Perché le diete non funzionano - sesta parte
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Perché le diete non funzionano - sesta parte

Ultima pagina di analisi sui motivi più comuni di fallimento delle diete. Adottare un regime alimentare ipocalorico è uno sforzo, e molto spesso non ci comportiamo nella maniera migliore per ottenere il risultato sperato.

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Ultima delle sei pagine dedicate all'argomento base del nostro piccolo trattato sulle tecniche di dimagrimento. Perché le diete non funzionano? Finora abbiamo visionato una serie di cause psicologiche e comportamentali, che ci istruiscono sull'utilità di regimi ipocalorici, ma che ci mettono in guardia da falsi miti sul dimagrimento e sull'incredibile mole di azioni sbagliate in cui incappiamo.

Vi vedete sempre brutti, grassi, inadeguati

Succede a molti, purtroppo e spesso queste persone hanno anche problemi col loro corpo. Hanno spesso la sensazione che la gente le giudichi. Sull'autobus, in ufficio, ad una festa quando altri le guardano non stanno pensando sempre bene di loro. E questo naturalmente li infastidisce. Vorrebbero essere ammirati, ma non gli sembra che ciò accada. È come se gli altri notassero sempre un qualche loro difetto, qualche loro mancanza. E immancabilmente, dopo un incontro, una telefonata, un colloquio di lavoro, ripensandoci, si convincono che avrebbero potuto dire qualcos'altro, oppure tacere su quell'argomento, o comportarsi diversamente.

A quanti di voi è accaduto di sperimentare sensazioni simili? Che succede? Cosa avete che non va? In realtà, niente! La gente è davvero troppo occupata nei fatti propri ed indifferente per trascorrere le proprie giornate a notare un vostro capello fuori posto, una parola di troppo che avete detto o qualche chilo che non siete riusciti a smaltire. Siete voi ad essere diventati implacabili giudici di voi stessi e quindi proiettate inconsapevolmente questi vostri pensieri attribuendoli agli altri, pensando che siano gli altri a pensare male di voi. In realtà voi siete alla costante – forse inconsapevole – ricerca dell'approvazione altrui e pensate che per riuscirci, per ottenerla, dovete fare qualcosa per meritarvela: così come siete la gente non può apprezzarvi. Ecco perché avete preso l'abitudine di criticarvi di continuo, proprio per migliorarvi. Almeno questo è quello che pensate di fare. Alcuni di voi si identificano addirittura con quelli che ritengono essere i propri difetti o punti deboli, senza contare che nessuno sulla faccia della terra, uomini, piante o animali ne è privo. Per esempio qualcuno che ha il complesso della propria statura penserà che la gente noti in pratica solo quello. Allo stesso modo si comporterà qualcun altro che detesta i propri chili di troppo, o la propria calvizie, o i propri piedi tozzi: queste persone si concentreranno su questi punti vergognandosi all'idea che le altre persone possano accorgersene.

Ma voi non avete solo difetti! E poi ricordate che i difetti, o meglio le vostre imperfezioni, rappresentano le vostre particolarità e vi rendono unici sia nel carattere che nell'aspetto fisico. Prendete qualsiasi star cinematografica: ciascuna ha qualcosa fuori dagli standard, anche perché in caso contrario sarebbero tutte uguali! Chi ha gli occhi ravvicinati, chi ha denti troppo grandi, mascella troppo squadrata, seni piccoli, mento sporgente, calvizie. Chi è timido, oppure irascibile, chi è arrogante. La lista è pressoché infinita. Ma queste persone famose sono riuscite a rendere speciali le proprie caratteristiche mettendole in risalto e soprattutto apprezzandole. E come conseguenza anche voi avete finito per apprezzarle. Andando avanti nella lettura di questo libro vi spiegherò come funziona questo meccanismo e cosa c'entra col vostro aspetto fisico.

