Le fasi sensibili
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Le fasi sensibili

Le fasi sensibili come momento ideale per l'allenabilità delle capacità funzionali e coordinative. Lo schema delle fasi sensibili in età evolutiva

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Le fasi sensibili

Il processo di allenamento nell'età giovanile, dall'infanzia all'adolescenza, può trarre giovamento da quelle che sono comunemente note come le "fasi sensibili".

Fermo restando che, il concetto stesso di allenamento e allenabilità, nelle prime fasi della vita di un individuo è da interpretare nel giusto modo. Quindi mai da intendere come l'impegnativa (e spesso esasperata) ricerca del miglioramento di una performance, quanto l'utilizzo prevalente di attività ludico-sportive, volte a stimolare un armonioso sviluppo psicofisico.

È naturale tuttavia che, conoscendo quali sono le prerogative, le caratteristiche (ed anche i limiti) di ciascun individuo nelle varie tappe evolutive, ci consente in egual modo di ottimizzare il tipo di lavoro, di carico, o di compito motorio da somministrare. Questo non soltanto renderà il lavoro più agevole e sicuro, ma ripagherà stimolando in modo massivo proprio gli ambiti motori che, più di altri, godono del "giusto momento" per essere sollecitati.

Le fasi sensibili pertanto individuano quali prestazioni godono del miglior margine di allenabilità e miglioramento nelle varie età. La corretta e tempestiva stimolazione è quella che può portare i massimi benefici. Interventi tardivi invece non consentiranno un analogo sviluppo quand'anche tempo ed impegno profuso fossero maggiori.

In altri termini la corretta conoscenza delle fasi sensibili permette di avere il miglior risultato con la minima spesa (ovviamente in termini di lavoro). Inoltre questo servirà da ulteriore stimolo anche per i bambini o per i ragazzi, sia perché gratificati nel notare l'aumento delle loro abilità, sia perché non subiranno stress funzionali o emotivi derivanti da un lavoro non idoneo o dalla frustrazione di non apprezzare evidenti miglioramenti.

Possiamo dividere le fasi sensibili come segue:

  • Dalla tarda infanzia sino alla fanciullezza (3/8 anni): è fortemente consigliata la stimolazione delle capacità coordinative. Nella fascia 5/6 anni bisognerà prevedere anche attività che stimolino la discriminazione percettiva. Nella fascia dai 7 agli 8 anni sarà opportuno sollecitare la maturazione del senso dell'equilibrio e il controllo della lateralità. Intorno agli 8/10 anni assistiamo alla maturazione della discriminazione cinestetica, frutto della perfetta integrazione fra informazioni tattili e cinestetiche. Questo elemento ci consente di sfruttare al meglio l'ottimale apprendimento tecnico della gestualità (G. Cilia, op. cit.). In questa fase è sconsigliato superare le 3 sedute settimanali dedicate all'attività motoria, senza tuttavia eseguirne meno di 2.
  • Dalla piena fanciullezza alla prima adolescenza (9/11 anni): è possibile avviare la stimolazione delle capacità coordinative e il progressivo intervento sugli aspetti della rapidità (soprattutto rapidità di azione e reazione) e della forza, oltre che la sollecitazione della mobilità articolare. È sconsigliato superare le 4 sedute settimanali dedicate all'attività motoria, senza tuttavia eseguirne meno di 3.
  • Prima adolescenza (12/14 anni): è favorita la sollecitazione della mobilità articolare e il progressivo coinvolgimento degli aspetti della forza e della resistenza generale. Negli individui di sesso femminile buoni risultati possono aversi anche nella forza rapida. Per i maschi occorrerà attendere il periodo dai 13 ai 15 anni. È sconsigliato superare le 4 sedute settimanali dedicate all'attività motoria, senza tuttavia eseguirne meno di 3.
  • Adolescenza (15/16 anni): occorrerà sollecitare gradualmente la forza generale e la forza rapida. È possibile proporre anche un grande intervento sulla resistenza organica e specifica. È sconsigliato superare le 4 sedute settimanali dedicate all'attività motoria, senza tuttavia eseguirne meno di 3.

La stimolazione del soggetto in età evolutiva, come evidente, sarà finalizzata al miglioramento di varie aree di natura fisica e psichica. Sotto il profilo fisico promuoveremo principalmente l'allenamento delle capacità condizionali (forza, resistenza ecc.) e delle capacità coordinative. Sul fronte psichico saranno stimolate le aree cognitive e l'espressione della socialità (collaborazione con altri individui, autocontrollo ecc.).

Nella determinazione del giusto carico di lavoro inoltre sarà importante tener conto anche di quella che è comunemente definita l'età biologica di un individuo. In tal senso, soprattutto durante la fase adolescenziale, ci si potrebbe imbattere tanto in individui la cui età biologica appare "maggiore" rispetto a quella anagrafica, tanto in individui in cui la situazione è invertita.

È evidente che occorrerà tenere in gran considerazione questi aspetti, e non limitarsi ad inquadrare i ragazzi in modo rigido con riferimento alla loro età anagrafica. Tali differenze possono essere riscontrate anche prima del periodo adolescenziale, e perfino nei bambini.