Sviluppo psicomotorio in età evolutiva
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Sviluppo psicomotorio in età evolutiva

Lo sviluppo psicomotorio in età evolutiva, il ruolo della motricità nel processo evolutivo dell'individuo, le proposte di lavoro per i giovani atleti e le correlazioni tra sviluppo motorio e formazione della personalità.

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L’età evolutiva, definizione, storia, oggetto dello studio

L'età evolutiva è un periodo fondamentale della vita di un individuo, la cui individuazione in termini di età non ha una rigida divisione temporale. Possiamo definire l'età evolutiva come: Il periodo compreso tra la nascita e i 20 anni circa. Esso viene diviso, grossomodo, in tre fasi principali: la prima dalla nascita ai sei anni; la seconda dai sette ai tredici o quattordici

L’età evolutiva, definizione, storia, oggetto dello studio - seconda parte

Il processo evolutivo, lo sviluppo di un bambino, non è correlato esclusivamente a fenomeni neurologici e influenze biologiche, ma trae fondamentali interferenze dall'ambiente. Interferenze che possono essere di segno opposto naturalmente. La conoscenza delle problematiche connesse con la fase evolutiva, consente un approccio più consapevole con l'individuo, fondamental

Introduzione alla motricità: gli schemi motori di base

Dalla nascita alla fase adulta un bambino compie innumerevoli cambiamenti sotto il profilo psicofisico. È stupefacente però sottolineare come, in termini percentuali, le modificazioni che avvengono nel corso dei primissimi anni di vita sono le più marcate e significative, e rappresentano altresì le basi per i cambiamenti che avverranno anche nelle fasi successive. &Egrav

Grado di evoluzione motoria nei bambini e adolescenti

Lo sviluppo degli schemi motori di base è da ritenersi una tappa fondamentale soprattutto nel periodo infantile e preadolescenziale, quello che possiamo collocare tra la nascita e gli ultimi anni della scuola elementare. Nel rispetto della spontaneità soggettiva dei bambini, occorre sollecitare lo sviluppo degli schemi motori di base, in quanto essenziali per uno sviluppo glob

Le capacità e le abilità motorie

Le capacità motorie sono divise in: condizionali e coordinative , le prime rappresentano l'insieme delle caratteristiche biochimiche e morfologiche che contraddistinguono le potenzialità fisiche di un individuo, i suoi prerequisiti strutturali (velocità, forza, rapidità, resistenza). Le seconde sono date dalla capacità di regolare il movimento, e sono pertanto prerequisiti

Le capacità coordinative

L'aggiustamento ed il raggiungimento di un'azione motoria è reso possibile dalla coordinazione senso-muscolare che regola la cooperazione dei vari gruppi muscolari. La coordinazione è dunque presente in ogni azione umana che mette in moto più parti del corpo. La coordinazione è resa possibile dal sistema nervoso, costituito da sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spina

Le capacità coordinative - seconda parte

La percezione di una sensazione, la presa di coscienza di un input, parte con l'attivazione di un recettore e la successiva trasmissione delle informazioni raccolte al SNC. Nella seguente tabella vengono menzionati: analizzatore cinestetico, analizzatore statico-dinamico, analizzatore visivo, analizzatore uditivo, analizzatore tattile. È interessante sottolineare che, l'a

Le capacità coordinative generali

È importante sottolineare che, le capacità coordinative generali, sono fra loro strettamente correlate. L'atto stesso di coordinare, come ci ricorda M. Aparo citando Meinel, implica l'apprendimento, il controllo e la trasformazione delle azioni. Non a caso le capacità coordinative generali sono proprio quelle di apprendimento motorio, controllo motorio e

Le capacità coordinative speciali

Più che identificarle come una sottoarea delle capacità coordinative generali, possiamo riferirci alle capacità coordinative speciali come alle componenti elementari delle capacità coordinative generali, delle quali sarà necessario "dosare" il quantitativo a seconda del compito  motorio richiesto. Allo stesso tempo esse sono e restano dipendenti dalle capac

Le capacità coordinative speciali - seconda parte

Capacità di anticipazione motoria Per dirla parafrasando le parole di Meinel (op. cit.) è la capacità di intuire un movimento partendo dalla forma dell'azione che lo precede. È una capacità estremamente importante, basata su un meccanismo di intuizione che permette quindi di prevedere ed anticipare l'andamento e la successione di un'azione, predisponendo

