Sviluppo delle capacità coordinative generali e speciali
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Sviluppo delle capacità coordinative generali e speciali

Costruzione sistematica a lungo termine delle capacità coordinative generali e speciali. Il percorsoin 3 punti: formazione psicomotoria multilaterale di base, inizio della specializzazione sportiva, approfondimento della specializzazione sportiva

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Sviluppo delle capacità coordinative generali e speciali

Lo sviluppo delle capacità coordinative deve dipendere dal concetto della "Costruzione sistematica a lungo termine" (J.Baur 1988), quindi da un'azione educativa programmata e strutturata nel tempo.

Inizialmente è necessaria un'attività di base che ponga in primo piano la polivalenza, dell'apprendimento motorio, e l'acquisizione di un voluminoso repertorio di movimenti che sottenda una formazione multilaterale. Tale iter consentirebbe la realizzazione di un bagaglio motorio basato sugli schemi motori di base, indispensabile per gli ulteriori apprendimenti.

Successivamente, infatti, il cammino educativo si completa con l'apprendimento di obiettivi, costruiti funzionalmente gli uni sugli altri e rappresentati dalle abilità motorie (vedi anche De Pascalis Le abilità motorie).

In poche parole possiamo schematizzare tutto in 3 punti:

  • Formazione psicomotoria multilaterale di base (sviluppo e consolidamento degli schemi motori di base)
  • Inizio della specializzazione sportiva (sviluppo delle capacità coordinative generali)
  • Approfondimento della specializzazione sportiva (sviluppo delle capacità coordinative speciali)

Le capacità coordinative (vedi anche Le capacità coordinative generali non sono neutre rispetto alle età, la loro formazione deve tenere conto, per esplicarsi in modo ottimale, delle fasi sensibili (vedi anche Le fasi sensibili e della loro stessa evoluzione. Peròè anche vero che i tre punti sopra elencati, devono essere ricercati anche in età tardive rispetto alle fasce sensibili.

Il fanciullo che inizia l'attività motoria a 12 anni, per esempio, deve essere coinvolto in un allenamento multilaterale di base, come accade al bambino di 6 anni.

Naturalmente l'allenamento di base del bambino di 12 anni deve avere contenuti diversi da quelli del bambino di 6 anni anche gli scopi sono gli stessi, quindi è necessario un recupero ad ampio raggio nei ragazzi che iniziano tardivamente la pratica di un' attività motoria e sportiva.

L'attività proposta in entrambi i casi deve essere effettuata più volte nell'arco della settimana, rispettando le leggi dell'allenamento in relazione al numero di sedute, la loro frequenza e la loro distribuzione temporale.

Un grave errore è cercare di anticipare i processi di apprendimento con azioni educative intempestive poiché come sappiamo le capacità coordinative per poter essere sviluppate al massimo hanno bisogno di esercizi precisi e mirati. Il ruolo educativo è quello di suscitare risposte motorie in relazione a stimoli adeguati e rispettosi delle fasi di sviluppo del bambino.

Vi sono periodi in cui è necessario migliorare la capacità generali di coordinazione, vi sono altri momenti in cui è necessario migliorare le singole capacità coordinative (speciali). Le prime permettono un più rapido apprendimento delle seconde, quest'ultime migliorano il livello di coordinazione generale.

Il livello delle capacità coordinative, così come avviene per quelle organico - muscolari, può essere elevato solo attraverso gli esercizi fisici. Essi sono i "mezzi" di cui si avvale l'educazione delle capacità motorie. Ogni esercizio contribuisce alla formazione di capacità diverse perché ogni azione presuppone la presenza di più qualità motorie.

Tale constatazione richiama 2 riflessioni:

  • Bisogna scegliere bene gli esercizi in modo che possano sollecitare prevalentemente la capacità da sviluppare
  • Bisogna individuare, in ogni esercizio, i fini principali e quelli secondari

Un'altra caratteristica da non sottovalutare, nella scelta e preparazione delle esercitazioni, è l'aspetto ludico. Il gioco rappresenta la forma privilegiata di attività motoria rivolta al bambino. Dai 6 ai 12 anni bisogna proporre esercitazioni a carattere ludico, giocoso, non addestrativo, in modo da mantenere alta la motivazione al movimento e ottenere, nel contempo, la massima risposta motoria possibile.

L'azione educativa deve progettare e predisporre una serie di situazioni-stimolo che rappresentino, per il fanciullo, occasioni di apprendimento e di sviluppo coordinativo.

Gli esercizi più adatti, per lo sviluppo delle capacità coordinative generali, sono riferibili a:

  • Utilizzo degli schemi motori di base
  • Utilizzo di piccoli giochi
  • Utilizzo dei percorsi

Con tali esercitazioni, a carattere globale, si asseconda l'evoluzione del controllo neuromuscolare che caratterizza la fase di sviluppo generale delle capacità coordinative; in ogni stadio evolutivo degli schemi motori di base, la didattica deve realizzare le condizioni per ampliare il repertorio ad essi riferito.

Per quanto concerne l'apprendimento delle capacità coordinative speciali, bisogna ricorrere ad esercitazioni programmate delle singole capacità, in modo tale da esaltare, ed anche modificare, i gesti relativi agli schemi motori di base; gli esercizi devono essere mirati nel senso delle qualità da migliorare. Le capacità coordinative vanno automatizzate con la ripetizione e vanno sviluppate con variazione quantitativa e qualitativa; quanto maggiore è il repertorio di condotte e schemi naturali tanto più differenziate saranno le abilità che si possono apprendere in seguito.