Scarpe coi tacchi: istruzioni per l'uso
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Scarpe coi tacchi: istruzioni per l'uso

La moda spesso ci impone delle scelte che spesso comportano danni. Mi riferisco in particolare all'utilizzo delle scarpe con i tacchi, consapevole che probabilmente attirerò su di me più di qualche antipatia da parte del sesso femminile

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Scarpe coi tacchi: istruzioni per l'uso

Il tacco nella storia

Il tacco è da secoli simbolo di femminilità, sensualità e bellezza. L'utilizzo di queste calzature viene fatto risalire già in epoca romana e greca, quando le matrone per apparire più alte utilizzavano un tacco che però si allungava per tutta la suola. Si afferma, tuttavia, che i primi modelli per come li conosciamo oggi siano stati indossati da Monna Lisa nel 1507 proprio per volere di Leonardo Da Vinci desideroso di ritrarre una figura più slanciata. Altri suggeriscono che Caterina de' Medici li avrebbe indossati nel 1533 in occasione delle sue nozze con il duca d'Orlèans. Tuttavia questo vezzo di vanità non appartiene solo al sesso femminile, nella lussureggiante Francia del XVII secolo il Re Sole Luigi XIV amava indossare scarpe dal tacco alto riccamente decorate. Da qui il tacco divenne simbolo oltre che di bellezza, anche di prestigio e nobiltà. L'avvento dei tacchi a spillo con i loro 12 cm di altezza, veri e propri strumenti di precario equilibrio e tortura, avviene nel 1952. Da qui in avanti avverrà la mortificazione più totale di ciò che ogni giorno ci consente di ergerci in posizione eretta, la base di appoggio del nostro corpo più comunemente chiamata piede.

Strumento di bellezza o di tortura?

Il confine fra bellezza e tortura è sottile e labile. Per capire quali sono gli effetti indotti dall'utilizzo continuativo di una scarpa col tacco bisogna conoscere quella che è la struttura e la funzione del piede, concetti già espressi in un articolo precedente nel quale abbiamo sottolineato come i nostri piedi si comportino da lavoratori instancabili nel sostegno del peso del corpo ma allo stesso tempo si rivelino geniali scienziati nella loro funzione recettoriale ed informativa per il cervello. In base a queste considerazioni è semplice constatare come l'indossare una scarpa col tacco, peggio se più alto, determini una sostanziale modifica di tutta l'architettura del piede nell'appoggio al suolo. Ciò comporta una riorganizzazione totale dell'equilibrio corporeo, poiché l'intero baricentro si sposta in avanti ed è necessario un continuo aggiustamento posturale che si esprime il più delle volte in una iperestensione delle ginocchia, iperlordosi lombare e ipercifosi toracica di compenso. A livello podalico se in condizioni di appoggio al suolo normale il peso corporeo grava per il 60% circa sul retropiede e per il 40% sull'avampiede, quando si indossa una scarpa col tacco si ha uno squilibrio totale della distribuzione dei carichi. Più il tacco sarà alto e più la zona ipersollecitata dal carico sarà quella anteriore, corrispondente all'appoggio delle teste metatarsali che di conseguenza molto spesso si infiammano (metatarsalgia), ma non solo…

i danni delle scarpe con il tacco

Un concetto che sfugge a molti è che i nostri piedi non sono una parte a sé stante, separati dal resto del corpo. Un sovraccarico a livello podalico si esprime anche a livello delle principali articolazioni di sostegno del corpo, dalle ginocchia alle anche fino alla schiena secondo una catena globale ascendente. Ciò equivale a dire che se in un grattacielo non sono state costruite delle buone fondamenta il rischio più probabile è che questo crolli alla minima perturbazione. Il deficit di equilibro è particolarmente evidente in quelle ragazze non abituate ai tacchi che sembrano esibirsi in numeri circensi per mantenersi in piedi.

A livello muscolare l'iperestensione delle ginocchia determina uno stato di continua tensione da parte del quadricipite femorale e della muscolatura del polpaccio (gastrocnemio + soleo) che tende ad accorciarsi, oltre che a livello dei muscoli lombari. Ulteriori problematiche susseguenti all'utilizzo continuativo delle scarpe con i tacchi, oltre ai cattivi atteggiamenti posturali che possono sfociare in quadri di paramorfismi o più gravi dismorfismi, sono rappresentati da alluce valgo, dita a martello, tendiniti e neuroma di Morton. Quest'ultimo rappresenta una patologia caratterizzata dall'aumento di volume di un nervo sensitivo interdigitale, principalmente fra terzo e quarto dito, conseguente ad uno stimolo irritativo e cronico di natura meccanica che comporta una sensazione dolorosa in tale sede. Questa condizione è particolarmente presente nel sesso femminile, fra le cause che la determinano è predominante l'utilizzo delle scarpe col tacco a punta stretta che facilitano lo sfregamento del nervo con le ossa metatarsali.

Da non sottovalutare sono inoltre possibili deficit circolatori che determinano quella spossante sensazione di pesantezza nelle gambe che termina, per l'appunto, solo quando si libera il piede dalla prigione opprimente della scarpa e il più delle volte fa sospirare “finalmente”.

Soluzioni e non problemi

Sarebbe probabilmente troppo chiedere ad una donna di non indossare praticamente mai le tanto amate scarpe coi tacchi, le esigenze estetiche e professionali dell'epoca moderna rendono impossibile questa condizione. Tuttavia si potrebbe trovare un compromesso per fare in modo di evitare le conseguenze dannose sopra citate. È pressoché inutile imbottirsi di farmaci o rivolgersi continuamente ai medici per risolvere dei problemi che per essere evitati in realtà avrebbero bisogno solo di una semplicissima cosa: prevenzione.

Se l'utilizzo dei tacchi avviene esclusivamente per fini estetici, se proprio non si può evitare è quanto meno da limitare. Mi rivolgo in particolare a quelle donne che anche per fare una passeggiata al parco indossano le suddette scarpe. Inutile lamentarsi poi dei dolori e rinnegare l'evidenza dei fatti. Camminare è una delle attività più salutari che possa esistere, perché trasformarla in qualcosa di potenzialmente dannoso?

Preme sottolineare come l'uso prolungato dei tacchi se nelle donne può essere doloroso, nelle bambine può arrivare ad essere distruttivo, andando ad alterare l'intera struttura plantare in formazione.

A chi invece è costretto all'utilizzo delle scarpe con i tacchi per fini professionali, consiglio esercizi di stretching per la muscolatura del polpaccio e di scarico per quella lombare. Una buona ginnastica posturale può essere sicuramente d'aiuto, ricordandosi però che è sempre meglio prevenire piuttosto che curare.