Sport da combattimento
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Sport da combattimento

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Sport da combattimento

Con "sport da combattimento" non ci riferimiamo solo al mondo delle Arti Marziali, gli sport da combattimento come la Kick Boxe o Full Contact caratterizzano una prestazione legata solo alla finalità sportiva, cioè alla capacità di colpire l'avversario e segnare in questo modo più punti possibile nell'arco dei tre minuti che caratterizzano i Rounds.

Oltre al proprio bagaglio tecnico il praticante deve possedere anche un buon livello di preparazione fisica: infatti lo scopo degli allenamenti, oltre a quello di fornire la tecnica e una serie di accorgimenti spendibili in gara, è quello di far conseguire all'atleta quel livello di preparazione fisica di cui avrà bisogno durante la competizione.

Mi soffermerò ora proprio su quest'ultimo punto: come un buon istruttore sa insegnare, la prima capacità da sviluppare, prima di apprendere le tecniche relative alla propria disciplina, è quella di riuscire a preparare il fisico, prima in generale e poi nello specifico. Questo fa sì che il praticante non arrivi ad apprendere solo le tecniche specifiche, senza riuscire ad utilizzarle a proprio vantaggio.

Per prima cosa, a mio parere, bisogna analizzare gli aspetti che delineano e compongono questi sport, in quanto, come accennato in precedenza, essi sono composti da tre Rounds da tre minuti ciascuno, con trenta secondi di recupero fra l'uno e l'altro.
Detto questo già si riesce a tracciare una linea di riferimento su come impostare gli allenamenti.

La mentalità comune suggerirebbe che il praticante dovrà allora solo allenarsi per mantenere la propria performance invariata per tre minuti di tempo, ma sappiamo che in una competizione partecipano altri fattori, oltre alla bravura del soggetto, quali l'emotività, un eccessivo carico di lavoro e quindi c'è da considerare anche queste variabili.

Quindi l'impegno lavorativo da mantenere durante le sedute di allenamento dovrà essere maggiore rispetto a quello di gara, proprio per massimizzare la prestazione, essendo abituati ad allenamenti più invasivi.

Quindi, la costruzione di una buona resistenza aerobica, utilizzando anche metodi classici come i "percorsi", in alternanza all'allenamento di tecniche più specifiche purchè semplici, diventa uno dei primi step da adempiere.

Un principiante potrà trovare anche notevoli difficoltà nel tenere la guardia per tre minuti consecutivi, dovrà quindi allenare questo tipo di componente per maggior tempo rispetto a quello previsto in gara, magari eseguendo anche qualche tecnica di pugno ogni "tot"secondi. Inoltre bisogna provare a mantenere un ritmo nei movimenti anche nei momenti di pausa per incidere anche sulla componente aerobica.
La componente aerobica non va sottovalutata in quanto, se non allenata, andrà a gravare sulla prestazione; quindi per iniziare potremmo correre per cinque minuti con le braccia in posizione di guardia, riposarci trenta secondi e poi riprendere con questo allenamento.

Un'alternativa potrebbe essere quella di eseguire tecniche di pugno diretto per trenta secondi, recuperare quindici secondi, eseguendo qualche serie di addominali per rimanere sempre attivi, e procedere così per tre o più minuti. Stessa procedura anche per i calci.
In entrambi i casi, secondo me, il fattore più allenante sarà quello di eseguire con più efficacia possibile le tecniche nel momento in cui si arriverà in stato di grave affaticamento.

Questi appena descritti sono soltanto dei consigli che vorrei far comprendere a livello teorico, per migliorare soprattutto all'inizio il proprio livello di preparazione fisica ma che potranno essere eseguiti in sede di allenamento con il proprio istruttore.