Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 3 mesi a 3 anni - quarta parte
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Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 3 mesi a 3 anni - quarta parte

Lo sviluppo psicomotorio del bambino nella prima fase della vita da 3 mesi a 3 anni. L'apprendimento piramidale, e lo sviluppo della lateralità - quarta parte.

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A partire dai 24 mesi lo sviluppo del linguaggio si fa sempre maggiore e, con esso, i confini della memoria. Ha un vocabolario di almeno 50 parole, che si accrescerà sino ad oltre 200 prima del terzo anno. È lui per primo curioso ed impaziente di ampliarlo, chiede per questo informazioni sugli oggetti, ama sia ascoltare gli altri che parlare tra se e se, comincia ad essere in grado di formulare delle frasi sia pur elementari, ma con l'utilizzo dei pronomi. Parla di se in terza persona (Gesell, op. cit.) e subisce una grande frustrazione quando non riesce a farsi capire.
In associazione con la consapevolezza della permanenza degli elementi, pocanzi citata, avvia la ricerca di oggetti che gli sono ben noti, ed è capace di ricordare e rievocare avvenimenti passati. Sviluppo motorio e psichico vanno a braccetto e ad ogni atto pensato corrisponde un'azione sul piano fisico.

Inizia a compiere ragionamenti e movimenti deduttivi, quali possono essere lo spostare una sedia per salirci e raggiungere un oggetto. È capace di compiere piccoli salti, di camminare in maniera fluida e di correre. È estremamente curioso rispetto all'ambiente che lo circonda. È ormai padrone dei meccanismi di prensione e di movimenti fini e balistici compiuti con le mani.
La sua vivacità raggiunge i massimi livelli, di pari passo col desiderio di scoprire, sia gli spazi e gli elementi che lo  circondano, sia le proprie capacità fisiche. Il desiderio della scoperta e la voglia di movimento sono alimentate, ma anche supportate, dal crescente senso dell'equilibrio dalla maturazione del sistema nervoso che procede, come accennato, in direzione cefalo-caudale e dal centro alla periferia del corpo.
Lo schema motorio della camminata perde lo squilibrio "in avanti" tipico della camminata del bambino. Si accovaccia e si rialza senza aiuto. Migliora la percezione dello spazio, delle forme, la capacità di riconoscere le persone anche in fotografia, la consapevolezza delle sue dimensioni corporee, così come il senso dell'orientamento. La produzione grafica migliora, poiché diviene ottimale la prensione sui pennarelli. La lateralità diviene marcatamente evidente.

A due anni è decisamente portato al movimento, adora la grossolana attività motoria ed ora è anche in grado di meglio controllare la sua postura. Abbozza i primi salti, è una sorta di alieno che comincia a saggiare e conoscere sempre meglio il pianeta sul quale è sbarcato. Ad ogni azione corrisponde un feedback e ad ogni feedback un aggiustamento dell'azione che lo ha prodotto. E così passo dopo passo.
Il progredire delle sue abilità motorie accrescerà l'autostima e l'autocontrollo, così come ripetuti fallimenti possono portare a vergogna ed incertezza. In tale frangente l'aiuto e l'attenzione dei genitori saranno determinanti.
Sperimenta la gravità, dapprima lasciando cadere degli oggetti per poi provare su di se.
Fa la sua comparsa il gioco simbolico, del quale parleremo approfonditamente in seguito.
Sul piano sociale è ancora poco propenso al gioco collaborativo, ma non disdegna la presenza di suoi coetanei, pur dimostrandosi geloso delle eventuali attenzioni che ricevono da parte dei suoi famigliari.