Autoefficacia
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Autoefficacia

L'autoefficacia - o sentimento di autoefficacia - consiste nella convinzione di essere capaci di raggiungere uno specifico obiettivo. Fonti dell'autoefficacia e la regolazione di quattro processi principali

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Autoefficacia

A differenza dell'autostima, che riguarda piuttosto un giudizio generale di valore su se stessi, l'Autoefficacia consiste nella convinzione di essere capaci di raggiungere uno specifico obiettivo, realizzando tutti i passaggi necessari per arrivare allo scopo. Non si tratta solo della consapevolezza di "Saper fare", ma anche del senso di sicurezza che ne scaturisce, espresso dal termine "sentimento" che in psicologia accompagna quello di "Autoefficacia", per cui si parla di "sentimento di autoefficacia".

Il sentimento di autoefficacia è molto più specifico, si sviluppa innanzitutto grazie ad esperienze personali positive. Uno studente, ad esempio, si sentirà efficace nello svolgimento di un compito quando avrà imparato a percorrere con sicurezza i vari passaggi necessari a portarlo a compimento. La persuasione di saper fare e gli stati d'animo positivi conseguenti favoriranno in lui lo sviluppo ed il mantenimento di un atteggiamento fiducioso, grazie al quale l'errore non sarà più motivo di sconforto, ma stimolo a cercare soluzioni e strategie differenti (Bonino S., 2006).

Secondo Albert Bandura (1982), lo psicologo che ha formulato il concetto invece:

l'Autoefficacia è la fiducia che l'individuo ripone nelle proprie capacità, di eseguire un compito per raggiungere determinati obiettivi con esito positivo, attraverso l'espressione di abilità

L'autoefficacia è quindi la convinzione nelle proprie capacità di essere in grado di eseguire un compito e poter raggiungere un certo livello di prestazione Bandura (1977), ha studiato origini, strutture, funzioni, processi attraverso cui l'autoefficacia opera e quelli che sono i suoi molteplici effetti. Con il termine di autoefficacia, quindi, s'intendono le aspettative di efficacia personale, ossia quanto un soggetto si ritiene capace di eseguire determinate azioni al fine di raggiungere uno scopo.

La fiducia che un soggetto ha di se stesso, in merito a quelle che sono le sue capacità personali, influenza fortemente la prestazione. La Teoria dell'autoefficacia può essere applicata in diversi ambiti: quello psicologico, psicoterapeutico, educativo, didattico per poter definire se, come, quando e quanto determinati aspetti e apprendimenti saranno utili a seconda dei contesti. L'autoefficacia, ovviamente, non è un tratto della personalità generale e stabile nel tempo, ma è un aspetto che varia a seconda delle situazioni, delle richieste, delle convinzioni personali, delle esperienze precedenti.

Bandura (1996), nel definire il concetto di autoefficacia ha individuato tre dimensioni:

  • Ampiezza: numero di compiti che il soggetto ritiene di essere in grado di poter affrontare
  • Forza: il soggetto annulla le aspettative di autoefficacia in caso di esperienze di insuccesso
  • Generalizzabilità possibilità di trasferire le aspettative di autoefficacia in qualsiasi contesto

Le aspettative di efficacia, ossia le informazioni riguardo le proprie capacità personali, originano da quattro fonti principali che vengono elaborate, valutate ed integrate a livello cognitivo:

  • Esperienze personali: le esperienze precedenti in cui si è ottenuto successo determinano un incremento della self-efficacy
  • Esperienza vicaria / modeling: osservare un'altra persona nell'esecuzione di un compito può aumentare o diminuire la fiducia nell'osservatore di poter essere anch'egli capace e riuscire in quel compito. Ovviamente l'osservazione ha un'influenza più debole rispetto all'esperienza diretta
  • Persuasione / rinforzo: incitamenti e incoraggiamenti servono per influenzare positivamente il comportamento, servono a poco se il soggetto non possiede capacità e abilità
  • Stato emotivo: a seconda dell'emozione provata positiva o negativa, in base a come viene interpretata dal soggetto, questa potrà incidere positivamente o negativamente sulla prestazione influenzandone il risultato

Le convinzioni di efficacia regolano inoltre quattro processi principali:

  • Processi cognitivi: il soggetto si pone degli obiettivi e sceglie le strategie d'intervento
  • Motivazione: positiva o negativa
  • Processi di scelta: il soggetto si cimenta in quelle attività in cui si ritiene capace, dalle quali può ottenere dei risultati in base alle convinzioni di efficacia
  • Processi affettivi: maggiore è l'autoefficacia più il soggetto riesce ad affrontare positivamente le situazioni

Una persona valuta la propria autoefficacia in base alle proprie caratteristiche personali quali: abilità, motivazioni, conoscenze, capacità possedute, i fattori cioè che provvedono a dar vita alle competenze. Le scelte adottate sono influenzate dalla consapevolezza di riuscire in un determinato compito in base al proprio livello di prestazione. È necessario che le convinzioni non siano eccessive, né in positivo né in negativo, tutto viene influenzato dalle esperienze precedenti.

Il costrutto della self-efficacy si completa con quello di "locus of control", ossia la modalità d'interpretazione degli eventi, cioè quanto la persona pensa di essere in grado di influenzare gli eventi. Il locus of control può essere sia interno che esterno. Le aspettative di efficacia influiscono sulla scelta del compito, sull'impegno, sul risultato; una bassa autoefficacia è correlata con scarsi risultati, bassi livelli prestativi e tentativi di evitamento. Il livello di capacità, abilità, valori ed interessi influenza positivamente la persona nel cimentarsi ed impegnarsi in varie situazioni.