SHI PA LOHAN SHOU
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

SHI PA LOHAN SHOU

Autore:
Ultimo aggiornamento:

SHI PA LOHAN SHOU

Esercizi per la "trasformazione" dei tendini e legamenti: il luogo di nascita di questa pratica è proprio il monastero Shaolin, che, a quel tempo, era abitato da monaci buddisti; il Buddismo era, al fianco del Taoismo ed del Confucianesimo, la religione di riferimento della Cina di quell'epoca.
La religione buddista era prettamente ascetica e meditativa, quindi non comprendeva la pratica fisica e men che meno lo scontro.
I monaci Shaolin fino al 520, non si differenziavano da questa impostazione: essi, infatti, avevano raggiunto livelli altissimi di meditazione, ma trascurando l'esercizio fisico e di conseguenza erano deboli e malaticci.

Nel 520, data fondamentale per questo monastero, arrivò il monaco indiano Bodhidarma (in sanscrito) o Ta Mo (in cinese).
I monaci da Ta Mo appresero l'importanza di avere un corpo sano per poter sviluppare un forte spirito interiore (quindi l'equilibrio fra corpo e mente), racchiusa in una serie di 18 esercizi fisici abbinati alla respirazione: si trattava degli "shi-pa lohan shou", vale a dire "le 18 mani dei discepoli di Buddha".

Con questi 18 esercizi, utilizzati con l'obiettivo di essere una sorta di marcia in più per la resistenza e l'adattamento alla fatica, si sottolineava l'importanza della capacità di governare il flusso del Chi all'interno dei meridiani corporei durante l'esecuzione di specifiche pratiche fisiche.
Anche oggi con la pratica degli Shipa ci si rende immediatamente conto di quali sono le potenzialità e l'infinita applicabilità di questo tipo di allenamento.

L'esecuzione corretta di queste tecniche comporta un lavoro che deve essere indirizzato in primo luogo alla muscolatura profonda: la muscolatura tendineo legamentosa.
Per far sì che l'allenamento arrivi in "profondità", si deve cercare di ammorbidire la muscolatura superficiale affinchè venga permesso a quella profonda di lavorare con efficienza; infatti vari esercizi si effettuano per mezzo di contrazioni di tipo isometrico, avvengono cioè a lunghezza muscolare costante, e viene applicata una forza pari a quella esercitata, in modo che né la lunghezza né la distanza del muscolo subiscano variazioni fra le inserzioni muscolari, ricevendo uno stimolo attivo costante, che nel caso degli Shipa deve essere focalizzato ai tendini e ai legamenti.

In particolare gli Shipa comprendono iperestensioni ed iperflessioni di tutte le articolazioni, usufruendo delle leve articolari; grazie ad una serie di autotrazioni si ha, o si cerca di avere, l'isolamento della muscolatura tendineo legamentosa; soltanto andando ad iperestendere o ad iperflettere una struttura corporea, quale potrebbe essere un arto, si scarica il lavoro su tendini e legamenti, che, sottoposti a tensioni attive, andranno a lavorare in condizioni estreme e a potenziarsi.
Per rinforzare la muscolatura tendineo legamentosa si deve lavorare in condizioni di scarico da parte della muscolatura superficiale.

Ma quando si riesce ad avere un completo scarico della muscolatura superficiale?In primo luogo si andrà a lavorare su iperestensioni o iperflessioni, proprio quando il muscolo,trovandosi all'inizio o alla fine del range di mobilità articolare, non riuscirà a lavorare ripercuotendo il carico su tendini e legamenti che andranno a massimizzare la loro estensione, i quali, essendo strutture poco elastiche, provocheranno un proprio rinforzo e una migliore elasticità; in secondo luogo, si cercherà di bypassare, la muscolatura striata per esercitare il carico solo ed esclusivamente su tendini e legamenti.

C'è da dire che nel caso di iperestensione, per esempio, sarà la parte tendinea del muscolo antagonista ad esercitarsi e a lavorare.
L'allenamento prevede esercizi prolungati nel tempo, ma non con le semplici ripetizioni di pesistica, mirate alla muscolatura striata, bensì con posizioni statiche e movimenti che tendono ad arrivare al massimo dall'escursione articolare; si varierà il tipo di esercizi durante la seduta per coinvolgere la maggior parte di strutture possibili, senza trascurare che per arrivare a lavorare in profondità ci vuole concentrazione e rilassamento muscolare.

Inoltre per rinforzare le strutture tendinee e legamentose, formate da tessuto connettivo, e quindi di struttura non attiva ma passiva, a differenza dei muscoli, si impiega più tempo: quindi ogni esercizio deve avere una durata di circa dieci minuti.
Questi esercizi sono stati ispirati dall'osservazione di particolari animali, che, come la tigre, utilizzano la struttura interna per muovere l'esterna.

La sensazione che si avverte è simile ad uno stiramento profondo e proprio questo andrà a rinforzare le suddette strutture.
Si può provare questo tipo di sensazione per esempio svolgendo una sequenza in cui andremo ad iperestendere un braccio, flettendone il polso verso il basso e provando poi a chiudere a pugno la mano, senza modificare le posizioni precedentemente descritte.
Quest'ultimo è un esercizio utilizzato per il rinforzo dei tendini dell'avambraccio qualora, durante un confronto, si venisse coinvolti in una leva sul polso.
Infine, sono compresi negli Shipa esercizi rivolti alla muscolatura profonda della colonna vertebrale.
Quest'ultima verrà coinvolta nello svolgimento di esercizi che prevedono posizioni differenti dalle condizioni normali del rachide, per stimolare in modo del tutto nuovo anche i muscoli posturali.