Mancanza di costanza o motivazione

Cominciate spesso molte attività, intraprendete numerosi progetti con grande entusiasmo. Ma poi tutto si risolve in una bolla di sapone. Perché vi accade? È possibile che solo voi siate così incostanti? Beh, io vi dico che l'essere umano è una macchina molto sofisticata che generalmente lavora per ottenere più che può (il massimo risultato) col minimo sforzo. Che significa questo e cosa c'entra con la vostra mancanza di costanza? Significa che nessuno di noi si impegna seriamente e a lungo per raggiungere un obiettivo se questo è decisamente troppo irrealistico, o se ci vogliono troppi esagerati sforzi per raggiungerlo o se non si conoscono o non si hanno i mezzi necessari per conseguirlo. Quindi voi – e anch'io – abbiamo cominciato mille progetti, ma ne abbiamo portati avanti solo pochi. Questi pochi avevano alcune caratteristiche importanti rispetto agli altri: erano concreti, ci credevamo veramente, sapevamo che potevamo farcela, sapevamo come fare per superare gli ostacoli che avremmo incontrato e alla fine li abbiamo realizzati. Se per esempio cominciate una dieta, o vi iscrivete in palestra ma poi mollate, il problema non sta nella vostra mancanza di costanza e dedizione, ma altrove. Sta nel fatto che le vostre esperienze passate vi hanno insegnato che quando cominciate una dieta in genere non dimagrite mai. Sta anche nel fatto che non sapete cosa aspettarvi da questa dieta: quanti chili dovete perdere? In quanto tempo? Sta nel fatto che non avete tra le mani l'alimentazione giusta, cioè quella che si attaglia perfettamente al vostro stile di vita, ai vostri gusti. Ed ecco qui che la motivazione cala ogni giorno di più, finché non rinunciate del tutto. Nelle prossime pagine vi spiegherò in dettaglio come fare per uscire da questa impasse molto diffusa.

Pensate che sia giusto finire gli avanzi della tavola

Questo è sempre stato un argomento delicato. Ci sono molte persone a cui è stato inculcato, giustamente, che il cibo non si spreca. Ed è vero: non si può sindacare su questo. Possiamo però criticare coloro che con la scusa di questo precetto, spazzolano via gli avanzi della tavola e quelli dei loro figli, tipo gelati, merendine e patatine perché si sentono in obbligo di non buttare tutto nel secchio.
Quindi mangiare gli avanzi per non gettarli via, o gettarli via e sprecare il cibo? Come uscire da questa impasse? Per prima cosa munitevi di sacchetti per alimenti e contenitori monoporzione ed imparate a congelare qualsiasi cosa: fette di pane, tranci di torte, mezze porzioni di pasta al sugo, hamburger e costolette. In questo modo, più del 70% dei vostri avanzi non verrà sprecato e non finirà nemmeno sul vostro bilancio calorico giornaliero, cioè dentro il vostro stomaco. Se avete un animale domestico, anche lui potrà aiutarvi a non ingurgitare qualche avanzo extra, ma mi raccomando alla tutela della salute del vostro Fido. Se vostro figlio lascia troppo spesso una merendina a metà, imparate a dargliene mezza porzione la prossima volta e a conservare l'altra metà per più tardi. Tenete sempre a mente che i vostri figli sono in crescita ed hanno un dispendio energetico (quindi un bisogno di calorie) superiore rispetto al vostro. Mangiare i loro avanzi significa assumere una razione esagerata di calorie. Potreste invece imparare da loro e imitarli quando riescono a sentire il senso di pienezza e smettono di mangiare.
Inoltre, se sulla vostra tavola avanza sempre qualcosa, sarà il caso di rivedere la vostra lista della spesa, diminuendo le quantità di cibo che comperate e cucinate giornalmente.
Fatto tutto ciò, inevitabilmente resterà ancora qualcosa che dovrete mangiare o gettare via. Cosa fare? Potreste responsabilizzare anche gli altri vostri familiari, cioè: perché dovreste mangiare tutto voi? E soprattutto perché dovreste mangiarlo veramente se non vi va, solo perché non è giusto buttarlo? Io consiglio sempre, anche se alcuni forse non saranno d'accordo, che quel poco che resta dopo tutti gli accorgimenti che avete preso per cucinare un po' meno, o per surgelare gli avanzi, vale la pena di gettarlo via. Non potete farci niente: è successo, è avanzato e voi state facendo di tutto per non farlo più succedere. Se lo buttate via o lo mangiate, qualcuno in qualche altra parte del mondo resterà comunque senza mangiare. Qualsiasi cosa facciate. Non dipende da voi. Dipende da voi, invece, cucinare meno per non indulgere in sprechi. Dipende da voi non eccedere col cibo per mantenervi in buona salute.