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Paramorfismi e dismorfismi
Classificazione e caratteristiche delle alterazioni corporee. Le peculiarità dei dismorfismi e dei paramorfismi.
A cura di: Dott.ssa Elisabetta Berardi
Se osserviamo un soggetto da un punto di vista clinico le alterazioni che riguardano la morfologia corporea normale, siano esse di origine “ascendente” o “discendente” si distinguono in paramorfismi e dimorfismi.
Quando ci si riferisce ai primi, vediamo come le alterazioni della morfologia corporea siano il risultato di posizioni scorrette e atteggiamenti posturali viziosi che con il tempo sono causa di dolore.
I paramorfismi di solito sono forme reversibili che si possono correggere attraverso esercizi specifici di rieducazione posturale, sono in generale forme transitorie, che non comportano, se trattate adeguatamente, alterazioni delle strutture scheletriche. Tuttavia anche se nella maggioranza dei casi i paramorfismi sono forme reversibili (spesso regrediscono spontaneamente), devono comunque essere diagnosticate precocemente per essere trattate con successo.
Nell’età dello sviluppo queste alterazioni morfologiche non devono essere sottovalutate e trascurate altrimenti si possono trasformare in forme assai più gravi che causano modificazioni della struttura scheletrica meglio conosciute come dismorfismi.
I dismorfismi portano a delle modificazioni strutturali della normale morfologia corporea che, per essere corrette, necessitano di un trattamento ortopedico adeguato.
Anche se i dismorfismi sono forme più importanti rispetto ai paramorfismi, se trattati precocemente e con interventi adeguati possono migliorare, ma al contrario, trascurati e sottovalutati si aggravano e progressivamente provocano disturbi funzionali; particolare riferimento a problemi respiratori e circolatori che possono alterare la normale funzione dei processi fisiologici vitali dell’individuo.
Riassumendo, possiamo distinguere le alterate modificazioni corporee nelle seguenti forme:
- Statiche: sono quelle forme che restano invariate durante l’età evolutiva, vale a dire quelle sindromi che non regrediscono né evolvono e che non mutano con il divenire adulto del soggetto.
- Involutive: sono quelle forme che regrediscono spontaneamente e sono tipiche di un particolare periodo della vita di un individuo (età evolutiva).
- Evolutive: sono quelle forme che evolvono, peggiorano e si aggravano (dismorfismi).
Di seguito, elencheremo quelle forme che rappresentano le più frequenti alterazioni morfologiche che hanno la comune caratteristica di manifestarsi o svilupparsi nel corso dell’età evolutiva.
- Piede piatto dell’adolescenza
- Ginocchio valgo dell’adolescenza
Le accentuazioni delle curve fisiologiche del rachide:
- Cifosi dorsale
- Lordosi lombare
Deviazioni laterali del rachide:
- Atteggiamento scoliotico
- Scoliosi






