Fisiologia e patologie del piede nel soggetto anziano
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Fisiologia e patologie del piede nel soggetto anziano

Efficienza e funzionalità del piede vanno mantenuti anche nella terza età, quando si creano diverse condizioni patologiche. Problematiche al piede possono avere riflessi anche sull'apparato circolatorio e sugli altri arti. L'importanza del trattamento podologico

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Fisiologia e patologie del piede nel soggetto anziano

Il piede svolge una fondamentale azione strutturale per la statica, la dinamica e l'equilibrio posturale di tutto il nostro corpo. È l'organo che letteralmente sostiene tutto il nostro peso negli anni e che quindi, proprio in virtù di questa sua funzione, tenderà ad affaticarsi e a funzionare meno con l'avanzare dell'età.

Per un soggetto anziano riuscire a mantenere una buona efficienza e funzionalità del piede può segnare il confine fra l'essere in salute e il non esserlo. Camminare vuol dire infatti autonomia e indipendenza nei più svariati compiti della vita, aspetti che si correlano anche ad un migliore umore e senso di efficacia personale. Se quindi la cura del piede risulta essere prioritaria nei giovani, può dirsi a dir poco fondamentale nella persona anziana.

Anche se non esiste una correlazione diretta fra vecchiaia e malattia è chiaro come diverse condizioni patologiche si manifestino prevalentemente durante questo periodo della vita ed il piede non fa eccezione. La sua funzione di "ammortizzatore biologico" viene progressivamente meno nel corso dell'anzianità: i muscoli diventano più deboli, le ossa più fragili e i tendini accorciati. Tutto ciò determinerà una limitazione funzionale oltre che della capacità di carico anche del movimento articolare del piede. La conseguenza è che funzionando meno questa parte si creeranno compensi e sovraccarichi in senso ascendente in altri distretti del corpo quali ginocchia, anche e schiena, con progressive limitazioni che perdurando potranno condurre gradualmente a una limitazione del movimento della persona anziana, nel peggiore dei casi all'immobilità.

Laddove vi è una limitazione del movimento si instaurano progressivamente anche problemi circolatori, il piede può essere definito infatti come il "secondo cuore" del nostro corpo. Esso esercita durante il cammino una fondamentale azione di compressione sulle strutture vascolari che ne stanno alla base (soletta venosa di Lejars) per facilitare il ritorno del sangue venoso e della linfa dal basso verso l'alto. Il venire meno di questa funzione determina quei piedi gonfi e dolenti tipici della persona anziana, spesso causati anche dall'utilizzo di calzature non idonee.

Ulteriori condizioni osservabili con una certa frequenza nel piede di un soggetto anziano sono determinati da malattie metaboliche quali il diabete o artrosiche degenerative. Si parla a tal proposito di piede diabetico quando insorgono problematiche di natura vascolare, neurologica o associate a livello degli arti inferiori tali da compromettere il normale trofismo e funzionalità del piede. Una delle conseguenze dirette di questa patologia, che spesso può portare anche all'amputazione dell'arto, è la formazione di un'ulcera infetta.

Spesso trascurare questi problemi o i primi sintomi di un'affezione al piede, soprattutto da parte dei familiari, può condurre poi a conseguenze disastrose. Da qui assume un ruolo predominante e basilare il podologo quale professionista sanitario responsabile della prevenzione e della cura delle patologie del piede. Attraverso l'esame podologico, che si serve di strumentazione sofisticata e all'avanguardia quale la baropodometria computerizzata, è possibile valutare i difetti di appoggio del piede ed eventuali zone di ipercarico, spesso dolenti e soggette alla formazione di ipercheratosi (volgarmente calli).

La terapia ortesica plantare garantisce a tal proposito una corretta distribuzione dei carichi sul piede nell'appoggio al suolo e il ripristino di una efficiente biomeccanica deambulatoria. La terapia ortesica trova applicazione in diverse patologie che si possono riscontrare nel soggetto anziano quali: dita a martello, alluce rigido, alluce valgo, metatarsalgie e onicocriptosi (unghia incarnita).

Il trattamento podologico si completa con la cura delle principali complicanze che colpiscono le unghie, che nel tempo tendono ad ispessirsi determinando dolorosi conflitti con le calzature. Da queste evidenze e considerazioni capiamo dunque l'importanza di sottoporre a visita periodica dal podologo il paziente anziano.

Il laureato in scienze motorie, dal canto suo, può contribuire a rallentare i processi degenerativi a livello osseo e articolare con semplici esercizi di mobilizzazione, a far mantenere un buon trofismo muscolare e una funzione circolatoria ottimale grazie al movimento, a prevenire il rischio di cadute attraverso un allenamento diretto all'equilibrio.

In questo senso la collaborazione multidisciplinare fra più figure professionali risulta essere fondamentale.