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Le capacità coordinative - seconda parte
La coordinazione senso muscolare come punto di partenza per l'esecuzione di gesti e compiti motori complessi. Gli analizzatori della coordinazione - seconda parte.
La percezione di una sensazione, la presa di coscienza di un input, parte con l’attivazione di un recettore e la successiva trasmissione delle informazioni raccolte al SNC.
Nella seguente tabella vengono menzionati: analizzatore cinestetico, analizzatore statico-dinamico, analizzatore visivo, analizzatore uditivo, analizzatore tattile.
È interessante sottolineare che, l’affinamento di un gesto, la familiarità di un luogo o di una serie di situazioni, il miglioramento della capacità di soddisfare un bisogno o un’esigenza, porta ad una gestione fine degli analizzatori. In altri termini l’individuo apprende come amplificare le percezioni utili al fine che si prepone di raggiungere, discriminando e ponendo in secondo piano, quello che potremmo definire il rumore sensoriale, vale a dire quella gamma di informazioni che sono di fatto inutili in un determinato contesto, e che sarebbero invece fondamentali in un altro.
| Analizzatori preposti al controllo della coordinazione | |
| Analizzatore cinestetico | Con alta capacità di differenziare gli stimoli, è collegato a tutti gli altri analizzatori ed è fondamentale nella percezione spazio-temporale del movimento. L’impiego dell’analizzatore cinestesico consente la gestione ed il controllo del tono funzionale, utile nel compimento di movimenti fini e parziali, ma anche nell’espressione del giusto grado di tensione da esercitare nelle diverse parti di un movimento globale. Coadiuva gli aggiustamenti posturali ed i movimenti in genere, recependo il grado di tensione muscolo-tendinea ed avviando adeguate risposte neuromuscolari. È un valido aiuto nei contesti in cui l’analizzatore visivo non può esprimere pienamente il suo potenziale (es.: nel corso di complesse attività tipiche della ginnastica artistica). |
| Analizzatore statico-dinamico | Trasmette posizione del capo e del corpo nello spazio, assieme a quello cinestetico è detto interno, poiché interne sono le vie attraverso cui passano le informazioni. Permette di percepire spostamento, accelerazione, direzione del movimento e coadiuva il mantenimento ed il ripristino dell’equilibrio. |
| Analizzatore visivo | È il più importante ed elabora l’80% delle informazioni, controllando quello che succede al nostro corpo ed al mondo che lo circonda. Lo stesso processo di apprendimento dell’uomo è consentito per una percentuale analoga agli analizzatori visivi (Salatino, op. cit.). L’analisi visiva è altresì determinante nei movimenti fini e balistici che l’individuo può compiere, ed è alla base della possibilità di memorizzare le caratteristiche degli oggetti e dell’ambiente. |
| Analizzatore uditivo | In grado di fornire informazioni verbali o acustiche (rumore del movimento dei compagni, rimbalzo della palla ecc.). Dopo l’analizzatore visivo è certamente il più importante. Consente di organizzare i movimenti in maniera ritmica, la localizzazione spazio-temporale della fonte sonora. In un contesto di apprendimento motorio consente l’interazione e la trasmissione delle consegne. |
| Analizzatore tattile | Riceve ed interpreta tutti gli stimoli agenti sulla cute, o prodotti dall’azione meccanica. È di fatto indispensabile nella manipolazione, nell’apprendimento della consistenza e della forma degli oggetti. Ma anche nella percezione della propria posizione nello spazio, attraverso l’analisi della distribuzione del peso corporeo, possibile attraverso la sensazione offerta a livello plantare. (G. Cilia, op. cit.) |
(modificato da: L. Becci, F. Balducci, op. cit. 1987)
Dopo aver percepito uno stimolo idoneo a favorire una risposta, l’individuo potrà procedere secondo tre diverse forme di reazione motoria: volontaria e quindi eseguita sotto il controllo diretto della volontà; automatica, se origina da una serie di movimenti volontari che la rendono poi automatizzata, e consente di effettuare gesti ad alta difficoltà coordinativa; riflessa è assolutamente indipendente dalla volontà. Durante un’attività ludica e/o sportiva è possibile assistere alla contemporanea attivazione delle tre forme di movimento.
Tratto da: Il Giovane Campione, di De Pascalis Pierluigi, Aracne Ed., 2010.
1R. Salatino, Il cervello, Giunti editore, Firenze, 2001
2F. Casolo, Lineamenti di teoria e metodologia del movimento umano, Vita e Pensiero, 2002
3 G. Cilia, Educazione fisica. Le basi scientifiche del controllo e dello sviluppo del movimento, Piccin Nuova Libraria, 1996






