Postura e motricità in età evolutiva
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Postura e motricità in età evolutiva

Può apparire scontato che il nostro corpo evolve e che quindi gli interventi correttivi della postura dovrebbero rispettare i cambiamenti, ma purtroppo spesso si opera dimenticando questo aspetto fondamentale

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Postura e motricità in età evolutiva

Un argomento che potrebbe sembrare scontato, ossia che il nostro corpo evolve e con esso si modifica anche la nostra postura, in realtà non lo è affatto. Ancora oggi si applicano interventi correttivi senza rispettare i normali ritmi di crescita del soggetto in formazione. Per evitare queste conseguenze dannose è bene conoscere come si sviluppa la nostra struttura muscolo-scheletrica. Tale sviluppo non avviene in maniera lineare, si succedono periodi di intensa crescita staturale, detti di proceritas, alternati a periodi di stasi e compensazione, o di turgor.

È nel corso dei primi due anni di vita che si verificano in particolare i cambiamenti maggiori. Alla nascita il bambino pesa circa 3,3 Kg ed è lungo in media 50 cm. A un anno di vita aumenta del 50% la propria lunghezza e addirittura triplica il suo peso. Successivamente l'aumento staturale e ponderale sarà più contenuto per poi aumentare nuovamente nel corso della pubertà.

Da un punto di vista posturale si riscontra nel neonato un'ipertonia dei muscoli flessori degli arti, le braccia e le gambe sono piegate. Il tono muscolare è invece assente nei muscoli del tronco dai quali dipende la postura e la stazione eretta. Il rafforzamento progressivo di questi muscoli permetterà dapprima il sollevamento del mento dalla posizione prona, poi la conquista della posizione seduta, il gattonamento e infine la stazione eretta.

Gran parte delle condizioni para-patologiche che si manifesteranno durante l'accrescimento tenderanno normalmente alla risoluzione spontanea. Il piede, ad esempio, è normalmente piatto quando si assume la stazione eretta ed il bambino compie i suoi primi passi. Ossa, muscoli e legamenti sono ancora in fase di formazione per cui non si ha la struttura tipica dell'arco plantare. Gli stimoli che il bambino fornirà al piede con i suoi spostamenti determineranno progressivamente la buona formazione di queste strutture e quindi la comparsa di un piede normale intorno ai 6-7 anni di età.

Ecco perché è importante sollecitare il bambino a muoversi fin dai primi anni di vita, in particolare sarebbe bene non imprigionare continuamente il piede all'interno delle calzature, ricordandosi che oltre ad essere il principale organo coinvolto nella locomozione esso è anche uno straordinario organo recettoriale. In linea generale prima di procedere ad eventuali interventi (come l'utilizzo di ortesi o la chirurgia) sarebbe bene attendere fino ai 10-12 anni. Interventi precoci potrebbero rivelarsi più deleteri che risolutivi.

Alla nascita, proprio per l'ipertonia degli arti di cui abbiamo accennato, è normale che le ginocchia del bambino siano aperte (varismo). Successivamente, invece, è lecito aspettarsi un certo grado di valgismo che si accompagna al piede piatto. Anche in questiocaso con il progressivo rinforzo di muscoli e legamenti il ginocchio valgo dovrebbe migliorare sensibilmente intorno ai 6-7 anni e scomparire dopo questa età. L'immagine accanto evidenzia quanto detto finora.

Ciò che è importante comprendere è che i bambini non devono essere considerati come degli adulti in miniatura, il loro atteggiamento posturale differisce fisiologicamente dal nostro. È tipico dei bambini avere un addome sporgente. Nella maggioranza dei casi, il profilo della parete addominale cambia gradualmente, ma è tra i 10 e i 12 anni che il punto vita diventa relativamente più sottile e l'addome non è più sporgente. Così come fino a questa età potrebbe presentarsi una certa sporgenza delle scapole.

Quelli che abbiamo fatto sono solo alcuni esempi, l'intento è di far capire che è necessario rispettare i ritmi di crescita del bambino con le sue specifiche individualità. L'aiuto più grande che un genitore possa fornire al proprio bambino per favorirne un corretto sviluppo è quello di assecondare il suo naturale desiderio al movimento. Il bambino conosce se stesso e il mondo che lo circonda attraverso la motricità fin dai primi istantidi vita. L'imperativo da parte di mamma e papà dovrebbe sempre essere "muoviti più che puoi" e mai "stai fermo" come avviene invece troppo spesso.