L'allenamento terrestre è utile alla prestazione in acqua?
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L'allenamento terrestre è utile alla prestazione in acqua?

Qual è la correlazione tra attività motorie terrestri e acquatiche?. Esiste una correlazione positiva in quanto l'apprendimento motorio è frutto della rielaborazione creativa e non della ripetitività

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L'allenamento terrestre è utile alla prestazione in acqua?

Assai dibattuto è il problema della correlazione tra attività motorie terrestri e acquatiche.

Alcuni affermano con decisione che lo sviluppo coordinativo realizzato mediante le attività terrestri è trasferibile in acqua solo in scarsa misura, sostengono infatti, che, soprattutto quando si raggiunge un buon grado di perfezionamento tecnico, le esperienze motorie terrestri offrono insufficienti agganci e non incidono minimamente sulla coordinazione acquatica.

Il bambino trae insegnamento vivendo e appropriandosi di un numero illimitato di esperienze motorie, la conoscenza e la pratica motoria che il fanciullo via via fa, gli consente, osservando un movimento, di partecipare mentalmente alla sua esecuzione: è l'immagine motoria, quindi, la sola condizione per la formazione di un adeguato schema motorio.

Ricerche recenti concordano nel sottolineare che l'apprendimento motorio è frutto non tanto della ripetitività delle azioni, quanto e soprattutto della rielaborazione creativa di tutto ciò che si è appreso in precedenza.

Apprendere a galleggiare rappresenta qualcosa di nuovo data la necessità di acquisire nuovi elementi informativi per ricostruire l'equilibrio: esso, infatti, si traduce in acqua in un atteggiamento orizzontale prono o supino decisamente diverso da quello abituale. Atteggiamento, dunque, apparentemente sostitutivo di ciò che durante l'attività terrestre avevamo appreso e sperimentato.

In realtà si tratta solo di un perfezionamento, di una evoluzione particolare di una conoscenza dalle caratteristiche particolari, in qualche modo già nota. Lo sviluppo coordinativo realizzato attraverso le attività terrestri incide notevolmente su quello acquatico nella misura in cui l'allievo ha la precisa sensazione della posizione che occupano nello "spazio-acqua" sia il proprio corpo sia le parti che lo compongono che si armonizzano ritmicamente nella nuotata. Ridurre le azioni motorie esclusivamente al "lavoro acquatico" non sempre consente di raggiungere elevati livelli di perfezionamento sportivo specialistico.

Risulta quindi necessario creare un elevato numero di schemi motori da memorizzare. Essi devono presentare caratteristiche di plasticità tali da adattarsi a tutte le situazioni ambientali anche le più singolari consentendo i cosiddetti transfert positivi di apprendimento. Si tratta di trasferire e di concedere importanza primaria ad una serie di parametri quali spazio, velocità, orientamento, equilibrio, ritmo, distanze ecc., che rappresentano l'asse portante in un contesto educativo motorio anche di tipo acquatico.

Si può concludere affermando che un'immagine motoria creata a terra può sicuramente richiamare schemi motori acquatici (e viceversa), e che esperienze a secco (terrestri) ed esperienze acquatiche si integrano e si completano a vicenda.