersi abituati a mangiare per golosità ben oltre il normale limite. La seconda causa, più diffusa, è quella che ha origine da un'incomprensione dei nostri stati d'animo. Molto più spesso di quanto si creda, infatti, quando ci sentiamo agitati o arrabbiati, o comunque sperimentiamo emozioni negative, ci rifugiamo nel frigorifero inconsapevoli del fatto che la nostra non è affatto fame, ma bisogno di lenire o mettere a tacere uno stato d'animo spiacevole o un disagio del momento (Vedi schema del diario alimentare 3° e ultimo passo).

Come fare a riconoscere e a distinguere efficacemente se si tratti di fame di pancia o di testa? Le tecniche di dilazione della risposta che seguono sono efficacissime e se le seguirete con attenzione non mancheranno di darvi risultati incredibili. In questo modo imparerete a conoscervi meglio e a non prendervi in giro e a mangiare veramente solo quando avrete fame. In particolare, la tecnica del diario alimentare è quella maggiormente impiegata in terapia per esercitarsi con questo problema.