Premesse generali per l’applicazione di proposte operative
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Premesse generali per l’applicazione di proposte operative

Premesse generali per l’applicazione di proposte operative ed esame di un caso concreto.

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I "giovani atleti" devono avere la possibilità di provare più discipline sportive e, nel caso di sport di squadra, devono poter saggiare i vari ruoli richiesti da uno sport. La specializzazione precoce non produce atleti provetti, ma potenziali "mutilazioni" nelle capacità di adattamento agli sport di situazione.
Le gare non devono certo mancare in questo periodo della vita, ma sarà bene evidenziare il loro ruolo pedagogico e formativo della sfera psicocaratteriale del soggetto, e non viste come mero risultato sportivo. Un giovane atleta che cresca sicuro di se, che impara a gestire le sconfitte, diverrà un atleta ed un adulto equilibrato ed in grado di gestire le emozioni che, eventuali competizioni importanti, possono determinare.
Viceversa, far pesare in maniera frustrante una sconfitta, renderà sempre più schivo il soggetto, insicuro e meno disposto a futuri confronti. Allo stesso modo, anche gli elogi in caso di vittoria o successo, dovranno essere adeguati e non smisurati, proprio per fare restare il giovane atleta con "i piedi per terra"; evitando che successive potenziali sconfitte possano essere vissute in maniera troppo negativa.

Rincresce sottolineare che spesso, le ambizioni mancate dei genitori, ricadono come una pesante e nefasta eredità sui giovani figli. In questi contesti non è raro assistere ad atteggiamenti a dir poco diseducativi, irrispettosi, se non fisicamente ed emotivamente devastanti.
Quello che dovrebbe essere un momento di gioco, spesso si tramuta in un ulteriore stress, sovradimensionato e pesante nei confronti dei giovanissimi.
L'altro grave rischio è quello di affidare, proprio in una fase così importante e delicata, il ruolo di operatore della motricità a personale non qualificato e non preparato. In questi casi la possibilità che vengano applicati protocolli privi di ogni minima logica è estremamente elevato. Ed ancora una volta, a farne le spese, saranno i più giovani.
Inutile dire che, le figure professionali maggiormente idonee a rivestire un simile ruolo, soprattutto in questa singolare fascia di età, sono i laureati in Scienze Motorie ed i Neuropsicomotricisti.
Il loro ruolo professionale va ben oltre l'aspetto puramente tecnico. L'esperto di capacità motorie può incoraggiare i genitori a fornire nei primi periodi di vita dei loro figli un ampio spettro di esperienze motorie. Questo consente di scoprire quelle attività che si adattano meglio alle loro capacità. In secondo luogo, possono insegnare ai genitori a osservare le diverse attività che i loro figli svolgono meglio. In questo modo i genitori potrebbero essere in grado di identificare la struttura dominante delle capacità fondamentali del bambino, e di incoraggiarlo nella direzione delle attività nelle quali potrebbe ottenere un successo e un divertimento maggiori. In terzo luogo, possono mettere in guardia i genitori sui diversi fattori (ad esempio la corporatura, la motivazione al successo, la capacità motoria) che possono influenzare la prestazione nei diversi periodi e livelli di maturazione. Quindi, i genitori non dovrebbero sorprendersi se il loro bambino esegue meglio alcune attività in un'età più giovane rispetto a una più avanzata e viceversa. I genitori dovrebbero essere flessibili e consentire al loro bambino di seguire quelle attività che ha piacere di eseguire maggiormente a ogni età.

Chi si trova a lavorare con i più piccoli dovrà fare ben attenzione alle richieste e soprattutto a come tali richieste vengono fornite. Le istruzioni impartite dovranno sempre essere estremamente chiare e precise. Nei limiti del possibile occorrerebbe mostrare "cosa fare" e "come farlo". I bambini riescono a lavorare meglio se possono imitare i gesti di un adulto. Le azioni relativamente complesse andranno divise in parti più semplici da apprendere singolarmente. Occorrerà prevedere delle facilitazioni che aiutino la buona riuscita di una consegna, gratificando così il bambino e spingendolo a ripetere quanto richiesto.