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Esercizio isocinetico - seconda parte
Caratteristiche e peculiarità del lavoro isocinetico, vantaggi nelle resistenze accomodanti e proporzionali alla forza espressa.
Il concetto di esercizio isocinetico fu sviluppato da James Perrine e introdotto nella letteratura scientifica nel 1967 da Hislop e Perrine (1967) e Thistle, Hislop, Moffroid e Lohman.
Le apparecchiature isocinetiche sono strumenti che consentono di effettuare esercizi muscolari a velocità costante lungo l’intero arco di movimento.
Dopo una fase di accelerazione, una volta raggiunta una data velocità angolare, l’apparecchio isocinetico rende impossibile il superamento di tale velocità poiché la forza muscolare che consentirebbe di aumentare la velocità della leva, viene assorbita dall’apparecchio e restituita come resistenza.
Questo vuol dire che la resistenza che il soggetto incontra è uguale al suo sforzo.
Quindi poiché la massima forza varia secondo l’angolo articolare, anche la resistenza meccanica incontrata dal muscolo varierà col variare dell’angolo articolare, in modo che alle estremità dell’arco di movimento sia bassa ed aumenti proporzionalmente man mano che aumenta il vantaggio meccanico della leva.
Questo crea una forma sicura ed efficace di esercizio rispetto a quello isotonico, che carica al massimo il muscolo nei suoi punti più deboli.
A causa dei meccanismi di controllo la velocità fissa non può essere aumentata dall’ arto in movimento; la forza in eccesso che tenderebbe ad accelerare il braccio di leva dell’apparecchio viene assorbita e restituita come aumento di resistenza applicata al segmento corporeo in movimento.
Ne deriva che la resistenza che il paziente deve affrontare è "accomodante", quindi costantemente proporzionale alla forza espressa dal paziente stesso.
Queste caratteristiche dell’ apparecchiatura isocinetica ne fanno uno strumento molto versatile che si presta ad un impiego in valutazione funzionale, in rieducazione e in allenamento.
E’ uno strumento indispensabile nei moderni protocolli in quanto consente di raggiungere nel modo migliore e in tempi relativamente rapidi gli obiettivi prefissati.
Il test isocinetico serve a mettere in evidenza le caratteristiche
e i valori di forza e resistenza del soggetto.
Confrontando poi tali valori con quelli dell’arto sano controlaterale ed eseguendo test successivi, si ottiene una lettura immediata del percorso da compiere, degli esercizi più appropriati per un recupero e dei progressi ottenuti.
L’apparecchio isocinetico, impiegato come strumento di valutazione della performance muscolare, rappresenta un importante ausilio per determinare oggettivamente le condizioni del paziente e monitorarne i miglioramenti durante il trattamento riabilitativo.
Il test isocinetico fornisce un’ ampia serie di parametri per esplorare la funzionalità muscolare lungo l’ intero arco di movimento.
Il parametro più rilevante è il "Picco di Forza" (Peak Torque) cioè la forza massima che il paziente riesce ad esprimere durante l’ esercizio.
Da questo dato si può ricavare la potenza istantanea moltiplicandolo per la velocità (forza x velocità) ed il lavoro moltiplicandolo per l’ arco di movimento (forza x spostamento).
In tal modo si possono confrontare i parametri dell’ arto leso con quelli dell’ arto sano.





