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Introduzione alla motricità: gli schemi motori di base
Introduzione all'evoluzione motoria, la strutturazione degli schemi motori di base, la loro sollecitazione e maturazione
A cura di: Redazione
Dalla nascita alla fase adulta un bambino compie innumerevoli cambiamenti sotto il profilo psicofisico. È stupefacente però sottolineare come, in termini percentuali, le modificazioni che avvengono nel corso dei primissimi anni di vita sono le più marcate e significative, e rappresentano altresì le basi per i cambiamenti che avverranno anche nelle fasi successive.
È in questo periodo che prendono forma le capacità comunicative di tipo verbale e non, che gli schemi motori di base compaiono e si rafforzano, che germoglia la personalità del nuovo individuo.
In tale contesto l’espressione del movimento riveste un’importanza cruciale, sia nel consentire un armonioso sviluppo fisiologico, ivi compresa l’ottimale maturazione delle componenti nervose e propriocettive, che sotto l’aspetto cognitivo, per quanto attiene la scoperta, la presa di conoscenza dell’ambiente che lo circonda, evolvendo sino all’acquisizione di concetti come il tempo e lo spazio.
Il movimento corporeo è dunque una delle manifestazioni dell’intera personalità poiché chiama in causa, contemporaneamente, strutture psicologiche ed organiche.
Del resto la consapevolezza stessa del proprio corpo e dello spazio nel quale ci si trova è consentita dalla locomozione e dalla prensione1. Queste due azioni permettono di percepire il mondo esterno e di indagarlo, fornendo le basi per uno sviluppo cognitivo globale.
Il movimento è strutturato in schemi motori di base e schemi posturali. Gli schemi motori di base compaiono per primi, rappresentando il presupposto per il successivo sviluppo della motricità.
Appartengono a questo gruppo le azioni del camminare, correre, lanciare, saltare, arrampicare, ecc. e si collocano nelle tre dimensioni dello spazio e nel tempo. Gli schemi posturali possono essere statici o statico-dinamici (se una parte del corpo resta ferma ed una si muove). Tipici esempi sono flettere, piegare, circondurre ecc. Entrambi (schemi motori e posturali) si evolvono secondo stadi successivi.
Capacità motorie e fisiche sono presupposti funzionali presenti in ogni individuo, seppur in misura differente, che gli consentono l’esecuzione di azioni motorie fisico-sportive. Queste capacità possono essere sviluppate e migliorate tramite esercizi.
La sollecitazione naturale che il bambino compie rispetto agli schemi motori di base lo porterà in ogni caso, col trascorrere del tempo, ad affinare i gesti, a sensibilizzarsi rispetto agli stimoli esterni, a coordinare meglio il suo corpo e a compiere gesti sempre più economici sotto il profilo energetico e performanti sotto l’aspetto concreto.
Tratto da: Il Giovane Campione, di De Pascalis Pierluigi, Aracne Ed., 2010.
1 A. Lapierre; B. Aucouturier, Associazione di contrasti, Ed. Sperling Kupfer, Milano, 1978






