Invecchiamento Biologico, Psicologico e Sociale
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Invecchiamento Biologico, Psicologico e Sociale

L'invecchiamento è un processo complesso che coinvolge l'aspetto biologico, psicologico e sociale. Questa complessità porta ad invecchiare i soggetti in maniera differente, e infatti parliamo di eterocronia dell'invecchiamento

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Invecchiamento Biologico, Psicologico e Sociale

La senescenza, dal verbo latino senescere "Invecchiare" sta ad indicare "l'insieme dei processi di involuzione biologica delle cellule e degli organismi, che comporta, dopo l'età adulta, un progressivo decadimento delle loro funzioni"1. L'invecchiamento, dunque, è quel processo in cui si verifica una lenta e progressiva riduzione dei meccanismi omeostatici (omeostasi intesa come situazione di equilibrio delle varie funzioni del corpo umano)2, di adattamento all'ambiente esterno e delle funzionalità psico-fisiche dell'individuo. I mutamenti a livello biologico e fisiologico si ripercuotono nella vita quotidiana, sulla sfera Psico-Sociale dei vari individui. Quindi è possibile distinguere un invecchiamento Biologico (il mutare e il decadere del corpo), Psicologico (il modificarsi dell'adattamento alla vita quotidiana) e Sociale (il cambiamento del ruolo dell'anziano nella società), in contemporaneo e non coincidente movimento3. Ogni individuo, tuttavia, affronta la senilità in maniera differente, in base alla vita trascorsa in età adulta, alle abitudini assunte durante l'intero arco della vita (alimentazione, attività fisica, sedentarietà, tabagismo, patrimonio genetico), ma dipende anche dalle esperienze vissute, educazione e cultura, il contesto di appartenenza, condizioni di salute, autosufficienza, le potenzialità creative, affettive, attività sociali e relazionali e la concezione del sé, delineano le differenze del processo di invecchiamento da individuo ad individuo. Si parla dunque di Eterocronia dell'invecchiamento; oggi universalmente riconosciuto

questo principio prevede che il passaggio dall'accrescimento all'involuzione possa avvenire ad età cronologiche differenti non soltanto per i diversi individui, ma anche per le singole funzioni all'interno di uno stesso individuo4

Detto ciò possiamo parlare di invecchiamento biologico-fisiologico basato su delle modificazioni statisticamente normali per l'età del soggetto, in cui sono previste modificazioni Anatomo-Funzionali riguardanti i vari apparati, come SNC, Apparato Muscolare ed Osteo-Articolare, Apparato respiratorio, Apparato Cardio-vascolare che sopraggiungono con l'avanzare dell'età e che si ripercuotono nella vita quotidiana dell'individuo.

Invecchiamento del Sistema Nervoso Centrale

A livello del Sistema Nervoso Centrale, si assiste sia ad un invecchiamento bio-fisiologico, che prevede il normale iter delle cellule, sia un invecchiamento patologico, che riguarda il progressivo deterioramento delle funzioni cognitive lungo tutto l'arco della vita, trovando la massima espressione nella 3^ età. Il SNC diminuisce di peso e volume compromettendo le funzioni ad esso connesse. Le cellule nervose sono "post- mitotiche", ovvero non sono in grado di riprodursi; una volta morte, non posso rigenerarsi.

Le sinapsi, le connessioni tra i neuroni, tendono a diminuire provocando un rallentamento della trasmissione degli impulsi nervosi, con conseguente allungamento dei tempi di reazione motoria. In ultimo, le capacità senso-percettive sono in calo e con esse le afferenze provenienti dall'esterno e gli stimoli ambientali non vengono "ben riconosciute" dall'individuo. Tutto ciò provoca un danno alla psicomotricità dell'anziano; infatti, egli limita i movimenti, li esegue con minor velocità e precisione.

Invecchiamento dell'Apparato Muscolare e Osteoarticolare

L'Apparato Muscolare è anch'esso compromesso con l'avanzare dell'età. A partire dalla quarta decade di vita e ancora di più verso la quinta, il muscolo striato va incontro ad una progressiva riduzione del numero di fibre muscolari ed una loro parziale sostituzione con tessuto grasso. La massa e la funzione muscolare si riducono andando incontro al fenomeno della Sarcopenia che prevede, a partire dai 50 anni, un calo dell'1% ogni anno; un andamento che in circa il 40% dei soggetti porta a dimezzare il patrimonio muscolare entro i 75 anni di età5, con una prevalenza leggermente maggiore negli uomini rispetto alle donne.

Inoltre, il muscolo perde la capacità di distendersi, con aumento della retrazione dovuto al non utilizzo durante i movimenti di tutto l'angolo articolare. Tutte queste "carenze" a cui l'anziano è soggetto si ripercuotono sul movimento del corpo, sulla postura, e sull'equilibrio, e di conseguenza nella vita di tutti i giorni. Egli è infatti è soggetto ad un maggior rischio di cadute, alla perdita di autonomia, ad un equilibrio precario e all'impedimento di gesti che prima considerava normali e fluidi. Tutti questi fattori conducono all'ipocinesia (riduzione o assenza di movimento) creando anche delle modificazioni a livello del tessuto osseo, che riguardano consistenza, elasticità, massa e funzione (ossea).