Lo sviluppo motorio, cognitivo e della personalità

La ricerca dello sviluppo delle capacità coordinative deve tener presenti le caratteristiche di ogni tappa evolutiva (ad esempio dai 5 ai 7 anni assistiamo all'acquisizione delle abilità motorie di base), analogamente, anche il processo di apprendimento motorio potrà essere diviso in tappe. Meinel ne individua tre: sviluppo della coordinazione grezza sviluppo della coordin

Lo sviluppo motorio, cognitivo e della personalità - seconda parte

Fase preoperatoria (O delle operazioni concrete non reversibili), da 2 a 7 anni, in questa fase il bambino non è ancora capace di comprendere che alcune azioni sono reversibili, e sarebbe tale situazione a caratterizzare buona parte degli aspetti della fase preoperatoria, che vede anche la comparsa del gioco simbolico. Un classico esperimento che si può compiere per me

Lo sviluppo motorio, cognitivo e della personalità - terza parte

L'area intellettuale Viene sollecitata sotto il profilo dell'elaborazione degli input, della comprensione degli stimoli, permette di assemblare e rielaborare le risposte note al fine di adattarle a contesti e situazioni impreviste. Favorisce l'evoluzione del pensiero tattico come risposta creativa e originale (G. Tondelli, op. cit.). In una parola previene

Il ruolo pedagogico delle attività fisiche e sportive

Riprendendo un articolo di Mario Gulinelli, l'attività fisica svolge un chiaro ruolo educativo definibile come pedagogia delle attività fisiche e sportive, che ha inevitabilmente delle ripercussioni in diversi ambiti, non soltanto nel settore delle prestazioni motorie e nel miglioramento delle condizioni fisiologiche generali, ma più ampiamente consentendo l'applicazione di una

Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 0 a 3 mesi

Lungo tutto il percorso che, dalla fase neonatale porta a quella adulta, possiamo riconoscere diverse tappe durante le quali si articolano gli sviluppi ed i progressi delle varie aree che compongono un individuo. Da 0 a 3 mesi l'area psichica non è ancora articolata, per quel che riguarda l'area motoria ed organica notiamo la persistenza di una motricità di tipo fetale ch

Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 3 mesi a 3 anni

Lo stato di maturazione delle strutture nervose è il diretto responsabile del comportamento del bambino, pertanto alla maturazione del primo corrisponde una mutazione nel secondo. L'evoluzione della motricità consente di individuare e suddividere in più porzioni quelle che in origine erano azioni globali, le azioni globali provocano l'accrescimento delle informazioni e consent

Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 3 mesi a 3 anni - seconda parte

Procedendo dal quarto verso l' ottavo mese l'espressione delle reazioni circolari secondarie si affina sempre di più e l'operazione istintiva inizia a cedere il passo a semplici azioni finalizzate a reiterare qualcosa di desiderato, casualmente scoperto. In questo periodo compaiono anche le prime forme di imitazione elementare. La capacità di osservazione diviene più fine e co

Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 3 mesi a 3 anni - terza parte

In prossimità del primo anno di vita può appagare il suo desiderio all'esplorazione gattonando o spostandosi con l'aiuto di un sostegno. Migliora enormemente la coordinazione tra l'atto di avvicinare e quello di afferrare un oggetto. In altri termini la mano comincia a chiudersi mentre si avvicina ad un oggetto, molto prima di averlo toccato (M. D. Sheridan, op. cit.). Migli

Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 3 mesi a 3 anni - quarta parte

A partire dai 24 mesi lo sviluppo del linguaggio si fa sempre maggiore e, con esso, i confini della memoria. Ha un vocabolario di almeno 50 parole, che si accrescerà sino ad oltre 200 prima del terzo anno. È lui per primo curioso ed impaziente di ampliarlo, chiede per questo informazioni sugli oggetti, ama sia ascoltare gli altri che parlare tra se e se, comincia ad e

Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 3 mesi a 3 anni - quinta parte

A tre anni è ormai capace di innescare rapidi e bruschi cambi di direzione, per quanto attiene l'area affettiva prevale il processo di identificazione ed imitazione inconscia delle figure che sente a lui maggiormente vicine, soprattutto dei genitori. La madre è vissuta come un elemento in grado di compiere un'azione rassicurante, ma rappresenta anche una sorta di facilitator

