Difesa personale… e della propria femminilità
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Difesa personale… e della propria femminilità

Ving Tsun: un semplice, rapido ed efficace stile che, senza rinunciare alla propria femminilità, permette di apprendere, oltre alla difesa personale, un nuovo stile di vita

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Difesa personale… e della propria femminilità

Potenza, prestanza atletica, esplosività nei movimenti. Sono solo alcuni dei requisiti fondamentali per praticare con successo un'arte marziale di tipo tradizionale. Spesso però queste caratteristiche non fanno parte del bagaglio atletico di una praticante donna, perlomeno non tutte: potenza, resistenza ai colpi e un atteggiamento mentale "aggressivo" solitamente sono appannaggio dei praticanti di sesso maschile, cosa che per lungo tempo ha tenuto alla larga numerose praticanti dal tatami (tradizionale superficie di allenamento).

Il perché di questa scelta è presto spiegato; le metodologie di allenamento delle arti marziali tradizionali prevedono l'utilizzo di tecniche che risultano dolorose e addirittura inutilizzabili per una persona che non sia dotata di arti robusti e allenati, nonché una preparazione atletica eccellente. È questo il motivo per cui sono nate le tecniche di condizionamento osteo-muscolare. Questa pratica, che a grandi linee si pone come obiettivo quello di irrobustire gli arti mediante ripetizione di colpi contro bersagli di vario tipo, o addirittura contro gli arti di un compagno di allenamento, a lungo andare può generare problemi di varia natura, dovuti alle micro lesioni che l'osso subisce. Con premesse del genere è facile intuire perché una donna preferisca impiegare il proprio tempo libero in altre attività, nonostante magari la voglia di praticare un'arte marziale sia tanta. Non si tratta solo di accettare lividi e dolori diffusi dovuti all'allenamento, bensì di rinunciare in parte alla propria femminilità, patrimonio irrinunciabile di ogni donna.

Quel che pochi sanno, però, è che ci si può allenare con un metodo incredibilmente piacevole e dolce, senza urti o dolori, apprendendo un'arte marziale tra le più efficaci per la difesa personale. Il Ving Tsun, antica disciplina originaria del sud della Cina, venne sviluppato da una monaca del monastero di Shaolin, nel quale viveva secondo le regole del tempo, praticando arti marziali e meditazione. Si tratta di un cosiddetto "stile interno" vità e fisicità nel combattimento, preferendo un approccio più logico, flessibile e privo di durezza nei movimenti.

Può l'opera di una persona reinterpretare completamente il concetto di combattimento, così sentito all'epoca, riuscendo ad adattarlo a precise regole, alle caratteristiche fisiche di una donna e soprattutto senza imporre rinunce di alcun tipo a chi lo pratica, prima tra tutte la femminilità? Pare proprio di sì, perché il Ving Tsun che viene insegnato presso le scuole della EVTF, European Ving Tsun Federation, propone al pubblico tutta l'essenza e la storia di un metodo sviluppato per la pura difesa personale, nel quale sono banditi tutti i movimenti di blocco degli attacchi, che invece rimangono prerogativa degli stili di combattimento tradizionali. L'intima essenza del Ving Tsun EVTF si basa sulla cedevolezza dei movimenti, sullo sfruttamento intelligente della forza dell'avversario e su concetti unici, come la linea centrale dell'avversario, ovvero il suo asse di simmetria.

Esercizi appositamente studiati, come il chi-sao, accompagnano per mano il praticante alla scoperta di una nuova sensibilità, sia fisica sia mentale, consentendo di creare automatismi indipendenti dalla mente conscia. Si impara in questo modo a reagire in tempi ridottissimi, per impulso e non sulla base di un ragionamento, senza mai incorrere in un impatto diretto con l'avversario che, specialmente quando questi è più forte fisicamente, potrebbe risultare totalmente inutile, oltre che doloroso.

Il Ving Tsun EVTF è anche una filosofia di vita, grazie ai millenari concetti del Chi Kung, pratica espressamente dedicata al rilassamento fisico e mentale, grazie al quale si può imparare a migliorare la propria respirazione, le proprie capacità motorie, affinando anche le proprie percezioni mentali.