Storie di altri sport in Basilicata - seconda parte
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Storie di altri sport in Basilicata - seconda parte

La costituzione nel 1977 del Club Lucania, a cui si appellavano tutte le società della regione, permise di partecipare all'importante Torneo Adriatico. Nel 1978, quando furono conquistate due medaglie d'oro ai Giochi della Gioventù.

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Storie di altri sport in Basilicata - seconda parte

Ai buoni risultati del 1965 se ne aggiunsero l'anno successivo ben diciannove tra allievi e juniores maschili e femminili. Nel 1966, infatti, si registrarono i maggiori primati degli anni Sessanta lucani. Negli assoluti spiccava il nome di Franco Quinto della Scotellaro che ritoccò i metri nel peso e del disco; altre segnalazioni andarono, per la categoria allievi, a Domenico Di Lorenzo negli 80 e 300 metri e ad Antonio Montagnoli nei 1000 e nei 2000 metri, entrambi provenienti dall'Atletico Potenza. Durante quest'anno si registrò anche una sostanziosa diminuzione dei sodalizi: dalle circa venti società maschili degli anni passati si passò all'esiguo numero di dodici e anche a livello femminile qualche società non riconfermò l'iscrizione facendo scendere a tre il numero dei sodalizi femminili. Così, dopo il grosso exploit del 1966, i due anni successivi fecero registrare una certa stasi dell'attività lucana diventando quasi l'embrione di una certa crisi progressiva che esploderà qualche anno più avanti. 153 Il 1968 fu l'ultimo anno in cui si ottennero buoni risultati e discrete affermazioni regionali. Ancora un ultimo sprazzo di attività produttiva si registrò nel 1969, l'anno più importante per le partecipazioni femminili alle gare. Vincendo le dubbie predisposizioni delle famiglie, le atlete lucane riuscirono a segnalarsi con discreti risultati tecnici. Il settore propagandistico del Comitato organizzò diverse manifestazioni nel comune di Lagonegro e premiò alcuni atleti inviandoli a partecipare all'esagonale di Reggio Calabria. Fu una notevole affermazione per la rappresentativa lucana e l'aiutò a proiettarsi in più vasti ambiti nazionali.

La fiorente attività degli anni Sessanta era, però, in declino. I problemi economici ed organizzativi si moltiplicarono; le ristrettezze in materia finanziaria costrinsero gli allievi e tutte le società a prendere parte solo a quelle manifestazioni, per così dire, "fatte in casa", essendo impossibile intraprendere qualsiasi trasferta. Furono anni molto difficili per l'intero settore e il rischio di vedere annullata tanta fatica e quindi di regredire sempre più sul piano agonistico allontanandosi da qualsiasi meta nazionale, fu incombente per diversi anni. Nel 1972 vi fu il cambio della guardia al vertice del Comitato FIDAL: Peppino Pesce, attento e sensibile dirigente, lasciava il posto a Luigi Veglia. Fu una lenta ascesa, una sottile opera ricostruttiva che dovette vedersela anche con i problemi legati alla crisi energetica ed economica, la famosa austerity che attraversava l'Italia a quel tempo e di cui molto risentiva la nostra regione.

Già alla fine del 1974, però, gli addetti ai lavori potevano ritenersi in parte soddisfatti e pieni di speranza per il futuro. L'accordo CONI-Scuola aiutò il settore nelle varie manifestazioni di quegli anni: campionato di corsa campestre a Policoro, quadrangolare maschile Abruzzo-Lucania-Molise-Puglia di Campobasso, rassegna nazionale Settore Propaganda di Pescara e la Campestre Regionale dei ragazzi svoltasi nella calda cittadina di Rivello. I risultati di questa nuova, fervente attività, comunque, non furono dei migliori visto che a distanza di anni, Aldo Bixio e Antonio Boccia, erano ancora detentori dei primati regionali. A livello dirigenziale ci si muoveva molto riuscendo ad ottenere un maggiore aiuto dal CONI. Con i suoi contributi, infatti, poterono incominciare i lavori per potenziare gli impianti sportivi nella regione e ciò fu molto importante in quanto, nel 1975, si svolsero con molta serenità il Trofeo di Marcia Invernale e il Trofeo Interregionale maschile. Da registrare, la riduzione di circa il 50% delle società, forse ancora uno strascico della crisi.

