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Esame e valutazione posturale del soggetto
Procedura d'esame del soggetto volta alla valutazione posturale. Gli elementi principali da analizzare e l'anamnesi patologica prossima.
Esaminare un soggetto consta di un esame obiettivo che inizia con la disamina generale del soggetto per inquadrarne la costituzione, i caratteri somatici e quelli psichici.
Si procede poi ad un successivo esame riguardante le varie posizioni principali del soggetto, stazione eretta (di fronte, di dorso, di fianco), in decubito supino e prono; il tutto osservando scrupolosamente il soggetto nella sua globalità e non restringendo il campo dell’indagine alla sola zona nella quale il soggetto avverte e localizza la sintomatologia dolorosa. E’ consigliabile tuttavia prima di procedere a questa seconda fase, compiere un’anamnesi del soggetto prendendo in particolare considerazione il fattore età, dato questo che ci aiuta ad orientarci meglio, escludendo per esempio determinate affezioni che non sono proprie dell’età del soggetto che stiamo esaminando; fattori come il sesso, per esempio quello femminile è più esposto alla scoliosi; l’ambiente, la provenienza geografica, lo stile di vita, le abitudini sportive; precedenti familiari, che possono essere la causa di una possibile trasmissibilità ereditaria.
Anamnesi patologica prossima, cioè risalire al periodo di insorgenza di disturbi, stabilirne l’intensità, la durata, il ritmo durante l’arco della giornata.
Quando si effettua l’esame obiettivo del soggetto è necessario tenere in considerazione i rapporti esistenti tra le parti del corpo, per esempio tra un arto ed il suo omologo controlaterale; per il tronco, i rapporti esistenti tra il cingolo scapolare ed il bacino.
Durante l’esame obiettivo il soggetto dovrà mantenere la posizione che in letteratura medica viene definita "anatomica" o "neutra" cioè la stazione eretta con i piedi leggermente divaricati (distanti circa 10 cm) con gli arti superiori che cadono lungo i fianchi e accostati al tronco, le palme delle mani in supinazione, le spalle e il bacino paralleli tra di loro.
Il corpo così orientato sarà il primo riferimento che permetterà di esprimere in gradi la posizione assunta dal segmento preso in considerazione nei diversi piani di movimento rispetto alla posizione neutra iniziale, definita "punto zero".
L’esame obiettivo può immediatamente indirizzare l’attenzione verso un ben evidenziato tipo di problema tuttavia dovremo essere prudenti nelle nostre valutazioni poiché non è infrequente trovarsi di fronte a situazioni di compenso che potrebbero indurci in errori di interpretazione, ad esempio una iperlordosi del rachide lombare può nascondere un atteggiamento obbligato dell’anca in flessione, in questo caso opportune manovre ci saranno di valido aiuto.
Quando esaminiamo un soggetto nella sua posizione neutra, quello che dovremo ricercare, saranno le eventuali asimmetrie le quali potremmo riscontrare con una scrupolosa e accurata osservazione degli arti inferiori; del bacino; della colonna vertebrale; delle spalle; del torace e dell’addome.
E’ importante ricordare che l’esame obiettivo potrebbe risultare insufficiente ai fini di una corretta valutazione del soggetto, in tal caso questo va completato con esami strumentali specifici i quali sono di competenza del medico specialista.