Lo sviluppo motorio e la personalitá dai 3 ai 7 anni

Si passa dalla partecipazione all'autonomia, predominano le strutture sensoriali, ed entra in gioco la percezione mediata dal sistema sensoriale che fa prendere coscienza dell'io (Le Boulch, op. cit). L'interesse del soggetto è rivolto verso se stesso, passa dall'imitazione degli altri all'elaborazione di concetti, movimenti, espressioni e desideri propri, in un atteggiamento

La mobilità articolare ed il suo allenamento nei giovani e nei bambini

La mobilità articolare rappresenta la capacità di utilizzare la massima escursione articolare possibile, nei limiti fisiologicamente imposti dalle articolazioni, dai muscoli e dalle strutture tendinee. È una capacità che involve rapidamente se non costantemente sollecitata, e tende a regredire rapidamente anche nella fase senile quando la capacità viscoelastica dei tessuti diminu

Lo sviluppo motorio e la personalitá dai 3 ai 7 anni - seconda parte

A 5 anni si ritiene conclusa la prima infanzia, ha ormai raggiunto un buon equilibrio statico anche in condizioni relativamente precarie, è capace di saltare verso il basso con buon equilibrio nella fase di volo, durante la quale tuttavia non compie ancora movimenti, focalizzando la sua attenzione sul punto d'arrivo. Il controllo della postura è affinato, saltella su un pied

Lo sviluppo motorio e la personalitá dai 3 ai 7 anni - terza parte

A 6 anni la sua vivacità continua a crescere assieme alla sua resistenza, ha una personalità indecisa, migliora il senso dell'equilibrio (anche in volo) e la percezione del ritmo. L'irruenza ed il senso dell'avventura possono sfociare nell'imprudenza. È capace di simulare e dissimulare. Sul piano motorio è decisamente più abile e sciolto, azioni relativamente compless

La fase preadolescenziale e puberale

Nel corso della fase preadolescenziale le sue esperienze motorie crescono ulteriormente sotto il profilo quantitativo e qualitativo. Nella tappa puberale si assiste ad uno sconvolgimento sul piano emotivo, fisico e sociale. In questa fase è possibile assistere alle più marcate trasformazioni organiche che portano anche ad una differenziazione ancora maggiore fra i due sessi. A

Il ruolo del gioco nella formazione del sé

La strutturazione del sé , le caratteristiche peculiari che contraddistinguono un individuo, non sono presenti fin dalla nascita; la formazione dell'identità individuale è un percorso successivo, che passa dalla presa di coscienza che l'ambiente esterno reagisce in un determinato modo alla sua presenza. Secondo la teoria di  G. H. Mead , l'identità si sviluppa, s

Tabella degli item contenuti nella CHAT per bambini di 18 mesi d'età - genitori

Sezione A (per i genitori): •" Il vostro bambino trova piacevole essere cullato, gli piace ballare, saltare sulle vostre ginocchia? " Domanda relativa al piacere del gioco motorio e del gioco condiviso. •" Vostro figlio si interessa agli altri bambini? " Questo item indaga l'ambito della socializzazione ed è fondamentale, visto che proprio questa è gravemente comp

Tabella degli item contenuti nella CHAT per bambini di 18 mesi d'età - operatori

Sezione B (per Assistenti Sanitari e Pediatri di Famiglia): • Durante l'osservazione, il bambino ha realizzato un contatto oculare con voi ? •Ottenete l'attenzione dal bambino ed indicando con la mano un oggetto interessante all'altro lato della stanza, esclamate : "Ehi, guarda! c'e' un ...[nome dell'oggetto, ad esempio un giocattolo]...!". Ora control

Il gioco simbolico ed il gioco funzionale

L'uso del gioco è una delle principali attività che il bambino compie, nella quale sono racchiusi tutti gli elementi del suo essere. Non soltanto da un punto di vista fisico e motorio. Quando il bambino non ha ancora acquisito il linguaggio verbale, il gioco è l'elemento che ha a disposizione per esternare le sue idee e affermare la propria identità. Ma il gioco non è soltanto uno

