Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 3 mesi a 3 anni - quinta parte
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Le tappe dello sviluppo psicomotorio da 3 mesi a 3 anni - quinta parte

Lo sviluppo psicomotorio del bambino nella prima fase della vita da 3 mesi a 3 anni. L'apprendimento piramidale, e lo sviluppo della lateralità - quinta parte.

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A tre anni è ormai capace di innescare rapidi e bruschi cambi di direzione, per quanto attiene l'area affettiva prevale il processo di identificazione ed imitazione inconscia delle figure che sente a lui maggiormente vicine, soprattutto dei genitori. La madre è vissuta come un elemento in grado di compiere un'azione rassicurante, ma rappresenta anche una sorta di facilitatore e di interprete rispetto alle sue esigenze ed alle relazioni con l'ambiente esterno.

È perfettamente capace di relazionarsi con i suoi coetanei e con i bambini in genere, ma prevale ancora una sorta di egocentrismo che si riflette con relativamente pochi e brevi scambi con gli altri. L'interrelazione è intermittente. Continua a prediligere la tranquillità di un gioco solitario. È perfettamente capace di riconoscere la sua sfera più intima e quindi il suo gruppo familiare o di appartenenza.

Al termine del terzo anno di vita sotto il profilo psicomotorio assistiamo ormai all'acquisizione della corretta prensione, in modo disinvolto e con l'ausilio di una o entrambe le mani, l'equilibrio posturale è maturo, è capace di camminare anche sui terreni sconnessi, compie piccoli salti, può calciare un oggetto. È inoltre capace di coordinare mani e piedi simultaneamente in azioni come quelle che prevedono di guidare un triciclo. Come già accennato questo si sposa con le sue esigenze esplorative ma anche con la possibilità di allontanarsi e tornare verso l'adulto che per lui rappresenta il riferimento.
Ha acquisito un'evidente consapevolezza delle dimensioni del proprio corpo e calibra ottimamente i movimenti in relazione allo spazio e agli oggetti.
Il grado di percezione acquisito gli consente di comprendere il ruolo funzionale degli oggetti e di sfruttarlo a piacimento, oltre che l'abilità di riconoscere i gruppi di appartenenza degli oggetti (pennarelli, macchinine ecc.) ma anche le accoppiate logiche (es.: tappo con penna, piattino con cucchiaio ecc.). Questo gli permetterà successivamente di relazionare anche degli eventi, ad esempio la presenza di una pozzanghera indica che ha piovuto (Biancalana, op. cit).

Il linguaggio continua la corsa all'arricchimento, e la sua curiosità in genere stimola ulteriormente l'accrescimento. Pone continuamente delle domande.
Impara a contare sino a 10 anche se non ha ancora consapevolezza reale delle quantità (M. D. Sheridan, op. cit.).