Bambini: sviluppo delll'attenzione
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Bambini: sviluppo delll'attenzione

Seguire un oggetto o cercare di capire da dove arriva un suono è la prima forma di attenzione. La cosiddetta attenzione sostenuta migliora dopo i 5-6 anni di età e poi ancora con l'adolescenza

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Bambini: sviluppo delll'attenzione

Il neonato, quando con gli occhi segue un oggetto che si muove o cerca di cogliere le direzioni da cui proviene uno stimolo, è in qualche modo attento a ciò che accade attorno a lui. Questa prima forma di attenzione diventerà sempre più matura e selettiva nei confronti delle diverse sensazioni e percezioni che provengono dall'ambiente circostante.

Questa maturazione avviene in quanto, durante il primo anno di vita, il bambino è soggetto a modificazioni anatomiche e funzionali, accompagnate da uno sviluppo progressivo delle funzioni sensoriali, motorie, cognitive e psicologiche (Maurer & Maurer, 1988).

Le differenze nello sviluppo tra adulto e bambino sono dovute a limiti quantitativi (meno risorse) e qualitativi (strategie elaborative meno efficaci nel percepire ed organizzare le informazioni): ad esempio nella fascia di età scolare (5-14 anni), l'attività elaborativa volontaria (Vigotskij, 1973) non è ancora ben strutturata per motivi di ordine maturazionale (Perecman, 1987) e per l'emergere graduale di forme di organizzazione cognitive che dipendono dall'interazione sempre più complessa ed efficiente con l'ambiente (Inhelder & Piaget, 1964; Bruner,1966).

Nei primi mesi di vita, in particolare, si assiste ad un progressivo sviluppo dell'abilità dell'orientamento dell'attenzione in rapporto a diverse localizzazioni dello spazio (Johnson, 1994). Stimoli sonori, colorati o in movimento attraggono il bambino: egli non può sfuggire a questi stimoli ambientali poiché ha una sorta di predisposizione genetica ad orientare le risorse.

La capacità di discriminazione, l'orientamento visivo e l'abituazione (riduzione dell'attivazione di fronte al ripresentarsi di stimoli noti) sembrano essere dei meccanismi innati di cui il bambino dispone.

Anche se Farroni et al (2002) hanno riscontrato come nei lattanti vi siano delle preferenze per certi stimoli uditivi e visivi che testimoniano la presenza di una precoce capacità di attenzione selettiva, solo dopo i sette anni di età, i bambini sarebbero capaci di risposte di attenzione selettiva e volontaria e non di semplice orientamento. Ciò è dovuto al fatto che i lobi frontali sono sviluppati al massimo (Mackworth, 1976), ed intervengono pure fattori biologici di tipo maturativo ed ambientali (educazione, gioco ed istruzione scolastica).

I bambini migliorano progressivamente la capacità di concentrarsi su di un compito e la capacità di focalizzare l'attenzione sugli elementi pertinenti, mentre filtrano ogni possibile distrattore. Durante la scuola primaria, tuttavia, la capacità di utilizzare l'attenzione selettiva è ancora scarsa e la loro distraibilità molto elevata (Lane & Pearson, 1982).

Anche l'attenzione sostenuta migliora dopo i 5-6 anni di età e poi ancora con l'adolescenza: ciò è riconducibile a processi maturativi a carico del sistema centrale. Anche fattori ambientali e culturali giocano un ruolo importante nello sviluppo attentivo: secondo Vygotskij (1929), nello sviluppo dell'attenzione si passa da un fase in cui predomina un processo puramente organico di maturazione degli apparati nervosi, ad un fase di "sviluppo culturale".

L'idea centrale della prospettiva di Vygotskij è che lo sviluppo è guidato ed influenzato dal contesto sociale, quindi dalla cultura del particolare luogo e momento storico in cui l'individuo si trova a vivere e si sviluppa tramite "strumenti" (come il linguaggio) che l'ambiente mette a disposizione.

Concludendo, l'interagire di un'ottima maturazione delle strutture biologiche ed un contesto di vita ricco di stimoli (la necessità di interagire con il contesto durante lo sforzo attentivo rende la prestazione sostanzialmente differente da quella in cui il contesto è irrilevante (Hale & Lewis, 1976)), permettono al bambino di maturare completamente lo sviluppo attentivo.