Palestre: per l’Unione Europea la sicurezza è al primo posto
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Palestre: per l’Unione Europea la sicurezza è al primo posto

L'Unione Europea si attiva per la verifica degli standard di sicurezza delle palestre, e pone al primo posto questa sentita necessità

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Palestre: per l’Unione Europea la sicurezza è al primo posto

Si chiama "Palestre sicure, attività motorie e benessere dei consumatori" il progetto, approvato dalla direzione generale per la salute e la tutela dei consumatori della Commissione Europea (convenzione n. 17.020100.01/380962), avente ad oggetto il monitoraggio delle palestre di sei paesi appartenenti all'Unione Europea: Italia, Francia, Danimarca, Grecia, Svezia e Gran Bretagna. Notevole il dispiegamento di forze economiche: saranno, infatti, complessivamente devoluti ben 700 mila euro, a cui si aggiungeranno, per l'Italia, ulteriori 350 mila euro stanziati dal ministero delle Attività Produttive al fine di consentire l'allargamento del campione di rilevazione da 350 impianti pubblici a 850.

Si tratta di una ricerca su ampia scala, che si svilupperà attraverso la preliminare individuazione della normativa di riferimento, relativa, in particolare, ai dispositivi e alle attrezzature impiegate nella pratica sportiva, la qualità ed efficacia dei sistemi di sicurezza e la competenza del personale preposto all'insegnamento delle varie discipline. Il coordinamento generale sarà affidato all'Associazione consumatori utenti (Acu); i dati così raccolti, verranno successivamente comparati con quelli delle altre realtà europee coinvolte nello studio, così da identificare eventuali correttivi e miglioramenti per tutto il settore, con particolare occhio di riguardo alla prevenzione dei sinistri.
Notevole attenzione, inoltre, sarà dedicata all'annoso problema dell'accessibilità alle strutture da parte dei disabili, con ampio riferimento all'attività fisica praticata a scuola.
Obiettivo dell'intero progetto, quello di istituire una tavola rotonda permanente e interattiva fra tutti i paesi partner, momento questo prodromico rispetto alla successiva promulgazione di un reticolato normativo in grado di uniformare, a livello europeo, i parametri di sicurezza e di agibilità degli impianti. Vale, infatti, la pena ricordare, che in Italia non esiste, allo stato attuale, un vero e proprio percorso formativo legislativamente codificato per gli istruttori di fitness, a conferma, se ancora ve ne fosse bisogno, dei gravi difetti strutturali dell'intero settore.

Nel frattempo, sembrano essere le Regioni le istituzioni più attive dal punto di vista delle iniziative legate allo sport in palestra. Il progetto "Più sport@scuola", promosso dall'assessorato allo sport della Regione Veneto per l'anno scolastico 2004/2005, con un finanziamento complessivo di 1,5 milioni di euro, ha fatto registrare, infatti, una larghissima adesione da parte delle scuole elementari, medie e superiori.
Scopo dell'iniziativa, quello di consentire agli insegnanti di educazione fisica di promuovere un numero ulteriore di ore dedicate all'Educazione Fisica rispetto a quelle previste dal programma scolastico. Il risultato complessivo è stato il raggiungimento di ben 56.865 ore di ginnastica in più rispetto a tutte le altre regioni italiane, e la conseguente aggiudicazione di cospicui fondi, tra cui spicca la provincia di Vicenza che ha ottenuto ben 243.495 euro.