Inter: fuga per la vittoria
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Inter: fuga per la vittoria

Sette punti dalla più immediata inseguitrice, otto dalla terza. L'inter ha in pugno questo campionato. UN torneo segnato pesantemente ..

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Sette punti dalla più immediata inseguitrice, otto dalla terza. L'Inter ha in pugno questo campionato. Un torneo segnato pesantemente dallo scandalo di calciopoli, dalle penalizzazioni, dall'assenza di Moggi e compagnia telefonando. Segnato anche dalla poderosa voglia di riscatto di Massimo Moratti , pronto a legittimare lo scudetto di carta con una stagione grandiosa. Acquisti sensazionali, ma mirati. Ibra, Viera, Crespo. Giocatori di spessore per una squadra che necessitava di calciatori abituati alle pressioni ed alla vittoria.Nella quindicesima giornata gli uomini di Mancini svolgono abilmente il compito non senza qualche difficoltà. Tre reti nella porta dell'Empoli, in casa della formazione toscana, fino a quel momento fiera ultima nella classifica delle reti subite.
Crespo da il via alla vittoria nerazzurra, e non è la prima volta. L'ingaggio dell'argentino è uno dei segreti della grande annata di Mancini, ed uno dei più grandi rimpianti dei dirimpettai milanesi, alle prese con l'oggetto misterioso Oliveira ed il fantasma di Gilardino.

La Roma cade , e lo fa fragorosamente quanto inaspettatamente. In casa della Lazio i giallorossi subiscono il più pesante passivo mai registrato ai loro danni nella storia del derby capitolino. 3 reti frutto di una supremazia biancazzurra esplicitata in maniera veemente nella seconda frazione di gioco. Apre la festa di Delio Rossi un gran gol di Ledesma, che batte Doni da distanza siderale con un sinistro di precisione e potenza. Raddoppia Oddo al termine di un'incredibile scenetta nella quale l'inetto Rosetti dapprima nega e poi concede un rigore lapalissiano. Terzo ed ultimo gol di Mutarelli a porta spalancata dopo un delizioso cucchiaio di Mauri ai danni del portiere in uscita. La Lazio scala la classifica ed è solo a due punti dalla zona Champions. La Roma si interroga sulle proprie potenzialità probabilmente sopravvalutate.
Il Milan stenta in casa contro il ritrovato Torino di Zaccheroni. Incredibile annata degli uomini di Ancelotti, che al netto degli otto punti di penalizzazione sarebbero comunque a 18 punti dall'Inter. La Fiorentina, invece, viaggia ad una media decisamente migliore. Sarebbero 26 i punti di Prandelli se in estate non gliene avessero comminati 19, ridotti a 15, di handicap. I viola sono già al sicuro rispetto all'incubo retrocessione, e guardano con interesse all'evolversi della crisi in casa rossonera.

Il Palermo , terza forza del campionato, annichilisce al Barbera il Livorno, con tre marcature ed un gioco spumeggiante. I rosanero giocano un calcio sorprendente rispetto al solito gioco praticato da Guidolin, con attacchi veloci e reitarati, ottime sovrapposizioni sulle fasce ed un intramontabile Corini in cabina di regia. A 31 punti il Palermo pare essersi garantito il terzo posto e la qualificazione alla coppa più importante.

In coda, situazione caotica. I 4 punti restituiti dall'Arbitrato alla Reggina portano gli uomini di Mazzarri ad occupare la penultima piazza. L'Ascoli, nonostante la cura Sonetti, non pare destinato a rimanere nella massima serie, mentre il Messina di Bruno Giordano avanza a tappe forzate verso il baratro.

La sedicesima giornata è nuovamente favorevole alla banda Mancini. I nerazzurri affrontano sul terreno amico lo spaurito Messina che rinuncia a bomber Riganò causa infortunio. Gli uomini di Spalletti hanno di fronte, all'Olimpico, il redivivo Palermo, reduce da un brutta uscita dalla Uefa, ma che si presenterà a Roma con tutti i titolari, compreso il temibile Amauri di questi tempi. Antipasto del turno è Fiorentina – Milan, big-match incomprensibilmente spostato nell'infausto orario di Sabato pomeriggio. Per la lotta alla quarta piazza la Lazio affronta il Livorno dopo la sbornia del derby.