Sviluppo della postura e della manipolazione del neonato
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Sviluppo della postura e della manipolazione del neonato

Una risposta alle domande che tutti i genitori si pongono: a quanti mesi il bambino si alza in piedi? Quando comincia a camminare? La manipolazione: a che età comincia lo sviluppo di questa abilità motoria?

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Sviluppo della postura e della manipolazione del neonato

Da un punto di vista posturale, il neonato presenta una ipertonia dei muscoli flessori degli arti (braccia e gambe piegate), mentre il tono dell'asse del corpo, da cui dipende la postura, è quasi inesistente.

Il rafforzamento progressivo di questa regione gli permetterà prima il sollevamento del mento quando è coricato sul ventre (primo mese), successivamente riuscirà ad alzare anche la testa, le spalle e il torace poggiandosi sugli avambracci (terzo mese). La conquista della posizione seduta avviene nel secondo trimestre di vita. Dapprima, intorno al quarto-quinto mese, l'ipotonia del tronco fa assumere al neonato una posizione leggermente curva e ancora instabile, ha bisogno di un sostegno per mantenersi seduto. Riuscirà a mantenere la posizione intorno al settimo mese. La posizione eretta rappresenta una nuova tappa che il bambino cercherà di raggiungere.

Intorno al nono mese è capace di tenersi in piedi se sorretto o appoggiato a un sostegno, verso gli undici-dodici mesi sta in piedi da solo. Lo sviluppo della deambulazione procede di pari passo con quello posturale ma inizia più tardi. Una prima rudimentale forma di spostamento si ha quando il bambino, disteso sul ventre, striscia in avanti aiutandosi con gamba e braccia. Intorno al decimo mese impara a camminare carponi, raggiungendo così una migliore coordinazione delle braccia e delle gambe, oltre un rafforzamento dei muscoli delle stesse. Non tutti i bambini raggiungono la deambulazione eretta vera e propria passando per quella a carponi, ciò dimostra l'estrema variabilità nello sviluppo individuale. Intorno a un anno è capace di camminare se lo si tiene per mano e infine, verso i 13-14 mesi, è in grado di camminare da solo.

Il passo rimane insicuro, il baricentro è spostato in avanti, le braccia mantenute larghe per bilanciarsi e il piede sollevato in alto più del necessario ma, nonostante le frequenti cadute, il bambino trae grande soddisfazione dai suoi successi nel cammino. Adesso è in grado di esplorare lo spazio intorno e agire su esso; ciò facilita lo sviluppo e il riconoscimento di sé e degli altri oltre a determinare la possibilità di sviluppo di nuove abilità motorie come correre, saltare, arrampicarsi ecc. La conquista della deambulazione rappresenta senza dubbio una pietra miliare nello sviluppo del bambino.

Nel corso del primo anno e mezzo avviene lo sviluppo di un'altra importante abilità motoria, la manipolazione. Come per le altre abilità motorie, il progresso di questa abilità dipende sia dalla maturazione neuromuscolare che dall'esercizio. Alla nascita è presente una forma primitiva di prensione, il riflesso di presa. Tale riflesso scompare del tutto verso i due mesi per lasciare posto alla prensione sotto controllo volontario e quindi corticale. A tale abilità partecipa attivamente il sistema visivo. Il bambino indirizza la sua attenzione verso un oggetto e lo afferra, più tardi sarà anche in grado di manipolarlo e lasciarlo andare. La prensione avverrà inizialmente con la parte cubitale della mano, sotto il mignolo, senza utilizzare il pollice (prensione cubito-palmare).

In seguito l'oggetto viene condotto verso il palmo e il bambino utilizza tre dita insieme: pollice, indice e medio (prensione digito-palmare). Infine, l'oggetto viene posto fra indice e pollice (prensione radio-digitale). La "conquista" della prensione e della manipolazione consentono al bambino di essere pienamente parte attiva del mondo che lo circonda2.

Sappiamo che esistono alcuni principi generali, non condivisi da tutti gli autori, che guidano la direzione dello sviluppo motorio nel corpo umano.

Si parla di progressione cefalo-caudale, cioè il controllo volontario del movimento si svilupperebbe prima a partire dalla testa (cefalo), per procedere poi in direzione inferiore verso la colonna vertebrale (caudale). Alla stessa maniera avviene lo sviluppo prossimo-distale: si intende che il controllo motorio negli arti si sviluppa dapprima nella parte prossimale, per esempio nella spalla, per poi procedere verso l'esterno in direzione delle dita. Questo spiegherebbe perché il controllo motorio fine e di precisione, come la manipolazione di un oggetto con le dita, avverrebbe solo in un secondo momento.

È opportuno rendersi conto che esiste una notevole variabilità nello sviluppo individuale di ciascun bambino. Bambini nati all'interno di una stessa famiglia possono cominciare a camminare in periodi diversi, così come, generalmente, i maschi tendono a camminare un pò dopo rispetto alle femmine. Nonostante questa variabilità, vi è un grado di prevedibilità per cui si può ipotizzare quando e in quale ordine dovrebbero svilupparsi determinate abilità nel bambino. Ciò ci permette anche di identificare quei bambini che hanno un ritardo nello sviluppo motorio rispetto ai coetanei1.

Le caratteristiche psicologiche hanno un'influenza molto forte sullo sviluppo motorio. Bambini che si dimostrano curiosi, vivaci e intraprendenti nel conoscere il proprio ambiente, sostenuti anche dai genitori, sviluppano abilità motorie in maniera più facile di quei bambini che invece non presentano queste caratteristiche.

Il neonato è lungo in media 50 cm e pesa 3,400 kg, con una circonferenza cranica di circa 35 cm. A un anno di vita il bambino ha aumentato del 50% la propria lunghezza; nel corso del secondo anno la statura aumenta di circa 1 cm al mese, tale valore tende a decrescere negli anni successivi.

Per quanto riguarda l'aumento ponderale, il neonato raddoppia il proprio peso al quinto mese e lo triplica a un anno di vita. La circonferenza cranica aumenta di 12 cm il primo anno, in seguito l'aumento diventa più modesto. Dal secondo anno e per tutta l'infanzia la crescita prosegue con un ritmo meno rapido, mentre nella pubertà si determina un nuovo incremento.