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La tecnica IOP (Istituto Ortopedico Pini). La tecnica Comisso.
Analisi e caratteristiche della tecnica dell'Istituto Ortepedico Pini e della tecnica Comisso.
Riflessi
È una tecnica semplice e basata sul lavoro in scarico, che inibisce o comunque limita le risposte dei riflessi statico-cinetici derivanti da precarie condizioni di equilibrio statico. Questa tecnica prevede l’utilizzo dell’inclinazione delle cosce al fine di regolare l’altezza del bacino la cui chiusura sarà direttamente proporzionale al grado di bloccaggio delle vertebre in senso lombo-celebrale. Negli interventi sui casi di cifosi la spalla posta verso la cavità della colonna vertebrale dovrà essere allontanata dal fianco corrispondente. Nei casi di strapiombo, porteremo in linea il bacino e poi estenderemo l’arto dal lato della concavità.
Le posizioni della tecnica IOP sono fondamentalmente tre:
- 1° posto in quadrupedia, in appoggio sugli arti inferiori, il soggetto avrà una posizione leggermente lordotizzata e il bacino in lieve antiversione. In questa
posizione il rachide lombare è sbloccato. - 2° posizione: in quadrupedia, busto parallelo al suolo, bacino in lieve retroversione, il rachide lombare risulta semi libero.
- 3° posizione: Dalla quadrupedia il busto viene flesso leggermente verso il bacino assumendo una posizione cifotizzata con conseguente retroversione del bacino. Il rachide risulta bloccato a livello lombare. Con il busto inclinato sopra l’orizzonte (spalle più alte rispetto al bacino) il rachide sarà tanto più libero quanto maggiore l’angolo tra femore e rachide e viceversa.
Secondo la tecnica IOP è possibile classificare le scoliosi a curava unica in:
- totale (braccia e gambe dal lato concavo in trazione)
- dorsale (gambe simmetriche, braccio dal lato della concavità in trazione
- lombare (braccia simmetriche, gamba dal lato della concavità in trazione
E le scoliosi a curva doppia aventi braccio e gamba in trazione dal lato della concavità in dorsale e lombare > dorsale; dorsale e lombare > lombare; dorsale e lombare > normale.
Tali classificazioni ci consentono di intervenire sempre nei punti adeguati.
Secondo Muzzarelli l’azione traente della quale beneficia la riequilibrazione diviene negativa per i corpi vertebrali, sottoposti a rotazione.
Pertanto egli propone di opporre una resistenza con le mani a livello della caviglia dell’arto da allungare. Altra importante differenza è data dal fatto che, il lavoro proposto dalla tecnica IOP è di tipo isotonico, quello proposto da Muzzarelli è di tipo isometrico.
Un valido esercizio nei casi di disequilibrio a livello del rachide consiste nel porre il soggetto in decubito supino e con le gambe piegate. Sfruttando la tematica dei contatti lo si invita a sollevare l’arto opposto al lato del bacino dal quale avverte un contatto meno forte. Il soggetto dovrà sollevare la gamba sino a sentire un’egual pressione. Una volta raggiunta la situazione di equilibrio si chiederà al soggetto di tornare nella posizione di partenza prestando attenzione a sentire ancora i contatti in ugual intensità (fig 06).
La tecnica IOP fornisce diversi vantaggi come la possibilità di localizzare l’esercizio sul punto del rachide interessato, assenza di movimenti o azioni pericolose o nocive poiché si svolge in quadrupedia, facilità di graduazione del livello d’intensità. Per contro prevede solo esercizi in scarico e senza dare la giusta rilevanza all’aspetto psicomotorio.
La tecnica Comisso
Prende il nome dal medico triestino che la mise in pratica partendo dal presupposto che, le scoliosi scheletriche non devono essere trattate con la ginnastica correttiva pochè un’eccessiva mobilità della colonna vertebrale scoliotica si favorisce un aumento delle curve sotto l’azione del carico. Pertanto, secondo Comisso, gli esercizi devono essere improntati e finalizzati all’inversione della curva scoliotica tramite un movimento attivo. Il movimento di correzione è quello comune a tutte le tecniche e prevede di innalzare la spalla ed abbassare il bacino dal lato della convessità, dando maggiore o minore importanza alle due alterazioni in funzione del grado della curva, e comunque prevale d’importanza nel trattamento la regione del bacino nei casi di scoliosi lombare e, e la regione del cingolo scapolo omerale nei casi in cui prevale la scoliosi dorsale. Il compito motorio si evolverà passando in rapida successione da un massimo rilassamento ad una rapida contrazione. La fase passiva sarà invece molto lenta.






