Le emozioni di base
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Le emozioni di base

Le emozioni di base, la loro nascita ed voluzione, il ruolo nei processi di comprensione cognitiva e le attività per esaltarne l'espressione.

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L'emotività è un aspetto tanto affascinante quanto fondamentale nel corretto iter evolutivo del soggetto e nello studio di come, le emozioni, possano influenzare l'agire ed essere, al tempo stesso, parte integrante dell'agire medesimo.
Le emozioni di base costituiscono un tema, più che una categoria, che può essere variamente interpretato . Mediante l'apprendimento e l'uso delle emozioni di base, sarà poi possibile manifestare tutta la complessità emozionale che caratterizza il vissuto di un soggetto, e che gli consente di relazionarsi col mondo esterno e con i suoi simili, riuscendo anche a meglio comprenderli o ad entrare in empatia con loro.

Potremmo definire le emozioni di base al pari delle 7 note, la cui corretta modulazione può dar vita a infinite melodie.
La rabbia, la gioia e la paura, sono emozioni di base che si sviluppano e si manifestano molto precocemente. Di sicuro entro il primo anno di vita. Via via fanno la loro comparsa anche le altre emozioni di base: tristezza, disgusto, sorpresa.

È straordinario constatare che, al pari di altri elementi come le capacità coordinative e condizionali, anche sul fronte delle emozioni esistano delle differenze relativamente marcate nei due sessi. Differenze che in questo caso riguardano una più articolata capacità di esprimere un'emozione da parte delle femmine, quasi la padronanza di un maggior numero di sfumature. Questo sin dalla più tenera età.

Le emozioni di base sono ritenute innate, geneticamente determinate e universalmente diffuse. Ciascuna avrebbe un pattern coerente di proprietà, in stretta relazione con l'esperienza emotiva individuale, con funzioni cognitive e psicologiche distintive. Le emozioni, ed il loro riconoscimento negli altri permetterebbero il funzionamento di un meccanismo di segnalazione e accomodamento, acquisito nel corso dell'evoluzione, e con caratteristiche specie-specifiche .
La risposta emozionale è una sorta di elaborazione cognitiva di quanto accade, che ha nella sua espressione il manifestarsi dell'output che consegue tale elaborazione.
Ad onor del vero è comunque necessario segnalare che non tutti gli autori concordano con questa classificazione, né con la teoria evoluzionistica applicata alle emozioni, che ha in Ekman uno dei principali sostenitori e studiosi.
A tale visione si contrappongono le teorie costruzionistiche, secondo le quali le emozioni sono determinate da costruzioni sociali, e mutano al variare del contesto culturale. Non sono quindi ascrivibili a fattori biologici.

Quale che sia la teoria che si intende sposare, evoluzionista o costruzionistica, resta accordo comune che, mediante il gioco e la drammatizzazione, le emozioni possono essere sollecitate in maniera ottimale. Aiutando i più giovani a meglio manifestarle e meglio comprendere quelle altrui. Ma anche insegnando a gestire alcuni stati emozionali in modo adeguato alle circostanze.

Il ruolo del gioco diviene quindi nuovamente determinante su altri fronti dello sviluppo cognitivo, e si rivela utile come mezzo di espressione delle proprie emozioni.

Un'attività stimolante e capace di sollecitare attivamente sia l'espressione delle emozioni che l'attività corporea, consiste nella narrazione di una storia adeguata all'età dei soggetti, che dovranno drammatizzarla in uno spazio opportuno e con l'ausilio di semplici materiali di uso comune.

Quella che segue è la storia suggerita da un gruppo di studenti del corso di laurea in Scienze della Formazione dell'Università di Macerata, realizzata per il laboratorio di area espressivo motoria. La storia è arricchita con la descrizione delle attività collaterali da far compiere ai bambini. Resta inteso che la storia potrà essere ulteriormente arricchita e sviluppata a seconda delle esigenze didattiche e della fantasia dell'operatore, che potrà cercare anche storie differenti o inventarne di nuove.

