Intensità dell’attività fisica: i MET
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Intensità dell’attività fisica: i MET

I parametri di riferimento per classificare l’intensità dello sforzo fisico

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Categorie dell'intensità di esercizio dell'attività fisica

intensita esercizi
.Nota: Le misure di intensità relativa, come la percentuale di FCmax, FCR (riserva di frequenza cardiaca a riposo = FCmax – FC) e VO2max (massimo consumo di ossigeno), non sempre corrispondono al livello della scala d'intensità di Borg (RPE), poiché questo varia a seconda dello stato di allenamento e di altre caratteristiche individuali. Mentre le misure soggettive sono in base alla scala RPE di Borg, dove C = categoria di scala (6-20) e CR = rapporto con la categoria della scala (0-10).

Queste categorie sono classificate in base alle esigenze energetiche e, diconseguenza, rappresentano il gradiente nelle risposte metaboliche e neuroumoralidurante l'attività fisica.

Queste risposte stressanti, però, non sono in linea con l'aumento dell'intensitàdell'esercizio, a differenza della maggior parte delle risposte fisiologiche, o deidisturbi dell'omeostasi, che mostrano un andamento direttamente proporzionalecon l'aumentare dell'intensità di esercizio.

In queste risposte, infatti, piccoli aumenti di intensità d'esercizio possono portare agrandi aumenti nelle richieste fisiologiche e metaboliche del corpo. Le tipicherisposte allo stress che mostrano un aumento esponenziale col crescere linearedell'intensità d'esercizio, includono: livelli di lattato nel sangue, ventilazionepolmonare e frequenza respiratoria, ormoni dello stress come adrenalina enoradrenalina, ridistribuzione a distanza del flusso ematico, da zone attive atessuti meno attivi, ridistribuzione del traffico neuromuscolare. Questi modelli divariazione relativa sono simili in tutte le persone sane e si riflettono anche nellasensazione percettivo-cognitiva di fatica e sforzo fisico. Inoltre, da quando esisteuna relazione comune tra intensità e relativo stress fisiologico, ha costituito labase per stilare varie scale 'dello sforzo percepito' come la più popolare scaladi Borg.

1. Attività sedentaria

Il termine sedentaria deriva dal latino 'Sedere' che significa 'stare seduti', per questo motivo la categoria sedentaria comprende tutte quelle attività che hanno come punto fondamentale il fatto di stare seduti. Pate e colleghi hanno descritto le attività sedentarie, come quelle aventi un livello di equivalente metabolico inferiore a 1,6 MET. Quindi, azioni come guardare la TV o andare in macchina [1.0MET], stare tranquillamente in piedi [1.2METs], o leggere comodamente seduti [1.3METs] sono tutte attività considerate sedentarie. Numerosi studi inoltre, hanno dimostrato che i comportamenti sedentari a lungo termine, sono associati con una varietà di rischi per la salute.

2. Attività di leggera intensità

Le attività di leggera intensità comprendono tutti quei compiti domestici o svoltinell'ambiente lavorativo, come lavare i piatti, stendere i panni, stirare, cucinare, mangiare, lavorare al computer o eseguire altre mansioni d'ufficio. Operativamente, le attività di leggera intensità sono quelle in cui l'equivalente metabolico è compreso tra 1,6 e 3.0 MET, o l'intensità relativa è compresa tra il 40% ed il 55% di FCmax. Queste attività hanno dimostrato di essere l'elemento determinante nella variabilità nella spesa energetica totale giornaliera, perché sono in grado di occupare, in media, circa 6-7 delle ore in cui siamo attivi durante la giornata.

3. Attività di intensità moderata

Il grado di equivalente metabolico delle attività di intensità moderata è compreso tra 3.0 e 6.0 MET, o, parlando di frequenza cardiaca, tra un'intensità relativa del 55% - 70% di FCmax. L'AAS descrive l'attività di intensità moderata, come ad esempio, camminare per una durata complessiva maggiore di 10 minuti, o altre attività come il nuoto, il tennis ed il golf tra amatori.

