Settembre: iscrizione in palestra
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Settembre: iscrizione in palestra

Settembre è il mese dei buoni propositi fisici. Terminata l'estate sono in molti a decidere che è arrivato il momento di mettersi in forma. Purtroppo la maggior parte si perde strada facendo. Perché? Come evitarlo?

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Settembre: iscrizione in palestra

Con l'arrivo dei mesi invernali iniziano i buoni propositi. Tra questi l'iscrizione in palestra è d'obbligo, indipendentemente dall'attività fisica scelta: l'importante è iscriversi. Oggi gran parte delle palestre offre la formula "open", quindi un vero affare: si possono fare decine di attività con un solo mensile, il problema è che molti non hanno il tempo e la condizione fisica per poterle svolgerle tutte. Inoltre molte delle attività, come è normale che sia, hanno obiettivi e percorsi diversi.

Nonostante ciò, spesso ci si ostina a volersi allenare tutti i giorni e a svolgere almeno due - tre attività. Generalmente si abbina una disciplina accompagnata dall'allenamento con i pesi, che naturalmente nella grande maggioranza dei casi non tiene conto della disciplina svolta, ma riveste il ruolo di "costruire il fisico". Così da un lato voglio ottenere velocità mentre dall'altro aumento il volume muscolare.

Succede spesso che molti degli iscritti non arriveranno a completare il primo trimestre, altri si "perderanno" strada facendo e altri ancora ritireranno soltanto il tesserino. Tutto questo avviene per una frenesia e una corsa esasperata, per la scelta dell'ultimo corso o palestra alla moda da seguire, senza pensare agli obiettivi da raggiungere.

Il messaggio che mi sento di dare a tutti è che la scelta dell'attività fisica da svolgere va ben ponderata in relazione a:

  • Obiettivi (benessere o agonismo)
  • Condizione fisica
  • Impegni Famigliari
  • Impegni di studio e lavoro
  • Tempo a disposizione
  • Qualsiasi altro parametro possa pregiudicare un costante allenamento durante l'anno

Il tutto al fine di garantire una frequenza costante che vi possa ricompensare con i risultati prefissati.

La differenza, infatti viene fatta dalla costanza e dalla qualità dell'allenamento svolto.

Ricordate il mio articolo sulla teoria dell'allenamento: affinché un allenamento sia valido la sua intensità deve riuscire a fornire una sollecitazione adeguata tale da rompere l'omeostasi dell'organismo, in maniera che quest'ultimo provveda ad una compensazione. Tale sollecitazione deve essere ripetuta nel tempo in maniera tale che gli "aggiustamenti" diventino "adattamenti". Adattamenti che sono ben visibili con risultati concreti: dimagrimento, trofismo, postura, ecc.

Ecco perché è meglio programmare fin da subito l'attività da seguire, anche in relazione al tempo che si ha a disposizione e alla condizione fisica di partenza. Inutile scegliere un'attività ad alto impatto se la condizione fisica di partenza è scarsa o se non si ha il tempo di recuperare tra una sessione e l'altra. Molto meglio scegliere un'attività più leggera, che assicuri un completo recupero tra una sessione e la successiva, così da avere un "continuum" di frequenza, e prevenire eventuali infortuni.

Naturalmente non voglio paragonare i risultati che si ottengono con un'allenamento con frequenza giornaliera a quelli che si ottengono con allenamenti bisettimanali, voglio solo sottolineare, che ogni caso va studiato con attenzione e gestito da un professionista del settore che possa strutturare un piano mirato d'allenamento.

Inutile voler fare due - tre attività contemporaneamente, se si ha poco tempo a disposizione, poiché si corre il rischio di creare confusione e di non portare a termine nulla. Meglio allenarsi due volte a settimana, ma in maniera programmata e costante da settembre a luglio.

Fare agonismo, poi è un'altra cosa, anche a livello amatoriale occorrono dei sacrifici non indifferenti, poiché all'allenamento bisogna sommare il lavoro e gli altri impegni della vita quotidiana. Ciò non toglie che se ci sono le carte in regola per farlo non si possa fare, anzi ben venga, ma attenzione a parlare di attività motoria per il benessere, poiché agonismo e benessere non vanno molto d'accordo.