Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 0 a 3 mesi
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Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 0 a 3 mesi

Lo sviluppo psicomotorio del bambino nella prima fase della vita neonatale, da 0 a 3 mesi - prima parte.

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Lungo tutto il percorso che, dalla fase neonatale porta a quella adulta, possiamo riconoscere diverse tappe durante le quali si articolano gli sviluppi ed i progressi delle varie aree che compongono un individuo.

Da 0 a 3 mesi l'area psichica non è ancora articolata, per quel che riguarda l'area motoria ed organica notiamo la persistenza di una motricità di tipo fetale che consente una risposta agli stimoli con movimenti di flesso estensione degli arti e di prensione delle mani. Movimenti questi di tipo bilaterale e simmetrico. È evidente la presenza di un tono muscolare, dei riflessi arcaici e dell'automatismo di suzione. Gli stimoli propriocettivi determinano una risposta riflessa di tipo osteo-articolare e cutaneo-plantare.

Il neonato è già sensibile alle fonti di luce ed ai suoni, e cerca di seguirne eventuali spostamenti. Fin dai primi giorni inoltre è evidente una propensione a "socializzare" intesa come l'interazione visiva con lo sguardo di chi è a lui vicino. Le fasi di sonno prevalgono sullo stato di veglia, che solo gradualmente inizierà ad aumentare.
Il tono muscolare dell'asse corporeo figura fra le attività più primitive, braccia e gambe risultano ipertoniche, rigide, mentre il tronco ed il collo appaiono sensibilmente ipotonici. Riscontriamo i primi segnali riflessogeni; i fasci neuromuscolari sono attivi in tutti i muscoli e reagiscono agli stimolo propriocettivi (Goghill). Nei primi giorni della vita neonatale è possibile rilevare il riflesso di drizzamento statico, nei mesi successivi è invece evidente un ulteriore aumento del tono e del tempo di vigilanza, e l'incremento delle fasi di veglia.

Possiamo individuare numerosi riflessi arcaici, fra questi: riflesso di andatura, per il quale il corpo posto leggermente inclinato reagisce con movimenti lenti, regolari ed alternati; riflesso di prensione allo stimolo del palmo della mano; riflesso di Moro: il bambino seduto rizza il capo e, sospinto indietro oltre l'asse verticale di equilibrio allarga le braccia, nel tentativo di afferrare, o meglio abbracciare, qualcosa. Il riflesso di Babinski per effetto del quale, sotto la stimolazione della pianta del piede, si induce l'estensione dell'alluce ecc.
I riflessi arcaici (o primari) sono un chiaro sintomo della maturazione neurologica del neonato, e sono gradualmente inibiti, sino a scomparire, con l'evoluzione dei centri corticali. Già dal secondo mese il riflesso di Moro scompare o si attenua marcatamente ed inizia a venir meno anche il riflesso di prensione. Dal quarto mese anche il riflesso di andatura si attenua o scompare. In questa fase inizia un rapido miglioramento anche del sistema visivo, questo permette al bambino di seguire il movimento delle sue mani e, conseguentemente, di poter individuare e provare ad afferrare degli oggetti.

L'automatismo di suzione è una forma particolare di attività riflessa, grazie alla quale l'esercizio di un'azione automatica provoca l'apprendimento e, le informazioni ricevute, modificano lo svolgimento dell'azione stessa in un meccanismo di feed-back. L'automatismo di suzione rientra in quelle che Piaget definisce reazioni circolari. È utile segnalare che il riflesso di suzione non ha solo finalità nutritive, e può essere impiegato dal bambino anche per calmarsi da solo, succhiandosi le dita o il succhiotto. Sono infine presenti i riflessi protettivi del vomito e della tosse, che permangono nel corso della vita .
Sempre citando Piaget è importante sottolineare ulteriori considerazioni riguardo i riflessi arcaici. Egli per primo avanzò l'ipotesi che tali azioni non fossero il mero frutto di una risposta involontaria e incondizionata ad uno stimolo, ma più marcatamente che tali riflessi possano essere la prima forma di relazione con l'ambiente, i primi esercizi adattativi che porteranno di conseguenza alle prime azioni di "aggiustamento e di apprendimento" . Del resto l'assenza di alcuni di questi riflessi, può essere un campanello dall'arme per la possibile presenza di lesioni cerebrali.

Ad un mese di età, sotto il profilo percettivo motorio, è in grado di individuare e seguire le fonti di luce diffusa, e anche possibile attrarre la sua attenzione con giochi ed oggetti colorati. Stabilisce un persistente e vigile contatto visivo con la madre che lo allatta.
In prossimità del secondo/terzo mese assistiamo al manifestarsi dei primi schemi senso-motori ossia, per dirla con le parole di Baldwin, nella sua forma più semplice, uno schema può consistere in una risposta attendibile ad uno stimolo; in pratica però è solitamente più complesso.
Naturalmente ci riferiamo a semplici reazioni rispetto a stimoli che lo sono altrettanto. Può avere ad esempio reazioni di difesa da rumori e stimoli improvvisi, può rispondere con un sorriso sociale ad un espressione analoga, ecc.
I primi schemi motori tenderanno ad affinarsi sempre di più col trascorrere del tempo ed a coordinarsi fra di loro.