Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 3 mesi a 3 anni - terza parte
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Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 3 mesi a 3 anni - terza parte

Lo sviluppo psicomotorio del bambino nella prima fase della vita da 3 mesi a 3 anni. L'apprendimento piramidale, e lo sviluppo della lateralità - terza parte.

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In prossimità del primo anno di vita può appagare il suo desiderio all'esplorazione gattonando o spostandosi con l'aiuto di un sostegno. Migliora enormemente la coordinazione tra l'atto di avvicinare e quello di afferrare un oggetto. In altri termini la mano comincia a chiudersi mentre si avvicina ad un oggetto, molto prima di averlo toccato (M. D. Sheridan, op. cit.). Migliora ulteriormente la sua comprensione del linguaggio, ed esegue semplici consegne. Ama giocare e relazionarsi con gli adulti.

Intorno al 15° mese prende vita il bisogno di esplorazione, o riflesso d'orientamento, che porta a movimenti apparentemente privi di significato pragmatico ma che in realtà esprimono un bisogno del bambino quale può essere l'investigazione di un oggetto o di un'emozione (Le Boulch, op. cit.).
Il riflesso di orientamento ha numerose interessanti ripercussioni sulla sollecitazione generale del grado di percezione sensoriale. La stimolazione del riflesso infatti, ad esempio mediante un suono, accresce la sensibilità visiva, rendendo evidente al soggetto una fonte luminosa prima troppo debole per essere rilevata. Ogni nuovo stimolo inoltre riattiva il riflesso di orientamento.

Da un punto di vista senso motorio il bambino ha maturato la capacità di strappare, gettare ed utilizzare gli oggetti per lui più famigliari, in un processo di autoapprendimento alimentato da continue correzioni, aggiustamenti, e ripetizioni dei gesti. Aver acquisito consapevolezza dello spazio gli consente anche di eseguire piccole richieste. Del resto è capace di sedersi e rialzarsi da solo, di compiere piccoli spostamenti, di arrampicarsi lungo le scale, inizia a realizzare i primi scarabocchi. Siamo nel pieno della maturità delle reazioni circolari terziarie, ossia di ricerca attiva di nuovi schemi motori. Il bambino non si accontenta di ripetere un gesto noto finalizzato al raggiungimento di un obiettivo, ma ne sperimenta di nuovi.
Migliora la comprensione del linguaggio e inizia a proferire le prime parole. Il gioco funzionale è pienamente acquisito ed utilizzato.
Verso il 18° mese l'ulteriore sviluppo dell'attività senso motoria provoca un certo distacco dai rapporti esclusivi con la madre, e fa cessare di considerare i propri gesti come al centro dell'universo, per iniziare invece a considerarli parte di esso. È il periodo in cui le sue capacità esplorative gli consentono di prendere consapevolezza del mondo esterno in modalità più marcata. Del resto la camminata è divenuta sicura e compaiono i primi abbozzi di corsa. È un ottimo arrampicatore, per quanto imprevedibile e certamente irresponsabile dei rischi correlati. Apprende l'esistenza, e soprattutto la permanenza, degli oggetti, che ora manipola in modo fine. Riconosce le figure colorate in un libro e migliora il tratto dei suoi scarabocchi.
Lo sviluppo intellettivo compie  notevoli balzi in avanti, è possibile individuare le prime forme di rappresentazione cognitiva.

Il profilo motorio è per lui a tal punto importante da esprimere con movimenti ampi e massivi gli stati di gioia ed euforia. In queste circostanze non è infrequente osservarlo ballare, correre e saltare. Parimenti ama il suono della sua voce e sperimenta suoni e mezze parole.
Lo sviluppo e la definizione della lateralità non hanno ancora trovato un iter evolutivo che metta d'accordo tutti gli autori. Sono molteplici le teorie per effetto delle quali si sviluppi in modo predominate il controllo di una parte del corpo. Teorie che spaziano da fattori sociali ad elementi fisiologici ed ereditari. In ogni caso intorno ai 18 mesi è già possibile segnalare l'impiego preferenziale di un arto sull'altro.