Considerazioni finali e conclusioni
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Considerazioni finali e conclusioni

Nel test di analisi posturografica statica gli anziani risultano avere maggiore oscillazioni rispetto ai giovani, la differenza tra i 2 gruppi aumenta nelle prove ad occhi chiusi dove viene a mancare l'aiuto del sistema visivo.

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Considerazioni finali e conclusioni

I risultati ottenuti e descritti precedentemente sono quasi tutti confermati da precedenti studi in bibliografia.

Nel test di analisi posturografica statica gli anziani risultano avere maggiore oscillazioni rispetto ai giovani, la differenza tra i 2 gruppi aumenta nelle prove ad occhi chiusi dove viene a mancare l'aiuto del sistema visivo, si può ipotizzare che gli anziani nel controllo posturale e nella gestione del disequilibrio si affidino maggiormente a questo sistema rispetto ai giovani.

Gli anziani hanno un'azione di controllo più frequente rispetto ai giovani, questo è dovuto alle maggiori oscillazioni degli anziani che comportano conseguentemente un maggior dispendio energetico e una maggiore faticabilità anche solo nella stazione eretta statica.

Le oscillazioni risultano più ampie negli anziani sia in direzione antero-posteriore che in direzione medio-laterale; le oscillazioni risultano anche mediamente più veloci dovuto al minore controllo del corpo in relazione alla gravità, ciò può portare a maggiori perdite di equilibrio e ad un aumento del rischio di cadute.

Nel 10 Meter walk test per quanto riguarda la regolarità del passo si è notato che gli anziani hanno una maggiore variabilità sia nello stride che nel completo ciclo del passo, in questa indagine si è fatto riferimento alla variazioni del centro di massa nella direzione di avanzamento (propulsione) e alle variazioni del centro di massa in direzione verticale (spinta e appoggio). Si è notato che nella fase di spinta e appoggio ci sono valori molto bassi, riconducibili al pattinamento del piede durante il cammino, ciò può essere dovuto ad un'azione deficitaria dei muscoli di spinta del piede, come il tricipite surale, e ai flessori dell'anca, come l'ileo-psoas.

L'unico parametro non confermato dalla bibliografia e dalle nostre previsioni riguarda la fluidità del passo, dove i risultati indicano che gli anziani hanno un passo leggermente più fluido rispetto ai giovani. Si è ipotizzato che questi risultati siano frutto di un fissaggio non perfetto del sensore dovuti ad alcuni fattori. Il primo riguarda la conformazione fisica differente, i giovani hanno un punto vita caratterizzato dalla presenza di una massa muscolare addominale, soprattutto gliobliqui, più tonica, che con la contrazione e la decontrazione potrebbe far muovere il sensore posizionato a quella altezza. Mentre gli anziani hanno una maggiore rotondità che permette un miglior fissaggio del sensore. Altra supposizione riguarda l'abbigliamento, il materiale dei vestiti utilizzati dagli anziani sono quasi totalmente di cotone e lana, sensibilmente differenti dai materiali dei vestiti dei giovani, dove in ambienti "fitness" utilizzano frequentemente tessuti tecnici o in tri acetato, molto più scivolosi rispetto al cotone o alla lana che potrebbero far muovere il sensore.

I problemi relativi al fissaggio del sensore, saranno risolti a breve con l'utilizzo di sensori a contatto con la pelle con cerotti biadesivi ipoallergenici, aumentando enormemente la precisione e eliminando tutti quei problemi relativi al fissaggio del sensore.

Nel TUG tutti i parametri sono confermati, la durata media del test risulta più bassa nei giovani rispetto agli anziani, così come la velocità media del cammino e la durata della svolta, sia nella svolta a 180° per tornare indietro sia nella svolta che si effettua di fronte alla sedia prima della seduta.

Infine nello Stair climb test come per il cammino in piano, l'indice di regolarità del passo è più variabile negli anziani rispetto ai giovani, questa volta facendo riferimento all'oscillazione medio-laterale del tronco durante la discesa della scala, a questo parametro solitamente si associa la stabilità e l'equilibrio.

Nell'immagine seguente vediamo la raffigurazione completa di tutti i test eseguiti da un soggetto sull'asse antero-posteriore.

Analisi posturografica

Il primo quadrato blu rappresenta il test di analisi posturografica statica, il secondo il TUG, il terzo il 10 Meter walker test, e l'ultimo lo Stair climb test.

Analisi posturografica statica
Esempio di grafico dell'analisi posturografica statica

Di seguito analizziamo il problema del fissaggio andando a confrontare i test singolarmente. Le rappresentazioni conterranno esempi di grafici in cui il sensorerisulta fissato correttamente e altri dove il sensore non risulta fissato correttamente.

Nel test di analisi posturografica, essendo un test statico, i grafici non mostravano grandi differenze in caso di fissaggio non corretto, mentre in tutti gli altri test è visibile a occhio nudo la differenza tra i due grafici, nei primi ci sono grafici molto più puliti rispetto ai secondi, la differenza risulta ancora più evidente nell'accelerazione antero-posteriore.

TUG
Esempio di TUG con fissaggio corretto
TUG non corretto
Esempio di TUG con fissaggio NON corretto
Meter walk test
Esempio di 10 Meter walk test con fissaggio corretto
Meterer walker test non corretto
Esempio di 10 Meterer walker test con fissaggio NON corretto
Stair climb test
Esempio di Stair climb test con fissaggio corretto
Stair climb test non corretto
Esempio di Stair climb test con fissaggio NON corretto

Come detto precedentemente, si risolveranno queste eventuali problematiche con dei sensori a contatto con la pelle, in fase di progettazione. Bisognerà fare altri approfondimenti sul parametro della fluidità del passo, per comprenderne meglio i risultati.

Concludendo si può affermare che questa applicazione è risultata valida e affidabile per la valutazione funzionale di un soggetto. Il tutto usando un dispositivo "low-cost" e "user-friendly" come lo smartphone. Continuando a sviluppare queste tecnologie sarà molto più economico e accessibile, poter monitorare con maggior frequenza e minore invasività una buona parte della popolazione. Un utilizzo metodico e intelligente potrà sicuramente in futuro portare ad un complessivo risparmio sui costi sociali e sui costi indiretti delle famiglie, oltre ad aiutare noi professionisti a svolgere al meglio il nostro lavoro.