Il vostro identikit - seconda parte
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Il vostro identikit - seconda parte

Per dimagrire occorre comprendere le cause che hanno portato ad aver bisogno di un regime dietetico restrittivo. Cosa rappresenta il cibo.

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Perchè leggete queste pagine? Probabilmente perché siete insoddisfatti della vostra forma fisica. O forse questa è solo una scusa nella quale credete fermamente. Nella mia esperienza clinica non ho mai incontrato persone infelici perché erano grasse. La gente è grassa perché si sente infelice! Sembra un gioco di parole, ma è la chiave di volta del problema di molti, del vostro problema in particolare. Seguitemi e faremo un po' di chiarezza.

La maggior parte delle persone in sovrappeso, quelle che si lamentano e vorrebbero fare qualcosa per cambiare la propria forma fisica, sono convinte che il proprio problema sia di non conoscere i segreti delle diete, di non riuscire a smettere di mangiare quando sono sedute a tavola, o – peggio – di non resistere tra un pasto e l'altro a merendine e spezza-fame. È davvero così? La risposta è no!

Rispondete a questa domanda: quando state svolgendo un'attività divertente o per voi piacevole, non vi capita di dimenticare di ingozzarvi almeno per un po'? Se non ci credete o non ci avete mai fatto caso, sperimentate e vi accorgerete che è esattamente così: durante una piacevole conversazione con un'amica, quando siete concentrati su un lavoro, quando passeggiate mano nella mano col vostro partner, quando fantasticate ad occhi aperti ed in altre mille situazioni quotidiane, come per magia non state lì a pensare a cosa potreste o vorreste mangiare. Semplicemente il vostro pensiero è altrove. Solo quando ritornate con la mente alla vostra routine, il pensiero del cibo torna imperante alla vostra attenzione. Perché? La soluzione sta proprio nell'analisi di questo meccanismo.

Il meccanismo che vi fa mangiare

Ognuno di noi è programmato per alimentarsi in modo corretto, cioè ingerendo quantità di cibo coerenti con le proprie necessità e scegliendo anche i nutrienti che servono in quel momento al proprio corpo. I vostri animali domestici si alimentano quando ne hanno veramente bisogno e gli animali non in cattività ne sono un esempio ancora migliore. Come fanno? Qual è il loro segreto? I neonati mangiano solo quando hanno fame. I vostri figli sono capaci di lasciare a metà la merenda se hanno mangiato a sufficienza. Poi crescendo qualcosa in quest'equilibrio si spezza. Com'è possibile? All'improvviso ci ritroviamo sovrappeso o sottopeso, senza massa muscolare, con dolori articolari appena muoviamo un passo. Non in buona salute. Perché?

Le cause sono veramente numerose, ma portano tutte ad una stessa conclusione: abbiamo smesso di seguire la nostra natura, non siamo più capaci di ascoltare il nostro sistema di auto-regolazione interno. Potremmo essere tentati di dare la colpa all'abbondanza di cibo che ci circonda, ma non è questa la strada giusta. Se fosse vero, il mondo sarebbe privo di persone in buona forma fisica e salute, ed esisterebbero solo individui in sovrappeso.

In realtà succede qualcos'altro. Accade che nel corso della nostra vita impariamo a gratificarci attraverso il cibo. Impariamo – o ci insegnano da piccoli – che quando siamo giù di morale, il buon sapore di un dolcetto può aiutarci. Impariamo che quando raggiungiamo un traguardo (un bel voto a scuola, il diploma, la patente di guida, il compleanno) è d'obbligo sottolinearlo con qualcosa di buono da mangiare. E così, in modo lento ed inconsapevole plasmiamo le nostre abitudini nei confronti del cibo. Sarà facile appena siamo tristi, o delusi da qualcosa gratificarci con un po' di cioccolata. Fino ad alcuni individui che hanno fatto di questa pratica un vero e proprio eccesso.

E poi il cibo si presta più di ogni altra cosa esistente al mondo a questo giochetto: per esempio è la prima forma di relazione con nostra madre che si prende cura di noi alimentandoci. Impariamo così che il cibo ci dà una certa sicurezza, un certo tepore emotivo. Il cibo poi – come spiegherò più avanti – ha un alto potere sedativo. È dimostrato: riesce a calmarci i nervi, quindi lo useremo anche quando ci sentiamo irrequieti o agitati, oltre che tristi. Inoltre, pensate a quando siete arrabbiati: divorate il cibo con grandi bocconi ed energiche masticate quasi senza sentirne il sapore. Come se al suo posto ci fosse il motivo della vostra arrabbiatura.

Quindi il motivo per eccellenza per cui mangiamo ben oltre le nostre reali necessità è che:

  • utilizziamo il cibo come gratificazione
  • utilizziamo il cibo per consolarci e/o tranquillizzarci da qualcosa di spiacevole di cui (spesso) non siamo nemmeno consapevoli
  • scambiamo per appetito altri stati mentali ed emotivi, come rabbia, noia, tristezza e ansia