L'attività di intensità moderata è la categoria presente nella maggior parte dei messaggi che promuovono l'attività fisica come ricca di benefici per la salute, in numerosi Paesi in tutto il mondo. Gli orientamenti sull'attività fisica, come quelli proposti dagli Stati Uniti, le linee guida comuni dell'American Heart Association, e quelli della campagna pubblicitaria ‘Active Australia', raccomandano che gli adulti debbano svolgere costantemente almeno 30 minuti di attività moderata, se non tutti i giorni della settimana ma per la maggior parte di essa, per riceverne benefici in salute. La ragion per cui vi è un ampio focus sulle attività di intensità moderata, è legata dalle relazioni tra sforzo e benefici ottenuti.

4. Attività di intensità vigorosa

La maggior parte della popolazione dei Paesi sviluppati si impegna molto poco in attività di intensità vigorosa, durante la sua giornata tipica. Forse questo è dovuto al fatto che tale attività richieda uno sforzo compreso tra 6 e 9 MET, causando notevoli disagi all'omeostasi dei sistemi fisiologici. L'attività di intensità vigorosa è definita dall'AAS come quell'attività fisica che 'aumenta la tua frequenza respiratoria', per esempio, jogging, ciclismo, aerobica, tennis competitivo, hanno un'intensità relativa compresa tra il 70% ed il 90% di FCmax.

I benefici per la salute derivanti dallo svolgimento regolare di attività vigorosa sono inconfutabili. Numerosi studi hanno identificato benefici aggiuntivi per la salute per coloro che intraprendono attività vigorosa, rispetto a quelli che eseguono attività lieve-moderata; gli studi sono stati il risultato di in una serie di rilevazioni incrociate e prospettiche di coorte. Questi risultati sono stati fondamentali nel plasmare le linee guida dell'attività fisica per i benefici per la salute: nell'aggiornamento più recente derivante dalla fusione delle linee guida ACSM e AHA per i minori di 65 anni, è raccomandata la pratica di intensa attività cardiorespiratoria per 20 min al giorno, 3 giorni a settimana, in alternativa alla pratica di attività d'intensità moderata.

5. Attività ad alta intensità

L'attività ad alta intensità ha un livello di intensità relativa almeno del 90% di FCmax. Utilizzando misure assolute, le attività ad alta intensità sono quelle che richiedono almeno 9 MET, un tasso di consumo di energia che si verifica molto raramente nella giornata. Nonostante questa limitazione, le attività ad alta intensità sono ancora importanti nei programmi di condizionamento per i giovani, ma soprattutto per gli allenamenti degli atleti professionisti.

intensita attivita

Negli anni 2001-2002 è stato svolto lo studio Internazionale (EU ed extra EU) “Health Behaviour in School Aged Children (HBSC)", per conoscere i determinanti sociali degli stili di vita fisicamente attivi e lo stato di salute e di benessere degli adolescenti di diversi Paesi.

Utilizzando la misura “moderate-to-vigorous physical activity" (MVPA), si evidenzia come circa un terzo di tutti i giovani dello studio HBSC (34%) riferisce di aver svolto attività fisica in linea con le indicazioni delle linee guida. Per quanto concerne l'attività fisica le analisi sono state condotte sui dati riferiti dai ragazzi circa lo svolgimento di almeno un'ora di attività fisica per più di tre giorni alla settimana.

Dai dati dello studio HBSC 2002 è emerso, inoltre, che l'attività fisica moderata, svolta per una o più ore negli ultimi 7 giorni e durante una settimana tipo, è in media di 3,8 giorni alla settimana. In tutti i Paesi e in tutte le tre fasce d'età, i maschi dichiarano di fare attività fisica per almeno un'ora al giorno più spesso delle femmine: in media, 4,1 giorni e 3,5 giorni rispettivamente. Il riesame sottolinea che i ragazzi italiani risultano essere costantemente sotto la media generale in tutte le classi di età. In Italia, infatti, il numero medio di giorni in cui i giovani svolgono attività fisica per una o più ore, rispettando le Raccomandazioni di almeno 1 ora al giorno, è il seguente:

  • 11 anni: M 3,9%; F 3,5%;
  • 13 anni: M 3,9%; F 3,3%;
  • 15 anni: M 3,3%; F 2,8%.

