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Gli organi del Sistema Tonico-Posturale - seconda parte
Gli organi del Sistema Tonico Posturale: il piede e le potenziali problematiche posturali che può indurre.
Gli organi del Sistema Tonico-Posturale
Nell’attività motoria e sportiva si tende generalmente a dare scarsa importanza al piede considerato, spesso e semplicisticamente, come qualcosa che serve per muoversi sul terreno. Esso rappresenta invece una delle cause più frequentemente all’origine di quadri patologici su base posturale(1). Raramente si pensa, infatti, che questo "organo" è chiamato a sopportare notevoli sollecitazioni in funzione dell’attività praticata, come brusche accelerazioni, arresti repentini, ripetuti slittamenti, violente ricadute e cambi di direzione. In queste situazioni il carico di lavoro può essere elevatissimo e le articolazioni sono costrette a sopportare forze pari a multipli del peso corporeo.
Alcuni calcoli hanno mostrato, ad esempio, che per una distanza di 1.500 metri in un soggetto di 70 Kg, ogni piede sopporta più di 60 tonnellate durante la marcia normale, e 110 tonnellate durante la corsa a 12 Km/h(2). L’azione "biomeccanico" del piede è quindi essenziale e consiste nell’assorbire l’energia meccanica generata nell’impatto con il suolo, immagazzinarne parte sotto forma di energia elastica e nel trasmettere, nella fase di spinta, la forza generata dai muscoli: una sorta, insomma di ammortizzatore biologico.
Oltre alla funzione meccanica, al piede spetta un altro fondamentale compito: quello di informare sulle sollecitazioni alle quali è sottoposto e sulla natura del terreno sul quale viene ad operare. L’esterocettore plantare permette di situare l’insieme della massa corporea in rapporto all’ambiente, grazie a delle misure di pressione a livello della superficie cutanea plantare. Quest’ultima rappresenta l’interfaccia costante tra l’ambiente ed il S.T.P. Essa è ricca in recettori e possiede una soglia di sensibilità molto elevata (i baropressori percepiscono le pressioni anche di 0,3 gr). Essi forniscono informazioni sulle oscillazioni dell’insieme della massa corporea e si comportano dunque come una piattaforma stabilometrica(3).
Le informazioni plantari sono le uniche a derivare da un recettore fisso direttamente a contatto con un ambiente immobile rappresentato dal suolo.
Le terminazioni nervose stimolate durante la stazione eretta e il movimento fanno, infatti, del piede un organo "posturale" ed uno straordinario informatore del cervello(4) ; i nervi sensitivi trasmettono ad esso tutte le informazioni recepite, principalmente al livello della cute, dei tendini e delle articolazioni: sensazioni tattili, vibratorie, spaziali e traumatiche. Grazie a queste informazioni, associate a quelle provenienti da altre fonti quali occhi, labirinto e mandibola, il cervello formula una risposta motoria modulata, estremamente importante, in quanto rappresenta uno degli elementi principali di salvaguardia della integrità di tutto l’apparato locomotore. A livello del piede si raccolgono, tuttavia, anche informazioni relative alla propriocezione muscolare e articolare.
Nell’ambito delle problematiche posturali, il piede può presentarsi in tre modi diversi:
- come elemento causativo, responsabile principale dello squilibrio posturale
- come elemento adattativo, quando tampona uno squilibrio che viene dall’alto (generalmente dagli occhi e dai denti). In un primo momento l’adattamento è reversibile poi si fissa alimentando lo squilibrio posturale
- come elemento misto: i piedi presentano contemporaneamente un versante adattativo e un versante causativo
(1) Fusco M., Atlas of Plantar Posturology
(2) Rothbart A., Pressure Plate Analysis
(3) Ceccaldi M., Apport de podometrie électronique dans l’étude du facteur podale dans les troubles du tonus de posture
(4) Souchard P., Gymnastique classiche - Rééducation Posturale Globale