Le fasi sensibili

Il processo di allenamento nell'età giovanile, dall'infanzia all'adolescenza, può trarre giovamento da quelle che sono comunemente note come le "fasi sensibili". Fermo restando che, il concetto stesso di allenamento e allenabilità, nelle prime fasi della vita di un individuo è da interpretare nel giusto modo. Quindi mai da intendere come l'impegnativa (e spesso esasperata) ricer

Caratteristiche dell'allenabilità nella prima età scolare

È altresì importante sottolineare che, sino agli 8 anni di età, tutte le attività di tipo motorio dovranno essere sempre svolte in modo ludico, ogni stimolazione e proposta sarà fatta in forma di gioco. Solo successivamente, e verosimilmente sino agli 11 anni di età, una piccola parte sarà dedicata all'ambito formativo di base, che stimoli sempre in maniera multilaterale

Caratteristiche dell'allenabilità nella seconda età scolare

Suggerimenti per l'allenamento per bambini nella seconda età scolare. Vengono presi in considerazione tecnica sportiva / abilità motoria, capacità coordinative e flessibilità, mentre nel settore delle capacità vengono analizzate: forza, rapidità e resistenza. LA SECONDA ETÀ SCOLARE Lentamente cominciano a vedersi differenze tra i due sessi, ma sono ancora scars

Contenuti dei carichi di lavoro fisico nelle diverse fasce di età

Contenuti dei carichi di lavoro fisico nelle diverse fasce di età . Si parte dall'età di 6-8 anni per arrivare ai 15-16. La tabella qui di seguito spiega in maniera pratica quali siano i contenuti dei carichi di lavoro che possono essere sostenuti tenendo in considerazione il fattore età. Età Principali contenuti dell'attività di formazione fisica 6-8

Premesse generali per l’applicazione di proposte operative

I "giovani atleti" devono avere la possibilità di provare più discipline sportive e, nel caso di sport di squadra, devono poter saggiare i vari ruoli richiesti da uno sport. La specializzazione precoce non produce atleti provetti, ma potenziali "mutilazioni" nelle capacità di adattamento agli sport di situazione. Le gare non devono certo mancare in questo periodo della vita, m

Esame di un caso concreto

Illustriamo di seguito le proposte operative, così come andrebbero schematizzate, per un lavoro da compiere con bambini della fascia d'età 11/12 anni finalizzato al miglioramento dell'equilibrio. Metodologie e criteri Il miglioramento della capacità di equilibrio, che rientra nel gruppo delle capacità coordinative speciali, presuppone l'esecuzione di due diversi tipi

Verifiche e valutazione

I Prerequisiti Definizione e valutazione dei prerequisiti di ogni alunno e dell'omogeneità della classe mediante la somministrazione di test oggettivamente valutabili, che evidenzino in che misura le espressioni coordinative e condizionali sono presenti. La verifica iniziale Test di valutazione dell'equilibrio statico Con gli occhi aperti

Esempio di tabella per la lettura delle prove

Riportare tutti i dati delle prove sulle schede di rilevazione Esempio di tabella per la lettura delle prove La tabella riporta le prove e le valuta in modo positivo (riuscite) o negativo (non riuscite) al fine di oggettivare quanto più possibile il risultato senza potenziali margini d'influenza da parte dell'insegnante. Alunno Test di equilib

Proposte operative - 1° obiettivo specifico

Attività didattica 1° OBIETTIVO SPECIFICO : combinazione degli schemi motori in relazione a delle variabili attraverso l'ausilio di giochi. Premessa Utilizzando esercizi-gioco basilari (riguardanti anche la vita quotidiana) vogliamo agevolare la combinazione degli schemi motori in relazione alle loro variabili e sinergie, al fine di migliorale l'equilibrio statico

Proposte operative - seconda parte° obiettivo specifico

2° OBIETTIVO SPECIFICO : utilizzo degli schemi motori in situazione dinamica e variabile, situazioni di gioco in equilibrio precario o con delimitazioni visive della superficie d'appoggio, giochi di squadra. Premessa Dopo aver allenato per un periodo sufficiente l'equilibrio statico passeremo all'utilizzo degli schemi motori in maniera dinamica e variabile al fine di p

Proposte operative - terza parte° obiettivo specifico

3° OBIETTIVO SPECIFICO: consolidamento delle capacità acquisite e loro applicazione pratica in giochi che ne richiedano una maggiore espressione, oltre che esaltazione di un buon sviluppo dell'equilibrio in fase di volo. Premessa In un quadro di completamento delle varie situazioni che richiedono l'espressione della capacità di equilibrio, si articola l'ultima fase d

