Protocollo operativo per combattere la sarcopenia
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Protocollo operativo per combattere la sarcopenia

L'attività fisica riveste un ruolo fondamentale nel combattere la sarcopenia. Nonostante in passato vi fossero dei dubbi, è stato dimostrato che gli esercizi di resistence (esercizi anaerobici di potenza) portano miglioramenti

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Protocollo operativo per combattere la sarcopenia

Nel corso degli ultimi anni, si è cercato di approfondire la relazione tra sarcopenia e attività fisica per trovare un intervento completo ed efficace, ma oggi giorno ci sono ancora molti pareri discordanti e non si è ancora giunti alla formulazione di un protocollo standard di attività fisica (per una definizione di sarcopenia vedi anche: Sarcopenia: definizione e eziologia.

Gli esercizi di tipo aerobico sub-massimale (endurance), costituiti da numerose contrazioni muscolari, protratte nel tempo, contro resistenze relativamente basse, possono contribuire all'aumento della massa e della forza muscolare nei soggetti debilitati e/o dopo lunga immobilizzazione. Tuttavia in soggetti sani, che praticano una normale attività fisica, l'efficacia di questi esercizi ha effetto soprattutto sulla capacità cardiovascolare e sul metabolismo energetico (Zangara A 2002).

Allo scopo di ottenere un sostanziale miglioramento di forza, massa e performance muscolare, si rende necessaria l'introduzione di protocolli che comprendano esercizi anaerobici di potenza (resistance), ossia una serie, anche limitata, di contrazioni muscolari contro resistenze maggiori di quelle quotidianamente affrontate dai gruppi muscolari in questione. Tali esercizi di rinforzo muscolare possono essere isometrici, dinamici isotonici e dinamici isocinetici.

Mentre in passato gli esercizi di forza muscolare rivolti agli anziani venivano visti con molto scetticismo, adesso sappiamo, grazie ad alcune fonti bibliografiche (Hangerman et al, 2000; Hakkinen et al, 2001), che tali esercizi sono indicati per un mantenimento della massa e della forza muscolare. Più precisamente un programma di esercizi mirato al miglioramento della performance muscolare (forza; equilibrio; prestazione) deve prevedere una alternanza tra esercizi di endurance ed esercizi di resistance, come suggerito anche dal ACSM (American College of Sport Medicine) in alcune linee guida redatte sull'attività fisica per la popolazione anziana, e da una recentissima review (Zech et al, 2010).

Possiamo dire, sulla base di risultati scientifici, che un moderato allenamento alla forza, fornisce una via particolarmente sicura per aumentare l'anabolismo proteico e rallentare la perdita di massa e di forza muscolare. Gli anziani di sesso maschile mostrano dei miglioramenti marcati di forza e di massa muscolare maggiori rispetto al sesso femminile, ma gli incrementi percentuali sono simili in entrambi i sessi. Questo è dimostrato da uno studio condotto su maschi sani di età compresa tra i 60 e i 72 anni che si sono allenati per 12 settimane seguendo un programma convenzionale di potenziamento muscolare con carichi di lavoro pari all'80% di 1 RM (Rep Maximum), cioè all'80% del peso massimo che si è in grado di sollevare soltanto una volta per quel determinato movimento o esercizio.

Alla fine delle 12 settimane la forza degli estensori del ginocchio era aumentata del 107% e quella dei flessori 227%. Il miglioramento, pari a circa il 5% per ogni seduta svolta di allenamento, è analogo al miglioramento rilevato nei giovani. Il marcato aumento della forza muscolare era accompagnato dall'ipertrofia sia delle fibre lente che rapide (Fig. 1) (Frontera et al, 1988).

Massa dinamica variazione
FIG. 1 Variazione della massima forza dinamica (1-RM) esercitata dai muscoli estensori (in verde) e flessori (in arancio) dell'arto inferiore sinistro in funzione di allenamento alla forza in uomini anziani (da: Frontera et al, «Strenght conditioning in older men: skeletal muscle hypertrophy and improbe function», J Appl Physiol 1988)