Campionato e salvezza
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Campionato e salvezza

Come ormai da diverse settimane a questa parte l'unica nota di interesse del campionato è data dalla lotta per non retrocedere. In settimana..

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Come ormai da diverse settimane a questa parte l'unica nota di interesse del campionato è rappresentata dalla lotta per non retrocedere.

L'attenzione, in settimana, si è però concentrata sulla finale di Champions, conclusasi con la vittoria del Milan nei confronti del Liverpool, nella riedizione della sfida di Instanbul di 2 anni fa. In quell'occasione i rossoneri avevano rivissuto nel primo tempo i fasti dell'epopea sacchiana, per la qualità e la mole di gioco praticata. 6 minuti di incredibile follia calcistica nel secondo tempo e la proverbiale lotteria dei rigori negarono al Milan la gioia europea. Ad Atene invece gli uomini di Ancelotti giocano sottotono, vanno in vantaggio con un gol quantomeno fortunoso, amministrano ed alla fine portano a casa il trofeo. Tutta la sfortuna di Instanbul si rovescia sui Reds, che devono essere orgogliosi di essere giunti in finale battendo Barcellona , PSV e Chelsea. Balugrana e Blues erano senza dubbio tra i favoriti, e Rafa Benitez può ben dire di aver fatto il massimo. Il Milan ha avuto un cammino relativamente più agevole. Celtic e Bayern Monaco, grandiose squadre per blasone, non hanno le risorse umane per avvicinare il Milan in questo momento. Il vero capolavoro Ancelotti l'ha confezionato umiliando il Manchester a San Siro, vincendo per 3-0 contro la squadra che nel turno precedente ne aveva rifilati 7 alla Roma.

Adesso il Milan è la squadra che nel mondo ha collezionato più trofei internazionali. Da quando Berlusconi è presidente del club i rossoneri hanno vinto addirittura 5 Champions League (o Coppe dei Campioni). Paolo Maldini , calciatore straordinario che meriterebbe il pallone d'oro come nessuno, è stato protagonista di tutte queste vittorie, e non può che fare piacere la sua decisione di continuare a giocare per un altro anno.

Scendendo dall'Olimpo del calcio europeo, passiamo a trattare le beghe di casa nostra.
L'ultimo campionato ha dimostrato senza ombra di dubbio che avere 20 squadre impegnate nel torneo è uno sproposito che il calcio italiano non può permettersi. È auspicabile una diminuzione delle squadre, a 16 sarebbe l'ideale. Non è escluso che quando Juventus, Napoli, Bologna, Genoa saranno nuovamente in serie A non si proceda ad un drastico taglio.

In questo contesto si innesta la polemica di questi giorni che vede coinvolti il Catania e la Reggina, per il pareggio dei calabresi contro l'Empoli per 3-3, dopo essere stati in svantaggio di 3 gol. Con un campionato così lungo troppe squadre nelle ultime giornate non hanno un obiettivo. In Serie A, poi, non si praticano play-off e play-out che garantirebbero un certo interesse anche alle ultime giornate. I siciliani sono furibondi, ed hanno domandato a gran voce che l'ufficio indagini si attivi per accertare i fatti. La cosa che lascia maggiormente perplessi è che quando 2 squadre cercano il "biscotto" tengono un profilo piuttosto basso, non si vanno ad impelagare in una clamorosa rimonta. Guardando la partita, poi, non si sente l'inconfondibile odore di pasticceria…

Il Catania è molto nervoso perché sono i rossoblu a rischiare. È abbastanza semplice immaginare che Lazio e Milan non metteranno a rischio l'incolumità dei propri giocatori contro Siena e Reggina, che si giocano il futuro. Quindi il Catania deve vincere contro il Chievo. A cui basterebbe un pari. Tutto molto difficile. E difficilmente ipotizzabile alla fine del girone d'andata, quando il Catania pareva addirittura in lotta per il quarto posto, alle spalle di un Palermo certo della partecipazione ai preliminari che guardava con occhio attento alle vicende di casa Roma, seconda in classifica.

In molti a Catania sospettano che la situazione dei siciliani non faccia strappare le vesti. E probabilmente è vero. Gli ultras catanesi si sono dimostrati in questi anni ingestibili. E sono stati protagonisti della morte di un poliziotto, l'ispettore Raciti, assurdamente caduto in servizio. Ciò non toglie che i siciliani si trovino in questa situazione per colpa loro e del loro ambiente, e che gridare al complotto non servirà a nulla.