Lo sviluppo motorio e la personalitá dai 3 ai 7 anni
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Lo sviluppo motorio e la personalitá dai 3 ai 7 anni

Le implicazioni dello sviluppo motorio in relazione alla formazione della personalità nella fase dai 3 ai 7 anni - prima parte.

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Si passa dalla partecipazione all'autonomia, predominano le strutture sensoriali, ed entra in gioco la percezione mediata dal sistema sensoriale che fa prendere coscienza dell'io (Le Boulch, op. cit). L'interesse del soggetto è rivolto verso se stesso, passa dall'imitazione degli altri all'elaborazione di concetti, movimenti, espressioni e desideri propri, in un atteggiamento quasi narcisistico ed egocentrico, che lo porterà all'affermazione di se.
Comprende le componenti e le regole sociali di base, percepisce i comportamenti da tenere a seconda delle situazioni e degli orari, comunica verbalmente.

Vincerà l'indisponibilità e la rigidità verso il mondo esterno mediante il gioco, l'attività imitativa ed il linguaggio (Biancalana, op. cit.).
Difetta ancora della capacità deduttiva, pertanto connette eventi e situazioni sulla base di possibili punti comuni.
È nel pieno della fase definita da Piaget come preconcettuale, che si protrarrà sino ai 4 anni circa per poi far posto allo stadio intuitivo. Stadio preconcettuale e stadio intuitivo fanno entrambi parte della fase preoperatoria, che spazia dai 2 ai 7 anni (vedi "Il ruolo pedagogico delle attività fisiche e sportive")
Dai 3 ai 6 anni assistiamo ad un rapido miglioramento del linguaggio e all'arricchimento del vocabolario e delle forme espressive. Sempre in questa fase è capace di rappresentare ed imitare modelli assenti a lui familiari. Cresce il bisogno di affermazione, che si manifesta cercando di far prevalere le sue esigenze. Si passa dai giochi funzionali ai giochi simbolici, capaci di continuare ad appagare la propensione all'imitazione. Vive il senso della rivalità rispetto ai suoi coetanei e può esser propenso a relazionarsi con un adulto piuttosto che con altri bambini. Questo atteggiamento diminuisce sino al momento in cui è chiaramente attratto da attività collaborative con altri bambini, fenomeno che fa la sua comparsa verso i 5/6 anni.

Verso i 4/5 anni non è ancora capace di progettare, ed attribuisce un significato alle cose dopo averle fatte. Raramente ad esempio attribuisce un nume ad un disegno prima che sia concluso. A 4 anni i movimenti divengono meno massivi e confusi, le braccia acquisiscono ulteriore autonomia rispetto al tronco. Sa variare il ritmo del suo passo, corre, mantiene l'equilibrio su un piede, lancia dall'alto in basso. È divenuto ulteriormente abile nell'arrampicarsi, sa guidare con familiarità un triciclo e sta migliorando rapidamente la capacità di giocare con palle di dimensioni differenti. La sua curiosità è ai massimi livelli, siamo nel pieno della fase del "perché?".