Attività fisica in età evolutiva: le fasi sensibili
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Attività fisica in età evolutiva: le fasi sensibili

Il problema del sovrappeso e dell'obesità infantili sono strettamente connesse alla mancanza di attività fisica, oltre ad un'alimentazione sbagliata. Occorre sensibilizzare genitori ed insegnanti all'attività motoria.

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Attività fisica in età evolutiva: le fasi sensibili

Come prologo a quest'articolo partirei con un dato fondamentale: il sovrappeso e l'obesità infantile e giovanile sono in aumento. Questo perché i giovani si muovono sempre meno e mangiano sempre peggio. È innegabile, e non voglio fare retorica, ma i tempi sono cambiati, ci sono meno spazi verdi, la tecnologia viene spesso preferita all'attività fisica, i fast food dilagano. Come diretta conseguenza di ciò i bambini non sviluppano neanche gli schemi motori di base, presupposto fondamentale per stimolare e migliorare le capacità coordinative. Senza dilungarmi troppo, vi ricordo quali sono gli schemi motori di base: correre, strisciare, scavalcare, superare, saltare, atterrare, lanciare, arrampicarsi… guarda caso stimolati attraverso quell'attività che al bambino viene meglio, il gioco!

L'attività ludica ed il movimento rivestono un ruolo cruciale sia nel consentire un armonioso sviluppo fisiologico, compresa l'ottimale maturazione delle componenti nervose e propriocettive, sia sotto l'aspetto cognitivo (scoperta, presa di coscienza dell'ambiente circostante, concetto spazio/tempo).

Chi si rapporta quotidianamente con i giovani deve avere ben chiara l'importanza delle fasi sensibili, aspetto cruciale della metodologia d'allenamento in fase evolutiva. Le fasi sensibili individuano quali prestazioni godono del miglior margine di allenabilità e miglioramento nelle varie età; inoltre la corretta e tempestiva stimolazione è quella che può portare i massimi benefici, in seguito non sarà così anche a fronte di un impegno importante. Insomma, il miglior risultato con la minima spesa (tratto da P. De Pascalis, Il giovane campione).

Martin, 1986: modello delle fasi sensibili

Il grafico sopra riportato (Martin, 1986: modello delle fasi sensibili) ci offre delle indicazioni sulle quali riflettere: in primo luogo, l'importanza delle capacità coordinative. Per poter sfruttare al meglio le fasi sensibili, è necessario sapere cosa siano e soprattutto come stimolarle in forma pratica. È proprio dal corretto sviluppo di queste capacità che successivamente si possono impostare metodi di lavoro incentrati sul miglioramento delle capacità condizionali (forza, resistenza, velocità/rapidità). Sempre più spesso mi trovo di fronte ragazzi di 16-17 anni che non sono in grado di fare una capriola, che saltano poco e scoordinati, con una ridotta mobilità articolare. Se avessero sollecitato per tempo l'aspetto coordinativo, probabilmente, non si troverebbero in queste condizioni e le loro performance sarebbe migliori. Sarebbe opportuno quindi evitare qualsiasi tipo di specializzazione precoce (almeno fino ai 13 anni), rispettando i giusti tempi del bambino e consentendogli di ampliare il più possibile il suo bagaglio di movimento (formazione sportiva multilaterale).

Nel corso Istruttore Fitness per Bambini tutti questi aspetti vengono presi in considerazione, da un punto di vista teorico e pratico, per dare la possibilità agli operatori del settore di approfondire determinate tematiche ed ampliare il proprio bagaglio di conoscenza.

Non potrei concludere l'articolo senza un riferimento a quello che viene definito periodo d'oro della motricità, compreso tra i 7 ai 12 anni. Il bambino in questo periodo assorbe come una spugna gli stimoli motori esterni; è il momento dove è maggiormente recettivo, quindi bisogna dargli il maggior numero di input coordinativi. Un buon istruttore dovrebbe conoscere l'importanza di questo periodo (momento magico per l'apprendimento dei movimenti), inserendo dei percorsi coordinativi che vadano a sollecitare il giovane proprio sotto questo aspetto. Usate anche la fantasia, purchè l'intensità e la durata delle esercitazioni siano consone alle capacità dei bambini…parametri fondamentali se si vuole non ledere la salute dei piccoli.

Come potete vedere gli argomenti di discussione sono tanti e tutti importanti, in quest'articolo ho voluto indicare una chiave di lettura generale focalizzandomi maggiormente sul concetto delle fasi sensibili. Prima di salutarvi, un ultimo ma importante consiglio: non pensate al bambino come un adulto in miniatura, sarebbe il più grave errore che si possa commettere!