Il gioco simbolico ed il gioco funzionale

Il ruolo ed il significato del gioco combinatorio e del gioco simbolico e le correlazioni con la produzione linguistica. Le fasi della comparsa ed evoluzione del gioco simbolico

Il gioco simbolico ed il gioco funzionale

L'uso del gioco è una delle principali attività che il bambino compie, nella quale sono racchiusi tutti gli elementi del suo essere. Non soltanto da un punto di vista fisico e motorio. Quando il bambino non ha ancora acquisito il linguaggio verbale, il gioco è l'elemento che ha a disposizione per esternare le sue idee e affermare la propria identità. Ma il gioco non è soltanto uno strumento alternativo alla comunicazione verbale, poiché rappresenta più in generale un anticipatore di quella che sarà la facilità di comprensione e, ancor più di produzione, linguistica. Il gioco rappresenta uno strumento facilitatore nella formazione del sé, come abbiamo pocanzi visto, ma è anche uno strumento per rievocare situazioni piacevoli e rimuovere, esorcizzare, paure ed esperienze negative.

Anche nella comparsa del gioco possiamo notare differenti tappe e differenti forme ludiche. Di pari passo con l'evoluzione psichica, motoria, cognitiva ecc., anche la capacità di esprimersi e di utilizzare il gioco subisce un processo di maturazione che porta dall'esclusivo gioco funzionale (o non simbolico) alla comparsa del gioco simbolico.

Il gioco funzionale è relativo all'utilizzo dei giochi al fine di realizzare "un qualcosa" che in ogni caso è strettamente connessa con la funzione stessa dell'oggetto adoperato.

Il gioco simbolico, invece, si basa sull'attribuire un significato proprio ad un oggetto, significato che prescinde dalle sue funzioni reali. Ad esempio impiegare la cornetta di un telefono come se fosse il braccio di una doccia.

All'interno di queste due macro categorie è possibile rinvenire delle sottocategorie il cui avvicendamento è progressivo. Come riportato da Lis e Venuti, nel gruppo del gioco funzionale si succedono in ordine temporale:

  • l'attività unitaria funzionale, ossia la produzione di un singolo effetto su un singolo oggetto. Esempio: lanciare una palla;
  • l'attività combinatoria inappropriata, ossia la combinazione non funzionale di due o più oggetti. Esempio: usare un piattino come coperchio;
  • l'attività combinatoria appropriata, vale a dire la combinazione funzionale di due o più oggetti. Esempio: usare un coperchio per una teiera;
  • il gioco transazionale, ovvero l'abbozzo di una attività di simbolizzazione. Esempio: portare la cornetta del telefono all'orecchio.

Queste quattro tappe, come già chiarito, fanno tutte parte di quello che viene genericamente definito gioco funzionale.

Anche per quanto attiene il gioco simbolico è possibile individuare altrettante tappe di avvicinamento a quello che poi definiamo gioco simbolico in senso stretto.

Tali tappe, sempre secondo quanto indicato da Lis e Venuti, sono:

  • la simbolizzazione auto-diretta, ossia l'attività simbolica rivolta verso se stessi. Esempio: fingere di bere da una tazzina;
  • la simbolizzazione diretta ad altri, vale a dire l'attività simbolica avente un referente diverso da se stessi. Esempio: far bere da una tazzina la propria bambola;
  • le sequenze di simbolizzazione, ossia l'insieme di due o più attività di simbolizzazione auto-diretta o diretta ad altri. Esempio: fingere di girare con un cucchiaio in una tazza e poi bere;
  • la simbolizzazione sostitutiva, ovvero il gioco simbolico in senso stretto, vale a dire l'uso di un oggetto per finalità differenti da quelle reali. Esempio: usare la cornetta del telefono come se fosse un asciugacapelli.