La costituzione nel 1977 del Club Lucania, a cui si appellavano tutte le società della regione, permise di partecipare all'importante Torneo Adriatico. Anche se il 1977 è ricordato come un anno di transizione, fece registrare ben nove primati assoluti, grazie ai vari Fulco (100 metri), Franchino (1500 metri), Danzi (triplo), Gasperini (salto in alto), D'Adamo (giavellotto). Anche il settore femminile offrì quanto possibile in una fase che comunque lasciò ben sperare per il futuro. Bene fecero le atlete Bruno (1100 ost.), Grimaldi (salto in alto), Rossetti (400 ost.), Nolè-Giacomini-Bellitti-Rossetti nella staffetta 4x400. Gli intenti e il lavoro di questo anno maturarono nel 1978, quando furono conquistate due medaglie d'oro ai Giochi della Gioventù 1 di Barletta e alla rassegna nazionale del Settore a Caorle. In questo periodo le gare si svolgevano per l'80% nella provincia di Matera a causa della scarsa disponibilità degli impianti nella regione.

Il Campo-Scuola di Matera fu per anni l'unico a disposizione. Il sisma del 23 novembre del 1980 aggravò la già critica situazione impiantistica e paralizzò l'attività per diversi anni. Come se non bastasse, a Potenza, la pista del Viviani, solito teatro di grosse manifestazioni, rimase abbandonata a se stessa a causa di controversie tra CONI, Potenza Sport Club, Demanio dello Stato, Amministrazione Provinciale Comunale. Negli anni Ottanta-Novanta, quindi, le manifestazioni si svolsero quasi tutte a Matera, città in cui anche gli atleti potentini potevano dare libero sfogo alla propria passione sportiva. Nonostante le difficoltà aumentarono le affiliazioni e il numero degli atleti tesserati soprattutto nella categoria giovanile. Ciò permise l'introduzione di varie manifestazioni in paesi e comunità come Tolve, Tricarico, Scanzano, Valsinni, Miglionico, Lauria e Pignola. Il 6 giugno 1982 si svolse a Matera il 1° Meeting Nazionale Città di Matera che vide la partecipazione di oltre 130 atleti provenienti da tutte le parti d'Italia. Inoltre la Conferenza Nazionale dello Sport ribadì la necessità di offrire all'Italia meridionale maggiori mezzi e strumenti più idonei per la realizzazione di impianti sportivi. Per un accordo tra CONI e Comune, la Città di Potenza poté beneficiare di contributi straordinari per oltre 750 milioni di lire.

