Allenamento e fasi sensibili
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Allenamento e fasi sensibili

Cosa sono le fasi sensibili? Quali capacità allenare in relazione all'età? Lo schema delle fasi sensibili secondo Hirtz. Lo schema delle fasi sensibili secondo Martin

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Allenamento e fasi sensibili

Il processo di allenamento nell'età giovanile, dall'infanzia all'adolescenza, può trarre giovamento da quelle che sono comunemente note come le "fasi sensibili".

Fermo restando che il concetto stesso di allenamento e allenabilità nelle prime fasi della vita di un individuo è da interpretare nel giusto modo. Quindi mai da intendere come l'impegnativa (e spesso esasperata) ricerca del miglioramento di una performance, quanto l'utilizzo prevalente di attività ludico-sportive, volte a stimolare un armonioso sviluppo psicofisico.

È naturale tuttavia che, conoscendo quali sono le prerogative, le caratteristiche (ed anche i limiti) di ciascun individuo nelle varie tappe evolutive, ci consente in egual modo di ottimizzare il tipo di lavoro, di carico, o di compito motorio da somministrare.

Questo non soltanto renderà il lavoro più agevole e sicuro, ma ripagherà stimolando in modo massivo proprio gli ambiti motori che, più di altri, godono del "giusto momento" per essere sollecitati.

Le fasi sensibili pertanto individuano quali prestazioni godono del miglior margine di allenabilità e miglioramento nelle varie età. La corretta e tempestiva stimolazione è quella che può portare i massimi benefici. Interventi tardivi invece non consentiranno un analogo sviluppo quando anche tempo ed impegno profuso fossero maggiori.

In altri termini la corretta conoscenza delle fasi sensibili permette di avere il miglior risultato con la minima spesa (ovviamente in termini di lavoro). Inoltre questo servirà da ulteriore stimolo anche per i bambini o per i ragazzi, sia perché gratificati nel notare l'aumento delle loro abilità, sia perché non subiranno stress funzionali o emotivi derivanti da un lavoro non idoneo o dalla frustrazione di non apprezzare evidenti miglioramenti.

La stimolazione del soggetto in età evolutiva, come evidente, sarà finalizzata al miglioramento di varie aree di natura fisica e psichica. Sotto il profilo fisico promuoveremo principalmente l'allenamento delle capacità condizionali (forza, resistenza ecc.) e delle capacità coordinative. Sul fronte psichico saranno stimolate le aree cognitive e l'espressione della socialità (collaborazione con altri individui, autocontrollo ecc.).

Nella determinazione del giusto carico di lavoro inoltre sarà importante tener conto anche di quella che è comunemente definita l' età biologica di un individuo. In tal senso, soprattutto durante la fase adolescenziale, ci si potrebbe imbattere tanto in individui la cui età biologica appare "maggiore" rispetto a quella anagrafica, tanto in individui in cui la situazione èinvertita.

È evidente che occorrerà tenere in gran considerazione questi aspetti, e non limitarsi ad inquadrare i ragazzi in modo rigido con riferimento alla loro età anagrafica. Tali differenze possono essere riscontrate anche prima del periodo adolescenziale, e perfino nei bambini. Vi sono stati vari autori nel corso dei vari anni che hanno affrontato il problema relativo allefasi sensibili formulando varie tesi, classificazioni e supposizioni. Tra i tanti spiccano: Hirtz nel 1979, Grosser nel 1981, Meinel e Martin nel 1982.

Hirtz

Per quanto riguarda Hirtz, esso nel 1979 affrontò il tema delle fasi sensibili stilando una tabella dove sono messe in relazione le varie capacità e le fasce di tempo in cui queste sono maggiormente allenabili.

capacità e fasce di tempo

Come si evince dalla tabella, secondo Hirtz le capacità coordinative quali: orientamento, differenziazione spazio temporale, differenziazione dinamica devono essere sviluppate dall'inizio della seconda infanzia sino agli inizi della prima adolescenza (dai 6 ai 14 anni) mentre per le altre capacità coordinative analizzate come equilibrio, combinazione motoria e anticipazione devono essere sviluppate dall'inizio della terza infanzia fino agli inizi della prima adolescenza (dagli 8-9 ai 14 anni).

Per quanto riguarda le capacità condizionali quali forza, resistenza, rapidità, secondo Hirtz devono incominciare ad essere sviluppate nel periodo compreso tra la fine della seconda infanzia e l'inizio della terza (7-8 anni) ed essere incrementate a partire dalla primissima adolescenza (11 anni) in su mentre per quanto riguarda la mobilità secondo Hirtz è un fattore che deve esser sviluppato sin dalla primissima infanzia fino agli inizi del periodo adolescenziale (dai 5 ai 13 anni).

L'autore attualmente più considerato per quanto riguarda le teorie sulle fasi sensibili, è Martin che a metà degli anni ottanta partendo dalle teorie dei suoi predecessori andò, anch'esso come gli altri, a stilare una tabella dove sono riportate le varie capacità suddivise tra loro e i periodi di tempo dove queste sono maggiormente allenabili.

Martin

Martin rispetto ai suoi predecessori distingue nettamente le capacità coordinative dalle capacità Condizionali e inoltre inserisce le capacità affettivo- cognitive le quali prima d'ora non erano state mai prese in considerazione.

Dalla tabella riportata in basso possiamo evincere le conclusioni tratte dai vari studi che Martin ha condotto in merito alle fasi sensibili delle varie capacità.

Esso va ad analizzare tre diverse capacità:

  • Capacità coordinative
  • Capacità condizionali / fisiche
  • Capacità affettivo / cognitive

Delle capacità coordinative vengono analizzate precisamente:

  • Capacità di apprendimento motorio
  • Capacità di differenziazione e controllo
  • Capacità di reazione a stimoli ottici e acustici
  • Capacità di orientamento nello spazio
  • Capacità di ritmo
  • Capacità di equilibrio
Fasi sensibili: Martin

Possiamo notare analizzando la tabella1 che le capacità coordinative secondo Martin sono le prime capacità che devono essere prese in considerazione e devono essere sviluppate sin dalla seconda infanzia poiché il massimo periodo di maggior sviluppo lo si ha nella fase finale dell'infanzia e l'inizio della prima adolescenza, quindi lo sviluppo delle capacità coordinative deve cominciare sin dalla seconda infanzia (5-6 anni), fascia d'età che corrisponde all'inizio delle principali attività sportive da parte dei bambini.

Se lo sviluppo delle capacità coordinative viene iniziato sin dai primi anni dell'inizio della pratica di qualsiasi attività sportiva si arriverà alla fase/periodo di massimo sviluppo delle varie capacità in maniera corretta, dove al soggetto basta una minima stimolazione di tali aspetti per poter raggiungere il massimo apprendimento e di conseguenza il massimo risultato andando poi a completarsi in maniera perfetta sui vari aspetti nel corso degli anni, ovvero durante lo sviluppo del soggetto.

Riflessioni sui modelli relativi alla fasi sensibili proposti da Hirtz e Martin

Dopo aver analizzato i modelli di questi due autori (Hirtz e Martin) possiamo trarre delle conclusioni ben precise per quanto riguarda lo sviluppo delle capacità coordinative.

Riassumendo le capacità coordinative nel complesso subiscono un intervento ottimale tra il periodo di tempo che va dai 6 agli 11 anni; poi subiscono una fase di stabilizzazione nella prima età adolescenziale e la maggior parte di esse tendono a decrescere nella seconda età adolescenziale.