Tra le malattie tipiche di questa età legate all'Apparato Osteo- Articolare, grande rilevanza assume l'Osteoporosi.

L'osteoporosi è una malattia caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, che induce un'aumentata fragilità ossea, con un conseguente aumento del rischio di frattura. (OMS, 1994)

I soggetti maggiormente colpiti da questa malattia sono le donne dopo la menopausa. L'osteoporosi colpisce tutti i siti scheletrici, ma le sedi più frequentemente colpite da frattura sono le vertebre, il polso e l'anca. La fragilità ossea aumenta così il rischio di cadute nel soggetto colpito da questa malattia.

Invecchiamento dell'Apparato Respiratorio

Un altro organo coinvolto nel processo di invecchiamento è l'Apparato Respiratorio, deputato alla funzione fondamentale e vitale dell'organismo: la respirazione. Anch'esso con il passare del tempo comporta modificazioni strutturali, quali:

  • Riduzione volumetrica dei corpi e dei dischi vertebrali che causano una chiusura della gabbia toracica
  • Ossificazione delle cartilagini condro-costali
  • Rigidità e deformazione dei legamenti articolari
  • Ipotrofia dei muscoli respiratori ed ausiliari

Dal punto di vista Fisiologico abbiamo modificazioni a livello della massima quantità di aria espulsa in un solo atto ventilatorio, che in questa fascia di età risulta notevolmente ridotta.

Invecchiamento dell'apparato Cardio – Circolatorio

L'Apparato Cardio - Circolatorio comporta anch'esso dei cambiamenti strutturali; a livello del muscolo cardiaco risultano ridotti peso, volume e tono che possono causare patologie gravi come angina pectoris, infarto del miocardio, aritmie, scompenso cardiaco o insufficienza cardiaca, ipertensione e ipotensione. Invecchiando i vasi sanguigni arteriosi, in particolar modo le coronarie, vanno incontro ad occlusioni dovuti ad accumuli di grasso, causando una riduzione dell'apporto di sostanze nutrienti ai vari tessuti. Le pareti dei grossi vasi perdono così elasticità, risultano così più rigidi, provocando un aumento della pressione arteriosa sistolica, ed una diminuzione di quella diastolica e aumentando a loro volta le resistenze periferiche.

Fattori Psicosociali che influenzano l'Invecchiamento Organico

In sostanza, l'invecchiamento si accompagna a modificazioni morfo-funzionali dei differenti apparati ed organi. Tali modificazioni, in concomitanza con eventuali patologie croniche, o addirittura con la "polipatologia", ovvero il sovrapporsi nell'anziano di diverse patologie contemporaneamente, conducono ad una progressiva riduzione dell'autonomia del soggetto e ad un peggioramento della qualità della vita. Se, da un lato, il processo di invecchiamento risulta inevitabile in quanto scritto nel genoma di ognuno di noi, dall'altro è possibile attenuarne o ritardarne le manifestazioni attraverso l'adozione di corrette abitudini di vita. Nella nostra cultura e nella nostra organizzazione sociale, la produttività e l'attività lavorativa sono elementi fondamentali nella definizione dell'identità e del ruolo sociale. L'inizio della vecchiaia viene oggi segnato dal pensionamento e dalla perdita dello status sociale connesso al ruolo di lavoratore6. Uscire dall'ambiente lavorativo può significare, per molti, essere "fuori dal mondo", riducendo così le possibilità di contatto umano e di relazione.

Il passaggio dal mondo del lavoro al pensionamento induce molto spesso a considerarsi inutili, vuoti, mancanti di prospettive e di risorse, cui non sempre l'anziano è in grado di reagire con nuovi obiettivi ed interessi. L' allontanamento o addirittura l'esclusione dalla società di pari passo con l'insorgenza di problemi somatici, e patologie organiche, che spesso conducono ad invalidità, possono avere come conseguenza l'isolamento, e a sua volta generare depressione dell' anziano, condizione psicologica molto comune in questa fase della vita. Dunque, l'ambiente in cui il soggetto è a contatto assume un ruolo fondamentale: infatti, molti studiosi hanno dimostrato come l'appartenenza ad un ambiente culturalmente stimolante facilita l'utilizzo delle funzioni intellettive, e ne impedisce il loro decadimento.

In un Paese come il nostro che presenta la più alta percentuale di ultra sessantenni, è necessario che questi ritrovino "un posto nel mondo" anche dopo il pensionamento, vivendo al meglio la proprio esistenza, ritrovando sé stessi e aiutarli a capire che "invecchiare" è una fase della nostra esistenza e non una malattia o addirittura una condanna. Pertanto invecchiare preclude una serie di cambiamenti che si verificano su una scala temporale, senza una riduzione obbligatoria delle aspettative di vita dell'individuo7. Invecchiare bene, in salute, prendendosi cura del proprio corpo, mantenendo le relazioni sociali e "fisicamente attivi" incide positivamente sulla propria psiche, per una vecchiaia migliore e per sopperire i mutamenti fisici.