Dagli anni Settanta in poi, a dare soddisfazioni a livello nazionale fu soprattutto la Polisportiva Rocco Scotellaro di Matera, fondata nel 1964 da un gruppo di giovani sportivi che diedero alla Società il nome dell'illustre scrittore di Tricarico. Dopo alcuni anni di sacrifici e di grosso lavoro tecnico finalizzato solo a poco discipline dell'atletica leggera, la Rocco Scotellaro ottenne grossissimi risultati a livello nazionale e internazionale. L'apice fu raggiunto nel 1973 con l'atleta Di Chio Angelo che, nella 10 chilometri di marcia, ottenne la medaglia di bronzo ai Campionati Europei Juniores, svoltisi in Germania Ovest. Al termine della stagione agonistica 1984/85, il Comitato Provinciale del CONI, procedette alla tradizionale cerimonia di consegna dei premi CONI. Il Club Atletico Potenza fu insignito della targa d'oro per aver conseguito con i suoi atleti risultati di prestigio in campo regionale, nazionale ed internazionale. Inoltre Mauro Angelillo del Club Atletico Potenza, Nicola Mastroianni del Club Atletico Lauria e Sonia Topazio della Nuova Atletica Femminile Potenza, furono convocati dalla Nazionale Italiana per la prima edizione juniores di Atene e si imposero all'attenzione generale nel 1985. Ciò dimostrava come questo sport fosse in continua evoluzione nonostante le obiettive difficoltà legate alla mancanza di strutture. Con l'apertura del campo-scuola, nel 1986, a Potenza si poté riprendere a pieno l'attività agonistica. Nel mese di febbraio si svolse a Matera la fase interregionale sud del trofeo invernale di marcia su strada, settore assoluto maschile e femminile. Alla manifestazione presero parte 16 società provenienti da Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. La Basilicata era presente con quaranta atleti.

In quegli anni, mentre a Potenza divampava la polemica per gli scarsi servizi impiantistici a disposizione: sia il Viviani che il campo-scuola di Piani del Mattino erano infatti indisponibili e gli atleti erano costretti ad un autentico tour de force tra il Comune capoluogo di regione e la provincia di Matera, l'atletica leggera lucana poteva assaporare una gioia immensa grazie ai successi di un suo prodotto, Donato Sabia 2, cresciuto nel Club Atletico Potenza. Per Sabia e la Basilicata tutta furono momenti di grande emozione: un illustre sconosciuto dello sport italiano, salì in fretta i gradini della notorietà alle Olimpiadi di Los Angeles, giungendo alla qualificazione alla finale degli 800 metri piani.

Opposto ad autentici colossi come Cruz e Coe, non riuscì a conquistare la medaglia in cui tutta una regione sperava. Il risultato di Donato Sabia è, tutt'oggi, il più grande mai ottenuto da un atleta lucano. L'atletica lucana, dalla sua nascita fino ai giorni nostri, ha compiuto molti passi in avanti: nuove affiliazioni, incremento delle manifestazioni, buoni risultati tecnici, organizzazione di manifestazioni a carattere interregionale e nazionale. Tali risultati hanno condotto la Basilicata alla pari con regioni che vantano tradizioni remote. Nonostante il processo evolutivo che ha coinvolto la Basilicata anche a livello sportivo, c'è però ancora molto da fare per il futuro dell'atletica leggera lucana.

Un contributo importante per lo sviluppo della Regione fu data anche dalla nobile arte della boxe, il pugilato. Si cominciò a parlare di boxe a Potenza negli anni Trenta, in occasione dell'incontro tra Reichevick ed il tedesco Hermann, valevole per il titolo europeo, disputatosi presso il Teatro "F. Stabile". Tra gli incontri di contorno, come scrisse Salvatore Pica su «Cronache di Potenza» del 19 maggio 1983, si registrò quello fra i pesi leggeri Giacummo di Potenza e Vannucci di Firenze. Il lucano , impreparato e poco conoscitore della boxe, ebbe un'infinità di cazzotti che trascorse non pochi giorni in ospedale. Negli anni Cinquanta, però, la città di Potenza la migliore èquipe pugilistica dilettanti d'Italia. ci fu addirittura un periodo che la nazionale italiana era rappresentata, in tutte le categorie, da pugili lucani. La colonia era formata da Angelo Armento (alias saetta) che grazie alla sua agilità e bravura, costrinse Duilio Loi 3 alla sconfitta ai punti ai campionati nazionali novizi svoltisi a Roma nel 1950; dal tecnico, preciso ed elegante Vittorio Rago; dal picchiatore sornione Franco Blasi; dall'impetuoso e mai domo Edoardo Finizio e dall'opportunista giostratore sulle gambe Dorino Tricarico. Ricostruire il cammino della boxe in Basilicata è impresa ardua per la mancanza di documentazione ufficiale di qualsiasi natura e fonte per il periodo che va dal 1948 al 1955. La lacuna però, anche in questo caso può essere colmata dalle testimonianze dirette, come quella di Franco Blasi che conservò con se importanti annotazioni:

