Il calcio ha già dimenticato
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Il calcio ha già dimenticato

Il calcio non può cambiare e non si può fermare. A tre settimane dal decreto d'urgenza per quanto accaduto all'ispettore Raciti, si torna..

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Nel mondo dell'informatica è arrivato Windows Vista, l'economia riprende a camminare, perfino nel mio ufficio abbiamo buttato giù un muro e cambiato le scrivanie. Ma il calcio , quello no, non può cambiare.
A tre settimane dalla morte dell'ispettore di polizia Raciti e la conseguente promulgazione di un decreto d'urgenza da parte del governo italiano, siamo di nuovo qui con Gazzetta o Corriere dello Sport a disquisire se lo scudetto dell'Inter abbia un vero valore con la Juve in B o su quale sarà la squadra ad occupare la quarta piazza.

Non che nel fare quattro chiacchiere con gli amici sullo sport più amato dagli italiani ci sia qualcosa di male. Ma c'è qualcosa che fa riflettere .
Dopo i primi giorni di cordoglio i toni hanno continuato a seguire il medesimo registro. Ed alla fase giustizialista siamo riusciti ad addivenire con più rapidità del solito al "problema sociale". Non c'è dubbio che la violenza negli stadi sia un indice evidente del disagio sociale. Ma il fatto che esista un disagio solleva forse lo Stato dal difendere i cittadini onesti dagli esagitati e dai violenti?
Ci sarà poi da interrogarsi sulla strumentalizzazione delle curve italiane da parte di formazioni extra parlamentari quando non extra costituzionali della destra post fascista, con significative eccezioni a Terni e Livorno, dove invece che inneggiare al duce ed al nazismo, si festeggia il compleanno di Stalin.

Il calcio è uno dei pochi fenomeni realmente aggregativi , identitari, del nostro Paese. E la copertura mediatica di questo fenomeno non conosce pari. Lo stadio diventa allora il luogo nel quale gruppi oltranzisti riescono ad ottenere quella visibilità che gli è giustamente negata in ogni altro luogo.
Passiamo adesso al calcio giocato, anche se il campionato in corso è senza dubbio il più modesto che io ricordi. Anche grazie al salto della terza giornata, che l'avrebbe vista opposta alla Roma, l'Inter rimpingua il suo record, unico motivo di interesse nelle parti alti della classifica. 15 vittorie consecutive, un anno appena dopo che Totti e company avevano festeggiato l'immortale record delle 11, sono il segnale più evidente della rovinosa caduta del livello tecnico del torneo.

Gli uomini di Mancini non hanno certamente colpa se le altre formazioni sono ridicolmente modeste, ma rimane la considerazione che l'undici di Moratti non ha mai perduto in questo campionato, vincendo per quasi un intero girone.
La Roma tiene il passo , ma rimane a ben undici lunghezze. Quasi quattro partite di differenza. Per riuscire nel recupero occorrerebbe un crollo verticale dell'Inter, al momento nient'affatto immaginabile.

La lotta per il quarto posto è l'ultimo barlume di interesse insieme alla lotta salvezza. Il Palermo è in crisi , gioca male e perde spesso. Si aprono scenari impensati per le squadre che inseguono che intravedono la possibilità di attaccare il quarto posto. Il Milan, rinforzato nel mercato invernale dagli innesti di Oddo e Ronaldo, è quasi certo della qualificazione, mentre le più accreditate a attaccare la posizione dei rosanero sembrano la Lazio e la Fiorentina.
Splendido il campionato dei viola, partiti con un handicap di 15 punti ed ora a soli 7 punti dalla quarta piazza. Al netto della penalizzazione gli uomini di Prandelli sarebbero a soli 2 punti dal celebrato Palermo e con una partita giocata in meno.

Non male anche la stagione della Lazio , che sta mantenendo le posizioni dello scorso torneo. Il Milan è vittima di una stagione partita con il piede sbagliato, ma gli innesti di due calciatori come Oddo e Ronaldo potrebbe dare ai rossoneri un buono sprint per il prosieguo della stagione. Strepitoso l'Empoli di Cagni ed eccellente il Catania, che dovrà reagire allo stadio a porte chiuse fino alla fine dell'anno.

Il Messina , dopo un avvio incredibile, ha esonerato il povero Giordano dietro la spinta degli ultras.
Il Parma, non contento di avergli messo a disposizione una rosa ridicola, ha deciso di esonerare l'incolpevole Pioli, per sostituirlo con il navigato Ranieri. L'Ascoli sembra condannato, ma ha accorciato le distanze dalla quart'ultima.