Secondo la misura MVPA la percentuale di soggetti che rispondono al livello indicato di MVPA è espressa attraverso le seguenti percentuali:

  • 11 anni: M 33,2%; F 23,4%;
  • 12 anni: M 34,4%; F 20,8%;
  • 15 anni: M 22,6%; 27,5%.

Lo studio HSBC 2002 mette in evidenzia come la frequenza dell'attività fisica diminuisca con l'età, sebbene tale calo sia molto più evidente in alcuni Paesi e regioni rispetto ad altri.

L'obiettivo dell'articolo pubblicato dalla rivista Pediatrics da Riethmuller, Jones e Okely (2009) è quello di esaminare sistematicamente gli studi effettuati sui controlli dell'efficacia degli interventi attuati per lo sviluppo motorio nei giovani. Gli autori hanno condotto una ricerca sulla letteratura degli interventi in 14 banche dati elettroniche, valutando, indipendentemente dagli studi, tre criteri per determinare se questi ultimi rispettavano i criteri di inclusione. Gli studi sono stati comparati rispetto a 5 componenti: design, qualità metodologica, componenti d'intervento, efficacia e l'allineamento con lo Consolidated Standard of Reporting Trials (CONSORT) e le dichiarazioni del Transparent Reporting of Evaluation with Nonrandomized Designs (TREND). Dalla revisione della letteratura sono emersi 17 studi che hanno rispettato i criteri di inclusione. I risultati della ricerca hanno evidenziato che più della metà (65%) sono state prove controllate e consegnate sotto la custodia scolastica della cura dei ragazzi; solamente 3 erano di elevata qualità metodologica. Gli studi avevano una durata media di 12 settimane e sono stati consegnati da insegnanti, ricercatori, e studenti, tralasciando il ruolo dei genitori, che sono stati coinvolti solo in 3 studi. Quasi il 60% degli studi ha riportato miglioramenti statisticamente significativi, ma esclusivamente 3 studi erano in linea con le dichiarazioni CONSORT e TREND.

Questo studio ha evidenziato la quantità e la qualità limitate degli interventi volti a migliorare lo sviluppo motorio nei giovani. Per questo motivo Riethmuller et al. (2009) hanno concluso formulando delle raccomandazioni, che dovrebbero essere prese in considerazione per la strutturazione metodologica degli interventi futuri:

  • sia i docenti di educazione fisica che i ricercatori scientificidovrebbero essere coinvolti nella realizzazione di un intervento volto amigliorare la partecipazione all'attività fisica;
  • il coinvolgimento dei genitori è fondamentale per garantire il trasferimento delle conoscenze dall'intervento impostato all'ambiente domestico,
  • gli interventi dovrebbe essere metodologicamente efficaci e seguire lelinee guida dettagliate nel documento CONSORT o TREND.

Nel 2010 è stata ripetuta l'indagine HBSC Italia (Health Behaviour in Schoolaged Children), nata dalla collaborazione tra l'Istituto Superiore di Sanità e le Università degli Studi di Torino, Padova e Siena. Tale collaborazione è stata formalizzata nell'ambito del più ampio progetto di monitoraggio nazionale “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6 – 17 anni", promosso dal Ministero della Salute. L'obiettivo principale di questa survey, che per la prima volta in Italia ha visto la collaborazione e partecipazione di tutte le regioni, è stato quello di servire come strumento di monitoraggio dei fattori e dei processi che possono determinare degli effetti sulla salute degli adolescenti.

Tali obiettivi sono stati perseguiti attraverso la raccolta di dati sulla salute, sui comportamenti ad essa correlati e sui loro determinanti, tra i ragazzi di 11, 13 e 15 anni. Il sistema di monitoraggio progettato dal Ministero della Salute e affidato all'ISS per la sua realizzazione, ha previsto la conduzione dell'indagine a livello di ciascuna regione utilizzando procedure comuni per la raccolta dei dati. Lo strumento utilizzato per la raccolta delle informazioni a livello internazionale è, dal 1982 (data in cui ha preso il via lo studio), un questionario elaborato da un' équipe multidisciplinare e internazionale, redatto in inglese e tradotto nelle lingue dei Paesi partecipanti. A livello nazionale il questionario HBSC è stato costruito, già a partire dalla prima edizione italiana (2002), seguendo il protocollo internazionale, con l'aggiunta di alcuni item di interesse specifico per l'Italia. Tale possibilità, prevista dal protocollo internazionale, è stata utilizzata anche per l'indagine 2010.