Proposte operative e relativa finalità

Vengono di seguito elencati alcuni suggerimenti su attività che possono stimolare differenti aree coordinativo-percettive. Chiaramente ciascuna proposta potrà essere resa più complessa o più semplice in relazione all'età e alle acquisizioni dei soggetti cui saranno proposte. Esercizi di coordinazione oculo-manuale Palleggio con cambio di direzione o spostandosi liberamen

Le qualità motorie

Definendo come tali le qualità dipendenti da un'integrazione funzionale fra psiche e componenti fisiche dell'uomo, possiamo elencare le seguenti qualità motorie: L'equilibrio Per equilibrio s'intende quella capacità coordinativa speciale, per mezzo della quale è possibile svolgere compiti motori su superfici d'appoggio limitate o sotto la spinta di forze esterne che ne distur

Le qualità motorie - seconda parte

In merito a quest'ultimo, è interessante segnalare che agisce direttamente (per via inconscia) a riequilibrare l'organismo. Tale particolarità, in alcuni esperimenti, ha fatto perdere l'equilibrio, semplicemente per mezzo dello spostamento di riferimenti visivi. L'equilibrio presenta due aspetti, può infatti essere: riflesso , grazie all'attivazione delle fibre collaterali

Abilità motorie: dal sapersi muovere al sapersi muovere bene

Abbiamo già accennato all' abilità motoria , definendola come la capacità di automatizzare un gesto atletico, o un compito motorio, anche complesso. In altri termini l'abilità, in senso generale, coincide con il concetto di saper fare , saper agire con efficacia. Abbiamo proseguito affermando che, per avere una abilità motoria occorre prima sviluppare e migliorare gli schemi mo

Abilità: discrete, seriali, continue, cognitive, aperte, chiuse

Abilità discrete Le abilità discrete si configurano in un compito motorio dove l'azione ha generalmente un inizio ed una fine ben distinte ed è comunemente di rapida esecuzione, ad es.: tirare a canestro. Abilità seriali Le abilità seriali prendono vita dall' unione di più abilità discrete , avendo come risultante un gesto o un compito motorio più complesso, la cui buo

Abilità motorie e allenamento

Divenire particolarmente abili in qualsivoglia ambito, e, nello specifico nell'esecuzione di compiti motori, implica di affinare ed allenare il bagaglio delle capacità che si possiedono. La mancanza di una continua sollecitazione, anche in presenza di spiccate capacità, non renderà mai significativamente abili nè capaci di apprendere nuovi compiti motori. L' apprendimento m

Il ruolo del feedback

Uno dei più importanti aspetti del processo di apprendimento, e soprattutto affinamento, di un compito motorio è l'utilizzo del feedback. Abbiamo già accennato alla sua importanza parlando delle reazioni circolari secondarie (vedi "Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 0 a 3 mesi" ) dove, a fronte di un feedback, il bambino nelle primissime settimane della sua vita migliorava

Il ruolo del feedback - seconda parte

Il feedback estrinseco  consiste invece nell'informazione che perviene dal risultato conseguito. Non sempre può essere colto con immediatezza da chi esegue l'azione. Nel caso di un tuffatore, certamente avrà percepito un feedback intrinseco sulla posizione del suo corpo nel momento di ingresso nell'acqua, avrà percepito la violenza dell'impatto, probabilmente la super

Il ruolo del feedback - terza parte

Il feedback estrinseco viene agevolato se si eseguono le esercitazioni in condizioni tali che consentono all'allievo di conoscere immediatamente i propri risultati, il che non significa fornire un feedback istantaneo, poiché questo bloccherebbe l'analisi da parte dell'allievo e ne ritarderebbe il processo di apprendimento. Il feedback è maggiormente produttivo quando è

Dall'input alla performance

Avevamo già fatto riferimento ( "Sviluppo motorio, cognitivo e della personalità" ) alle varie teorie che cercano di spiegare il movimento umano, la sua produzione ed evoluzione. Tra queste avevamo citato la teoria cibernetica per la quale il movimento è l'attivo adattamento dell'organismo all'ambiente, sotto la guida del cervello che riceve gli input, li elabora e ne fa scat