Esistono numerose evidenze rispetto alle relazioni esistenti tra il gioco simbolico e il gioco combinatorio (che rappresenta un'espressione del gioco funzionale, vedi tappe 2 e 3) nella fase dei 10/12 mesi di vita e la successiva produzione linguistica del bambino. Rispetto a quest'ultima il gioco simbolico ed il gioco combinatorio rappresentano, non i soli, ma due precondizioni specifiche con valore predittivo.

Nella fattispecie il gioco combinatorio determina una forte correlazione sia con la comprensione che con la produzione del linguaggio da parte del bambino, mentre il gioco simbolico dimostra un più stretto (o esclusivo) legame con la produzione linguistica.

La stessa comparsa del gioco simbolico coincide col manifestarsi di ulteriori importanti cambiamenti, come le prime parole, la persistenza dell'oggetto, l'imitazione differita, quest'ultima ulteriore prerequisito con valore predittivo sulla successiva produzione linguistica (L. A. Teruggi, op. cit.).

Del resto le connessioni tra aspetti linguistici e non linguistici nei bambini erano già state evidenziate dalla constatazione che, coloro i quali manifestano dei ritardi nella comparsa del linguaggio, risultano avere le medesime difficoltà nell'uso di strumenti finalizzati al gioco e, in particolar modo, al gioco simbolico. Per dirla con le parole di Camaioni, si può prevedere che il bambino il quale acquisisce uno dei due comportamenti [di natura cognitiva NdA] abbia maggiori probabilità di acquisire pure l'altro [di natura linguistica, NdA], anche se tra le rispettive epoche di comparsa vi può essere un dislivello temporale.

Per chiarire ulteriormente la progressione che porta all'impiego del gioco simbolico è interessante esaminare le fasi che conducono a tale "conquista", così come descritte da un altro autore.

Anche in questo caso possiamo individuare 4 fasi, riportate nella tabella che segue:

Le 4 fasi della comparsa ed evoluzione del gioco simbolico (modificato da Battacchi 1988, op. cit.)
1° fase Individuazione delle reali funzioni di un oggetto (es.: un pennarello è in grado di tracciare un segno)
2° fase Simulazione di gesti ed azioni che sono note al bambino, ma compiute in contesti inusuali (es.: finge di parlare al telefono)
3° fase Il bambino simula su terzi o su oggetti azioni delle quali è solitamente lui il protagonista, oppure imita gesti famigliari ma che sono compiuti da altri (es.: finge di stirare o di fare il bagnetto ad una bambola)
4° fase Compie azioni note usando oggetti inidonei simulando la loro adeguatezza (es.: usa un cubo di legno come se fosse una automobilina). In questa fase assistiamo alla comparsa vera e propria del gioco simbolico.

Oltre alle implicazioni e alle relazioni che il gioco simbolico ha sul piano linguistico e cognitivo, occorrerebbe analizzare le ragioni che spingono il bambino a questo tipo di applicazione.

La principale spinta deriverebbe dalla necessità di realizzare una compensazione emotiva, vale a dire la reiterazione di un gesto al fine di "dominare" una situazione, o per la gioia di "godersi lo spettacolo prodotto". L'immediata conseguenza è l'assimilazione funzionale ed il consolidamento delle sue conoscenze e dei suoi desideri. In questa direzione il gioco simbolico può contribuire ad adattare una realtà che non si verifica precisamente secondo quanto il bambino stesso si aspetterebbe, può esorcizzare o rimuovere eventi spiacevoli.

Lo stesso Piaget afferma

Nel gioco simbolico l'io prende la sua rivincita sugli angosciosi problemi quotidiani dell'adattamento al reale, o perché immagina per essi soluzioni accettabili o perché addirittura semplicemente li abolisce

È a questo punto inevitabile citare un pensiero capace di riassumente, in una sola frase, l'importanza del gioco nel processo evolutivo del bambino:

Bisogna considerare che i giochi dei bambini non sono soltanto giochi e che è necessario giudicarli come le loro azioni più serie" (Michel De Montaigne)
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