1948 – È alla fervida iniziativa del maestro di pugilato, Silvio Nocera, che si deve la costituzione della prima società pugilistica nella nostra città, regolarmente riconosciuta dalla Federazione Pugilistica Italiana e dal CONI. Nasce la «Libertas Verdinelli», che ha sede in Via Plebiscito n. 29 di potenza dove la Democrazia Cristiana mette a disposizione una stanza della propria sede di partito dove cominciano a svolgersi gli allenamenti. Notata nella circostanza la sensibilità degli uomini politici preposti: dal maestro elementare Campagna al prof. Marotta, all'avv. Claudio Merenda. Dopo appena due mesi dalla costituzione della società, Silvio Nocera impegna i propri pugili in campionati novizi interregionali. Si va a Taranto e contro pugili preparati e agguerriti, si hanno i seguenti verdetti: Tricarico perde ai punti ma viene premiato come migliore atleta per la sua tecnica schermistica; Antonio Errico perde ai punti; Franco Blasi rompe il ghiaccio e conquista la prima vittoria per la città di Potenza. Dopo di lui vince anche Edoardo Finizio.

1949 – si gettano le basi per una forte squadra potentina di pugilato,

1950 – che esplode con la conquista di due titoli nazionali, il primo è appannaggio di Vittorio Rago, il secondo di Angelo Armento. Piazza d'onore per l'acerbo Rocco Mazzola. Blasi vinceva dappertutto o per getto di spugna o per K.O. Non trova più avversari al Sud Italia: lo prova il fatto che in una manifestazione, non presentandosi il suo diretto avversario, si esibisce con l'allora campione d'Italia dei pesi leggeri, De Lucia di Bari. Il pubblico, durante le cinque riprese dell'incontro, si domandava chi fosse il campione d'Italia.

1951 – È il periodo d'oro di Francesco Blasi. Durante il servizio militare, viene convocato a Roma per la disputa dei campionati europei militari con la squadra nazionale allenata da Klaus e da Rea. Il suo comportamento è esemplare tanto da guadagnarsi una licenza premio di dieci giorni. Da sottolineare che, il 1951, è l'anno in cui si disputano i primi allenamenti in un … angolo dell'Albergo Moderno, uno dei pochi esistenti a Potenza e che, talvolta, fungeva anche da ambulatorio per medici specialisti provenienti da Napoli.

1952 – I pugili potentini sono nuovamente privi di uno spazio in cui allenarsi. È ancora un partito a farsi avanti, questa volta il P.C.I., che mette a disposizione di Franco Blasi (rientrato dal servizio militare) e altri pugili, i propri locali situati in via Pretoria, al piano terreno dell'attuale palazzo delle Poste. È un anno felice per la boxe lucana che consegue grosse affermazioni a livello regionale e nazionale, sempre a livello dilettantistico.

1953 – La "colonia" pugilistica di Silvio Nocera prende la denominazione di "Monticchio Potenza" e partecipa ai campionati italiani nazionali di prima serie dilettanti, classificandosi prima, ex-equo, con la "Cristoforo Colombo" di Roma che, su otto elementi, annovera ben sei nazionali provenienti da altre sedi italiane. Notevole fu il contributo offerto alla formazione lucana dai pugili pugliesi, fra cui Tamburrano, Taurisano, Malacarne e Pinto.

1954 – Sotto la guida del grande maestro Nocera la squadra continua a macinare vittorie conquistando, tra l'altro, alcuni titoli nazionali dilettantistici.

1955 – Franco Blasi diventa professionista, insieme a Rocco Mazzola 4