Dall’input alla performance - seconda parte

Il tempo di reazione (TR) può essere influenzato da molteplici fattori, tra i quali il numero delle alternative dello stimolo/risposta, ed evidenzia la durata totale dei tre stadi dell'elaborazione. Il logaritmo del numero di stimoli-risposte alternative indica la quantità di informazioni che dovranno essere elaborate da parte del SNC e, di conseguenza, il probabile tempo di

Teorie sull'apprendimento e transfer

Il transfer é la capacità di saper trovare una risposta motoria in un contesto nuovo, utilizzando quanto appreso in precedenza, in altre esercitazioni o azioni (differenti da quella che ci si accinge a risolvere). Il transfer puó essere positivo, negativo o neutro. Transfer é saper trasferire e generalizzare. Didatticamente parlando, puó essere utile far

Qualità motorie: la forza muscolare

Negli ultimi tempi é divenuta sempre più marcata la necessità di intraprendere una preparazione atletica con l'ausilio dei mezzi che la scienza ci mette a disposizione, sia per analizzare le caratteristiche atletiche che per puntare a migliorarle. In ogni esercizio che compiamo si manifestano sempre tutte le qualità motorie e, in relazione all'esercizio che si compie, alcune

Qualità motorie: la resistenza, la rapidità

Si puó definire come la capacità di un organismo di sostenere uno sforzo prolungato e, gli esercizi per migliorare questa capacità sono principalmente mirati a migliorare le prestazioni degli apparati che sostengono la resistenza: respiratorio e cardiocircolatorio. Anche per la resistenza é opportuno distinguere fra quella generale e quella specifica . La prima dev

Qualità psichiche

Nello sport é importante tenere in gran considerazione anche il profilo psicologico e, compito dell'allenatore, é quello di curare anche questo aspetto. I mezzi a sua disposizione sono numerosi ma, in questo ambito, ci preoccuperemo di prendere in esame solo due sistemi: quello di incoraggiamento e quello di rimprovero . Nello sport, i mezzi principalmente usati pe

Test diretti di valutazione della forza

Valutazione della forza esplosiva Per valutare questa qualità fisiologica (in rapporto agli arti inferiori) si utilizzano diversi test approntati per misurare i parametri meccanici di un salto. Tra questi esaminiamo: › Salto verticale su piattaforma dinamometria con l'unico vincolo di tenere le mani ferme lungo i fianchi o dietro la schiena. La forza di reazione verticale

Test indiretti di valutazione delle prestazioni aerobiche

Valutazione del massimo consumo di ossigeno La determinazione diretta del VO 2 max, e degli altri parametri legati al metabolismo aerobico, necessita di apparecchiature complesse e costose. Si puó aggirare l'ostacolo attingendo ad alcuni test indiretti, ovvero a prove che misurano parametri differenti ma strettamente correlati con quelli che ci occorrono. Va da se che il g

Test indiretti di valutazione delle prestazioni aerobiche - seconda parte

Il test di Leger Si tratta di un test ad intensità crescente, particolarmente adatto per un utilizzo indoor. Consiste nel correre fra due segni posti a 20/50 metri di distanza l'uno dall'altro mentre, un dispositivo elettronico, scandisce il tempo tendendo a diminuirlo via, via che si fa la spola fra i due segni. Ad un certo punto il soggetto non riuscirà più a percorrere la di

Organizzazione della pratica

L'interferenza contestuale è intesa come l'esecuzione di più programmi motori. È considerata come modifica dei parametri di un singolo programma (es.: esercitare più abilità nella stessa seduta); come combinazione di attività motorie diverse con variazione nei parametri di ogni singola azione e, infine, alternare, dopo l'apprendimento, le diverse attività motorie. La pra

Stili di insegnamento e concetto di tempo

La programmazione consente al tecnico di migliorare la sua professionalità, la programmazione prevede un'analisi della situazione iniziale, una definizione degli obiettivi, la scelta dei metodi e degli stili, dei contenuti, lo studio per la realizzazione, la conoscenza del feedback formativo e sommativo, la valutazione finale. I diversi stili di insegnamento consentono di discri

Teoria e metodologia del processo di allenamento sportivo

L'allenamento é un processo che si avvale di carichi (stimoli) proposti in modo da determinare adattamenti positivi nell'organismo. Un allenamento adeguato, che fornisce un migliore controllo e regolazione motoria, determina anche una risposta da parte del rendimento metabolico che diviene più efficiente. Il carico allenante puó essere: esterno (intendendo il lav