La popolazione per lo studio HBSC 2010, costituita dai ragazzi di 11, 13 e 15 anni, è stata selezionata nelle scuole pubbliche e private di tutte le regioni, all'interno delle quali sono state campionate le classi I e III media e II superiore. Le aree indagate attraverso la somministrazione del questionario (con alcune specificità per fascia di età) sono state:

  • i comportamenti correlati alla salute;
  • la salute ed il benessere individuale;
  • il contesto sociale;
  • il contesto ambientale di sviluppo delle competenze relazionali.

Per quanto riguarda i comportamenti correlati alla salute, che rappresentano la parte fondamentale del questionario, le aree esplorate sono state:

  • l'alimentazione (consumo di frutta, verdura, dolci e bibite con zucchero, ecc.);
  • l'igiene orale giornaliera;
  • l'attività fisica e la sedentarietà (svolgimento di regolare attività fisica durante la settimana, tempo trascorso a guardare la televisione, a giocare con videogiochi, o al computer);
  • i comportamenti a rischio (l'abitudine al fumo, eventuale abuso di alcolicie uso di cannabis);
  • i comportamenti sessuali (età del primo rapporto completo, utilizzo di metodi anticoncezionali);
  • i fenomeni di violenza e gli infortuni (eventuali atti di “bullismo", agiti o subiti, nell'ambito del gruppo dei pari, e frequenza di infortuni).

Le domande sui comportamenti sessuali e sull'uso della cannabis sono state rivolte solo ai quindicenni. I questionari, auto-compilati ed anonimi, sono stati somministrati nelle scuole con il sostegno degli insegnanti e degli operatori delle ASL. Lo studio ha visto la collaborazione di tutte le regioni attraverso l'attività svolta dai referenti regionali e di ASL designati dagli Assessorati alla Sanità e dai referenti degli Uffici Scolastici Regionali; gli operatori sanitari delle ASL hanno raggiunto le scuole campionate sul territorio di loro competenza ed hanno provveduto a garantire la somministrazione dei questionari in collaborazione con gli insegnanti e i dirigenti delle stesse. Il questionario ha raggiunto complessivamente 77113 ragazzi di età compresa fra gli 11 e 15 anni. L'indagine 2010 ha previsto anche la somministrazione di un questionario al dirigente di ciascuna scuola coinvolta, allo scopo di rilevare informazioni circa il contesto scolastico sia in termini organizzativi (contesto fisico/strutturale dell'istituto), che di interventi di promozione della salute. L'obiettivo è chiarire se le differenze a livello di salute e comportamenti degli studenti possano associarsi alle diverse tipologie scolastiche. Le aree indagate dal questionario sono state: caratteristiche di base della scuola (tipo, localizzazione, numero di classi, di studenti e di insegnanti, ecc.); misure di promozione della salute e del benessere adottate dalla scuola; risorse strutturali e loro adeguatezza; presenza e utilizzo di strutture per l'attività fisica; partecipazione degli studenti ai processi decisionali a livello scolastico.

Sono qui presentati i dati relativi ai tredicenni e ai quindicenni, in quanto gli undicenni non hanno mostrato differenze significative rispetto ai compagni delle classi terze. Dallo studio emerge che i ragazzi di 15 anni (47,5% dei maschi e 26,6% delle femmine) svolgono meno attività fisica rispetto ai tredicenni (50,9% dei maschi e 33,7% delle femmine). La differenza è ancora più evidente nelle femmine, che svolgono meno attività fisica dei compagni maschi in tutte e tre le fasce di età. Questo dato, che già ci vedeva al 32° posto rispetto agli altri Paesi nell'indagine internazionale 2006, evidenzia uno scarso livello globale di attività fisica nei nostri ragazzi.

Dallo studio è possibile osservare come, a livello nazionale, in oltre il 90% degli istituti scolastici, tutte le classi svolgano le due ore di attività motoria curriculari, con percentuali più basse in alcune regioni del Centro-Sud Italia e nella P.A. di Bolzano.