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Il ruolo del feedback - seconda parte
Il feedback estrinseco consiste invece nell’informazione che perviene dal risultato conseguito. Non sempre può essere colto con immediatezza da chi esegue l’azione. Nel caso di un tuffatore, certamente avrà percepito un feedback intrinseco sulla posizione del suo corpo nel momento di ingresso nell’acqua, avrà percepito la violenza dell’impatto, probabilmente la superficie corporea che per prima è venuta a contatto con l’acqua. Ma per avere un’informazioni completa e precisa sull’esito del suo tuffo, dovrà attendere le informazioni derivanti dall’allenatore, oppure visionare un filmato di quanto ha prodotto. Si può affermare che, il feedback estrinseco, supplementa, e a volte reitera, il precedente.
Fornire un feedback estrinseco può assolvere diverse funzioni, come ad esempio stimolare la ripetizione di un gesto altrettanto efficace, o correggere tempestivamente gli errori nella sua esecuzione.
A tal proposito possiamo individuare un feedback estrinseco relativo alla conoscenza del risultato ed un feedback estrinseco relativo alla conoscenza della prestazione1.
La conoscenza del risultato informa l’atleta (o l’esecutore in genere) se l’obiettivo prefissato è stato o meno raggiunto, ad esempio aver percorso i 100metri entro un tempo richiesto.
La conoscenza della prestazione informa l’atleta sulle modalità esecutive del gesto. Ad esempio lo informa se la sua bracciata è corretta, o ne evidenzia gli errori.
Dal confronto fra feedback intrinseco ed estrinseco, l’esecutore potrà dedurre ulteriori parametri che portano all’affinamento del compito motorio.
Lavorando con i bambini, il feedback svolge un importante ruolo sul piano della motivazione, dello stimolo e del rinforzo dell’azione corretta2. Pertanto sia lavorando con i più giovani, che nelle prime fasi dell’apprendimento, sarà utile un suo marcato uso, anche in direzione di incoraggiamenti generici ed esortazioni a continuare.
Il feedback estrinseco presenta numerosi vantaggi: consente di ottenere rapidi miglioramenti nell’apprendimento, contribuisce a motivare l’allievo e lo sollecita a provare ancora, rinforza l’azione realizzata e induce a ripeterla, consente di conoscere la discrepanza del movimento eseguito. Tuttavia ci si potrebbe trovare in situazioni in cui il feedback crea una sorta di dipendenza, con effetti negativi sul futuro apprendimento (Schmidt e Wrisberg, op. cit). Si può prevenire tale condizione impiegando in modo massivo il feedback ad inizio performance, per poi ridurlo gradatamente sino al completo annullamento. Tale atteggiamento, oltre a prevenire i negativi effetti della dipendenza, stimola e facilita l’apprendimento autonomo e l’auto analisi del gesto. Naturalmente occorrerà preventivamente stabilire un “range d’errore” all’interno del quale non viene emesso feedback.
Tratto da: Il Giovane Campione, di De Pascalis Pierluigi, Aracne Ed., 2010.
1 M. Lombardozzi et. al, Giochi sportivi, Piccin Nuova Libraria, Padova, 2000
2 M. Lombardozzi et. al, op. cit