La riserva attuale di adattamento

La riserva attuale di adattamento rappresenta la riserva di energia dell'organismo per raggiungere adattamenti temporanei (abbastanza stabili) a condizioni di lavoro esterne che richiedono massima intensità del suo funzionamento. La riserva attuale di adattamento pone un limite massimo alla capacità di adattamento dell'organismo che é geneticamente determinata e dipende si

La valutazione in educazione fisica e nello sport

La valutazione é parte integrante di ogni programmazione e puó svolgere un ruolo cruciale nei processi di apprendimento motorio. La verifica rivela una chiara evoluzione di significati: il superamento delle metodologie orientate sui prodotti. In un modello didattico innovativo, la valutazione, dovrà collocarsi come fase conoscitiva dei processi e dei prodotti dell'ins

Lo sport giovanile

Lo sport giovanile si prefigge di sviluppare le capacità motorie e l'acquisizione di un numero quanto più vasto possibile. Le abilità motorie si devono peró interpretare come un sistema modulare e, la funzione di controllo e regolazione che favorisce l'apprendimento é sostenuta dalle capacità coordinative . La conoscenza della struttura invariante dei gesti sportiv

Slide riassuntive - Evoluzione Motoria

Sono di seguito consultabili le slide riassuntive della prima parte della sezione " evoluzione motoria " con riferimento al processo evolutivo del bambino, dalla nascita sino alla seconda età scolare. Ruolo e caratteristiche delle attività condizionali e coordinative, anche in relazione allo sviluppo cognitivo. Le funzioni del gioco sotto il profilo della comprensione e della produ

Bibliografia completa ed approfondimenti consigliati

Aparo M., S. Cermelj, M. Piazza, M.R. Rosato, S. Sensi, Ginnastica Ritmica , Ed. Piccin Nuova Libraria, 1999 Baldwin A. L., Le teorie dello sviluppo infantile , Ed. Angeli 1983 Baroni M., Suoni e significato, musica e attività espressive nella scuola , Ed. EDT 1997. Battacchi M. W., Trattato enciclopedico di psicologia dell'età evolutiva , Ed. Piccin Nuova Libraria 1988

Dominanza e lateralità

Le ipotesi che portano allo sviluppo della lateralità sono numerose e, nel corso degli anni, hanno subito notevoli variazioni. Alcune sono venute meno, grazie ai progressi in campo scientifico, ed altre ovviamente hanno fatto la loro comparsa. La lateralità è un processo naturale facente parte del percorso evolutivo dello schema corporeo . La maturazione della lateralità è peraltr

Lo schema corporeo

Esaminando il processo di sviluppo di natura psicomotoria, quindi analizzando questo aspetto come elemento unico, derivato dalla reciproca influenza delle aree psichiche e motorie, è assai interessante presentare il processo di maturazione e sviluppo dello schema corporeo . Le tappe di sviluppo dello schema corporeo evidenziano la percezione fisica di sé in rapporto al proprio rel

Le emozioni di base

L'emotività è un aspetto tanto affascinante quanto fondamentale nel corretto iter evolutivo del soggetto e nello studio di come, le emozioni, possano influenzare l'agire ed essere, al tempo stesso, parte integrante dell'agire medesimo. Le emozioni di base costituiscono un tema, più che una categoria, che può essere variamente interpretato . Mediante l'apprendimento e l'uso delle

Fasi di accrescimento e attività motoria

La prima fase dell'esistenza di un individuo è sicuramente la più delicata. La costruzione del corpo, e non solo, parte proprio dall'infanzia e rivestono un ruolo fondamentale il come e cosa si fa per i primi anni della vita. Stratz (1904) suddivise l'accrescimento in periodi di turgor e di proceritas . Per turgor si intende l'aumento ponderale con modificazioni soprattutto a l

Abilità fondamentali del movimento

Accanto allo sviluppo motorio concorre lo sviluppo delle abilità fondamentali del movimento (FMS) alle quali Logan et al. (2012) hanno dato la giusta attenzione. Queste abilità sono molto importanti perché ad esse sono associati risultati positivi relativi alla salute. I bambini non sviluppano le abilità fondamentali del movimento naturalmente attraverso processi di maturazione.