Narrazione. Siamo nel lontano 1850. Un gruppo di giovani esploratori, in un vecchio baule della soffitta, trova un diario, tutto impolverato, in cui si racconta di una terra lontana e di un grande tesoro nascosto in una grotta segreta.
La grotta misteriosa è custodita da un uomo brutto e cattivo che dorme silenzioso all'entrata, e permette di passare solo lasciandogli in pegno un oggetto a te molto caro. Allora i piccoli, armandosi di coraggio e curiosità, decisero di partire per un lungo viaggio che li avrebbe portati nel cuore della giungla, in mezzo a tanti pericoli.

    Presero i loro zainetti e li riempirono con:
  • Bandana
  • Oggetto prezioso, da difendere a tutti i costi dai vari pericoli
  • Torcia
  • Guanti
  • Elmetto

Attività da compiere: dopo aver letto il primo pezzo della storia l'adulto dialoga con i bambini e chiede loro quali conoscenze possiedano sugli esploratori, come li immaginano, quali sono gli oggetti indispensabili da portare durante il viaggio e fa disegnare loro il tutto.
In seguito viene fatto realizzare ai bambini l'elmetto da esploratore e preparare lo zainetto con dentro gli oggetti descritti nella storia.

Narrazione. Erano tutti felici di partire, ma nello stesso tempo avevano tanta paura ed erano anche un po' tristi perché dovevano lasciare i propri genitori. Facendosi coraggio l'un l'altro i piccoli, dopo essersi guardati negli occhi con affetto, si presero per mano e si strinsero forte, pensando: "Insieme saremo più forti e vinceremo tutte le difficoltà!!!".
Ed è proprio vero…. si avvicinarono l'un l'altro e misero le mani una sopra l'altra e fecero un piccolo urlo per prendere coraggio.

Attività da compiere: I bambini vengono disposti in cerchio. Mentre si legge la narrazione ad ogni emozione incontrata ci si ferma qualche minuto per mimarla con gesti ed espressioni del viso. I bambini dovranno immedesimarsi nei personaggi del racconto, abbracciarsi e compiere il gesto con le mani ed anche il piccolo grido.
A questo punto i vengono simbolicamente trasformati in veri piccoli esploratori: zainetto in spalla elmetto e guanti. Disposti in fila si raggiunge un luogo idoneo dove è stato predisposto il percorso.

Narrazione. Con tanta gioia nel cuore i giovani esploratori giunsero in una luogo sperduto dell'Africa dove li aspettava un pericoloso percorso in mezzo alla giungla, per poi attraversare un fiume, scalare una montagna, guadare una palude, fare un salto nel vuoto, strisciare sotto una serie di tronchi per arrivare finalmente alla grotta tanto attesa.

Attività da compiere: I bambini devono compiere un percorso realizzato con birilli, cerchi, bastoni e molta fantasia, mentre l'adulto passo dopo passo racconta cosa sta avvenendo. Il percorso ha l'obiettivo di far esprimere le proprie emozioni imparando a controllare paura, ansia e stress.

Narrazione. Siete finalmente giunti alla grotta. Vedete quell'uomo brutto e cattivo? Egli sorveglia la grotta e non vi farà entrare se non gli darete l'oggetto a cui tenete tanto!
Entrate molto piano mi raccomando. Ed ora provate ad immaginare il tesoro che vorreste trovare!
Siete stati tanto bravi, ora tranquillizzatevi e mettetevi in cerchio intorno al falò!
Ora i giovani esploratori si rilassano e si godono la bella esperienza. Seduti in cerchi davanti al falò raccontato le emozioni che hanno provato, le loro difficoltà, la paura e l'ansia, ma alla fine sono tutti molto felici di aver vissuto questa fantastica avventura... tutti insieme!

Attività da compiere: I bambini, seduti di fronte ad un simbolico falò, sotto la guida dell'operatore che propone domande stimolo, riflettono sull'esperienza vissuta e condividono le emozioni provate. Si può ripetere l'esperienza delle emozioni mimandole con gesti e posture. Infine, per porre l'accento sulle sensazioni che emana il copro e per affinare la percezione di sé, si propongono esercizi di rilassamento e respirazione.