Non trovi lavoro dopo Scienze Motorie? È colpa dei corsi di due giorni
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Non trovi lavoro dopo Scienze Motorie? È colpa dei corsi di due giorni

Usciti dall'Università i laureati in Scienze Motorie faticano a trovare un lavoro. È colpa dei corsi di formazione di 2 giorni? Forse sarebbe ora di rimboccarsi le maniche e passare meno ore a lamentarsi su Facebook

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Non trovi lavoro dopo Scienze Motorie? È colpa dei corsi di due giorni

La strada per il lavoro è lunga e tortuosa per tutti i laureati italiani che dopo aver acquisito il titolo si affacciano con entusiasmo al mondo del lavoro per poi ritrovarsi dopo appena qualche mese con un curriculum in mano di difficile collocazione.

A complicare ulteriormente le cose per i laureati in Scienze Motorie vi è la fastidiosa presenza di corsi di formazione ad accesso libero che rilasciano un attestato di formazione dopo i fatidici due giorni di sola preparazione. Caduto nel vortice vizioso di italica convinzione che la colpa non è mai propria ma sempre degli altri, gran parte dei laureati in Scienze Motorie si indigna, organizza petizioni e raccolta firme di protesta, passa tutto il giorno a lamentarsi su gruppi Facebook, se la prende con quei pochi che lavorano perché sono l'eccezione e non la regola. Ritiene insomma che tutti i suoi problemi siano da addebitare alla concorrenza "sleale" di chi ha ottenuto il famoso attestato in due giorni mentre lui che ha impiegato tre o anche cinque, sei, sette anni per ottenere la laurea, magari anche con specialistica, si ritrova con un pugno di mosche in mano.

La formazione universitaria in Scienze Motorie

E dire che prendere la laurea non è stato semplice come in molti possono pensare perché in realtà si scopre che a Scienze Motorie si studia e anche parecchio, forse troppo. Sono lontani i tempi dell'ISEF quando gran parte della formazione degli studenti avveniva in palestra, nei campi da gioco, permettendo di affacciarsi fin da subito al lavoro avendo un'esperienza sul campo immediatamente spendibile.

Oggi gli studenti devono destreggiarsi oltre che su materie prettamente teoriche ma attinenti al corso di laurea come l'anatomia e la fisiologia anche con altre come diritto, psicologie di ogni tipo, statistica, nei programmi peggiori anche sociologia. La conseguenza è che in un programma così vario e vasto le materie effettivamente importanti quali le già citate anatomia o fisiologia finiscono per essere trascurate, dimenticate, si ritagliano appena un piccolo spazio nella moltitudine di ore di lezione dedicate ad altro. Anche le materie più caratterizzanti il corso di laurea quali Didattica dell'attività motoria o Didattica dell'attività sportiva che dovrebbero prevedere una corposa parte pratica finiscono per avere un ruolo marginale, spesso ridondante.

Vogliamo parlare poi della qualità degli insegnamenti o dell'attinenza degli insegnanti al corso di laurea? Esperti in psicologia, filosofia, sociologia, sono spesso anche quelli a cui vengono assegnati gli insegnamenti più importanti con conseguenze ovviamente prevedibili. Docenti che nella migliore delle ipotesi conoscono l'attività fisica perché ai tempi la si praticava ancora a scuola.

Finiti gli studi il neolaureato si trova ad avere un bel mix di conoscenze, di tutto un po', che in realtà costringono i più volenterosi a riformarsi, a rimboccarsi le maniche per cercare di ritagliarsi un proprio spazio.

Gli altri, la maggior parte, finisce come poc'anzi detto nel rassegnarsi, magari cambiando corso di studi sperando in qualcosa di meglio, o nella peggiore delle ipotesi a ritenere che le colpe del mancato impiego lavorativo siano da addebitare ai famosi corsi di due giorni, che è un po' come guardare il dito e non la luna.

Sarà un caso che praticamente la quasi totalità degli studenti di Scienze Motorie che decide di arricchire il proprio bagaglio culturale e di esperienze frequentando un corso di Personal Trainer o Ginnastica Posturale, risulti essere ben soddisfatto di quanto appreso nei due giorni di corso. Perché la verità, per quanto triste e crudele possa sembrare, è che da un punto di vista di esperienze spendibili immediatamente nel mondo del lavoro si acquisisce più con la frequenza di due giorni in uno dei corsi suddetti che in mesi di università a discutere del marxismo.

Un altro errore concettuale comune ai laureati in Scienze Motorie è quello di ritenere di essere l'unica categoria sottoposta a concorrenza "sleale". Premesso che non esiste ancora legge in Italia che obblighi una qualsivoglia palestra o centro sportivo a dare lavoro solo a laureati in Scienze Motorie, basterebbe leggere ogni tanto qualche forum o gruppo Facebook di fisioterapisti dove si parla del laureato in Scienze Motorie per capire come il salto dal ritenersi usurpati a divenire usurpatori possa essere molto breve. Una categoria quella dei fisioterapisti che a proposito di concorrenza, più o meno leale, non è seconda a nessuno: i già citati laureati in Scienze Motorie, massofisioterapisti, osteopati, massaggiatori improvvisati.

In conclusione siamo ben consci che i tempi sono difficili e tristi ma questo vale per qualsiasi professione, dal calzolaio al laureato in Scienze Motorie fino ad avvocati e medici. Si può scegliere di lamentarsi, di prendersela con chi fa i corsi, di passare ore a scrivere su gruppi Facebook sostenendo che con le proteste un giorno, non si sa bene quando, le cose cambieranno. Oppure si può essere quell'uno su cento che al mattino si alza, si rimbocca le maniche e fa valere le proprie competenze, la voglia, la passione per cambiare concretamente il suo futuro.