L’età evolutiva, definizione, storia, oggetto dello studio - seconda parte
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L’età evolutiva, definizione, storia, oggetto dello studio - seconda parte

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L’età evolutiva, definizione, storia, oggetto dello studio - seconda parte

Il processo evolutivo, lo sviluppo di un bambino, non è correlato esclusivamente a fenomeni neurologici e influenze biologiche, ma trae fondamentali interferenze dall'ambiente. Interferenze che possono essere di segno opposto naturalmente.
La conoscenza delle problematiche connesse con la fase evolutiva, consente un approccio più consapevole con l'individuo, fondamentale per chi, a diverso titolo, si relaziona con i bambini e, più in generale, con chiunque non possa essere considerato a pieno titolo un adulto.

Sotto il profilo storico lo studio dell'età evolutiva nasce con la comparsa delle teorie evoluzionistiche nell'Ottocento, e conosce il maggior sviluppo nella prima metà del 1900. Annoverando tra i più celebri ricercatori, i cui studi sono tutt'oggi attuali, lo statunitense Arnold L. Gesell, Sigmund Freud, John Broadus Watson, Jean Piaget. Ciascuno di loro pioniere in determinati contesti.
Gesell fu tra i primi ad introdurre l'osservazione trasversale, ossia lo studio su più bambini di età differenti, in contrapposizione all'osservazione longitudinale, che prevedeva di seguire il medesimo soggetto per lunghi periodi di tempo. Freud fu tra i primi a segnalare l'importanza dei fattori ambientali sul successivo sviluppo del bambino, ritenendo facenti parte del contesto ambientale anche e particolarmente i genitori. Piaget introducendo gli stadi dello sviluppo cognitivo del bambino.

(Modificato e integrato da M. D. Sheridan)

Dalla seconda metà del Novecento ad oggi numerose sono state le nuove acquisizioni. Ma il lavoro pioneristico svolto da Gesell, Freud, Watson e Piaget continua a vantare numerosissime citazioni nella letteratura scientifica di riferimento.

Variando il punto di osservazione, ovviamente, cambieranno gli argomenti da approfondire e la loro rilevanza sul piano evolutivo. In questo lavoro sarà data esclusiva priorità al ruolo dell'attività motoria nel processo di crescita e sviluppo fisico e cognitivo del bambino dalla nascita ai 14 anni.