Calcio e sviluppo delle abilità motorie

Erceg et al. (2008) hanno portato a termine uno studio con lo scopo di determinare l' effetto del programma di calcio a scuola e dell'educazione fisica curriculare sui cambiamenti nelle abilità motorie dei bambini di 7 e 8 anni. Ricerca sugli effetti del calcio sulle abilità motorie di bambini di 7 e 8 anni Lo studio ha coinvolto un campione di 180 ragazzi frazionati in grup

Impatto dell'auto-efficacia sulle prestazioni dei bambini

Chase (2001) ha esaminato in che modo le differenze di auto-efficacia (per una definizione vedi anche BMI e insoddisfazione del proprio corpo nei bambini dello stesso autore) nei bambini hanno impatto sulle intenzioni motivazionali , sulla futura auto-efficacia, e sulle successive attribuzioni di percezione di fallimento. I bambini di età compresa tra gli 8 e i 14 anni (n = 28

Le capacità coordinative e la danza

Le capacità coordinative generali Capacità di adattamento e trasformazione del movimento , consiste nella capacità di adattare o trasformare il programma motorio prestabilito a mutamenti inattesi ed improvvisi della situazione. Migliorata attraverso situazioni di gioco o combattimento con improvvisi cambiamenti di azione rispetto agli schemi usuali Capacità di

Abbandono precoce dello sport

Introduzione Lo sport è considerato un importante mezzo educativo per lo sviluppo positivo di un individuo . Nell'adolescenza, durante la quale si ha il passaggio ad una realtà agonistica, la pratica sportiva risulta maggiormente impegnativa, anche in relazione alle proprie capacità e caratteristiche, divenendo un'esperienza che assorbe tempo e richiede impegno, ma che contempora

La specializzazione sportiva precoce

Riguardo alla specializzazione precoce, bisogna fare un discorso più ampio. Sebbene le associazioni sportive , ancora oggi, si confrontino tra specializzazione precoce e sviluppo delle competenze, gran parte della ricerca suggerisce che la specializzazione precoce può spesso determinare conseguenze negative che interessano lo sviluppo fisico, psicologico e sociale. In alternativa,

Approccio diverso e principi generali

Una spinta consistente da parte di organismi sportivi, professionisti, allenatori e genitori è probabilmente legata all'ipotesi che la specializzazione precoce sia il più efficace mezzo per lo sviluppo di abilità, e che da un approccio multilaterale in età giovanile si ottengono scarsi risultati. È stato invece riscontrato che, durante le prime fasi di crescita e di maturazione, un

Linee guida, allenatore e conclusioni

I ricercatori hanno fornito numerose definizioni di sviluppo ottimale dei giovani . Questo risulta ottimale se consente all'individuo di condurre una vita sana, soddisfacente e abbastanza produttiva sia da giovane che da adulto, in modo da poter acquisire le competenze necessarie per guadagnarsi da vivere, per impegnarsi in attività civiche, per partecipare alle relazioni sociali

Espressione, sollecitazione e allenamento della resistenza nei giovani e nei bambini

Introducendo le potenzialità e le metodiche di allenamento della resistenza in età evolutiva, sarà opportuno, in primo luogo, affrontare per sommi capi cosa intendiamo per resistenza e quanti tipi di resistenza è possibile individuare. In senso generale definiamo la resistenza come: la capacità di svolgere un gesto, ovvero un lavoro muscolare (generalmente contro esigue resiste

Espressione, sollecitazione e allenamento della forza nei giovani e nei bambini

Definiamo la forza muscolare come: la capacità di opporsi e vincere una resistenza. Nell'ambito della forza distingueremo una forza massimale, una forza resistente ed una forza rapida: forza massimale : ossia la massima forza esprimibile con una sola contrazione di tipo volontario 1 . È possibile individuare l'espressione della forza ma

Espressione, sollecitazione e allenamento della forza nei giovani e nei bambini - seconda parte

Parlando dell'allenamento della forza muscolare nella prima meta' dell'età evolutiva, ci si scontra inevitabilmente con due rischi. Una sollecitazione inidonea, che non permette poi di ottimizzare il risultato, o una sollecitazione eccessiva ed inopportuna, che può portare conseguenze anche più gravi. Ciò premesso è tuttavia da sottolineare che, l'allenamento della forza (se cor