Dall’input alla performance - seconda parte
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Dall’input alla performance - seconda parte

Elaborazione e produzione di movimenti e compiti motori, le ragioni ed i modelli che chiariscano la prestazione umana.

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Il tempo di reazione (TR) può essere influenzato da molteplici fattori, tra i quali il numero delle alternative dello stimolo/risposta, ed evidenzia la durata totale dei tre stadi dell'elaborazione. Il logaritmo del numero di stimoli-risposte alternative indica la quantità di informazioni che dovranno essere elaborate da parte del SNC e, di conseguenza, il probabile tempo di reazione. Anche il terzo stadio, quello della risposta vera è propria, può richiedere un tempo variabile in virtù delle azioni muscolari e della loro complessità. Quanto più complessa sarà la risposta, tanto maggiore sarà il numero di centri corticali coinvolti ed il tempo necessario per concretizzare l'output.

Il TR di scelta è invece l'intervallo che intercorre tra l'identificazione di uno dei possibili input, e l'avvio di una delle possibili risposte. In alcuni casi l'input può essere preceduto da un periodo preparatorio, che corrisponde all'intervallo di tempo tra la presentazione di un segnale di preavviso e la presentazione di uno stimolo non anticipato. (Ad esempio il tempo intercorrente dal "pronti" allo sparo dello starter).

Il TR diviene naturalmente tanto più grande quante maggiori sono le possibilità di stimolo/risposta e diminuisce, sino a raggiungere il TR semplice, quando vi è un solo possibile stimolo ed una sola risposta, come nell'esempio sino ad ora presentato della partenza dai blocchi di un velocista. Il TR è infine soggetto alla compatibilità stimolo-risposta vale a dire alla misura in cui la relazione tra uno stimolo e la relativa risposta è naturale o compatibile.
È ovvio che, un individuo allenato, può sopperire a questo tipo di disagi fornendo ugualmente un output in tempi brevi. In alternativa, dove possibile, si può ridurre il TR migliorando la capacità di anticipare l'input. Per esempio nelle situazioni in cui, l'abilità individuale, porta a conoscere quali input hanno più probabilità di presentarsi. Per esempio durante un'azione in un gioco di squadra.
In questo caso l'anticipazione può essere di due tipi:

  • anticipazione spaziale ossia il prevedere cosa sta per accadere in una situazione in cui viene richiesta una prestazione (ad esempio prevedere un passaggio di palla da parte di un avversario);
  • anticipazione temporale ossia il prevedere l'andamento temporale di un evento in una situazione in cui è richiesta una prestazione (ad esempio prevedere l'istante in cui è possibile intercettare la palla nel corso di un passaggio tra gli avversari).

Entrambe le anticipazioni possono rappresentare un grande vantaggio e, ovviamente, il vantaggio cresce se si riesce ad anticipare correttamente entrambi gli eventi. Anticipare non è semplice ed è una capacità che si sviluppa con l'esperienza e, in ambito sportivo, con la conoscenza dell'avversario. A fronte di tanti vantaggi, l'anticipazione, risulta svantaggiosa quando è errata.