Qualità motorie: la resistenza, la rapidità
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Qualità motorie: la resistenza, la rapidità

Le qualità motorie: la resistenza, la rapidità.

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Si puó definire come la capacità di un organismo di sostenere uno sforzo prolungato e, gli esercizi per migliorare questa capacità sono principalmente mirati a migliorare le prestazioni degli apparati che sostengono la resistenza: respiratorio e cardiocircolatorio.
Anche per la resistenza é opportuno distinguere fra quella generale e quella specifica. La prima deve essere sviluppata con l'ausilio di tutti i mezzi che consentono all'organismo un adattamento alla fatica, indipendentemente dalla disciplina utilizzata. Nella fase iniziale é dunque buona norma eseguire tutti quegli esercizi che perseguono questa finalità (corsa lenta su medie e lunghe distanze ecc.).

È molto utile anche effettuare esercizi che allenino la resistenza alla velocità ed alla destrezza. Gli esercizi di resistenza generale devono provocare un affaticamento leggero e, la pausa fra gli esercizi, deve essere gradualmente ridotta. Nella fase preparatoria iniziale bisognerà fare attenzione all'intensità dell'allenamento finalizzato alla resistenza. Un eccessivo lavoro sarà controproducente al pari di una carenza di questa qualità. È necessario approntare una razionale distribuzione dei carichi di lavoro, dell'intensità, della quantità di lavoro e della durata degli intervalli di riposo.
Un'efficace forma recupero é considerato il recupero attivo, ossia l'esecuzione di esercizi dinamici mirati ad altro tipo di lavoro. In ogni disciplina, la differenza sul rendimento, é data dalla resistenza speciale e non da quella generale per quanto, in alcuni casi, si puó avere un transfer positivo fra discipline simili. Un buon metodo per migliorare la resistenza specifica, é la ripetizione frequente degli schemi motori che la disciplina in esame impone. L'allenamento di resistenza é quello più difficoltoso dal punto di vista dell'affaticamento e, per evitare di sfociare nel superallenamento, sarà buona norma applicare particolare attenzione ai sintomi dell'affaticamento.

La rapidità


È definibile come la capacità di eseguire un dato movimento nel più breve intervallo di tempo possibile, senza comprometterne l'efficacia. Questa qualità puó svilupparsi solo con un allenamento specifico ed é particolarmente influenzata da aspetti biologici innati quali le proporzioni morfologiche e il sistema neuromuscolare. Ovviamente vi é il contributo di una molteplice serie di fattori esterni che vanno dallo stato psicofisico alle condizioni in cui ci si trova a svolgere la prova.
L'età migliore per prestazioni di questo tipo é compresa fra i 18 ed i 28 anni, pur potendo prolungarla sino a 35 nel caso in cui l'individuo abbia un comportamento sportivo e rispetti le norme igieniche del viver sano. Come per le altre capacità prese in esame sino ad ora, bisogna distinguere fra rapidità generale e rapidità speciale. La prima puó essere ad esempio allenata con corse su breve distanza, comprese fra i 30 e gli 80 metri (nel caso la distanza sia maggiore si parla di resistenza alla velocità). Altro aspetto é dato dalla rapidità alla partenza, dote richiesta in quasi tutte le discipline sportive.
Per avere una migliore rapidità alla partenza, sarà buona regola curare attentamente la tecnica di esecuzione, al fine di avere una postura equilibrata e condizioni favorevoli. È da tenere in considerazione che ogni azione rapida é in realtà l'effetto di una serie di movimenti che si svolgono in rapida successione se non addirittura contemporaneamente. È quindi importante, in fase di apprendimento, eseguirli prima lentamente (ma comunque insieme) per poi velocizzare il gesto via, via che diviene familiare.

La velocità massima dipende in primo luogo dalla padronanza della tecnica, dalla forza e dalla gestualità dei muscoli come dalla loro capacità di rilassamento. È ovvio che anche gli elementi psichici, che sono particolarmente sotto pressione, giocano un ruolo rilevante. È questo il motivo per cui bisognerebbe sviluppare la forza anche in quelle discipline in cui non é il primo fattore a determinare il gioco. Poichè, quando non é fine a se stessa, serve comunque ad accelerare gli altri movimenti. Un elemento molto importante per lo sviluppo della rapidità, é l'affinamento della coordinazione neuromuscolare che, non solo agevola il richiamo dei muscoli necessari a compiere il gesto, ma agevola il loro completo rilassamento nelle fasi passive, evitando uno stress inutile.