Storie di altri sport in Basilicata - quarta parte
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Storie di altri sport in Basilicata - quarta parte

Alle Olimpiadi di Atene 2004 vince il bronzo nella categoria supermassimi, piazzamento ripetuto ai mondiali del 2005.Dal 2004 al 2007, Cammarelle vince consecutivamente quattro campionati della comunità europea.

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Storie di altri sport in Basilicata - quarta parte

Ad influire molto fu soprattutto la scomparsa di Silvio Nocera che operò nel capoluogo lucano dal 1948 come meglio non poteva. Naturalmente, la notevole mole di attività svolta a Potenza tra gli anni Cinquanta e Settanta, stimolò iniziative anche al di fuori del capoluogo di regione. A Matera, ad esempio, si registrarono timidi tentativi soprattutto per merito di De Nicola, titolare dell'hotel omonimo, mentre non mancarono fermenti anche a Grassano e ad Oppido Lucano. Particolarmente intensa fu anche l'attività svolta dalla Polisportiva Tolvese grazie all'apporto di Antonio Enrico.

Dopo l'immatura scomparsa di Silvio Nocera, seguì dunque una fase di silenzio attorno alla boxe lucana. Già nel 1975, però, non mancarono i tentativi per far incrociare nuovamente i guantoni a Potenza. La grande possibilità e soprattutto gli insegnamenti che avevano lasciato il segno in tanti appassionati, non potevano non avere un seguito. Nacque così la Società Pugilistica Silvio Nocera, fondata da Luciano Brucoli, Dino Nocera, Arcangelo Centola, Umberto Garripoli, il libraio Nicola Bruno, Pierino Galotta e il presidente Minuccio Lasorella. La ripresa sul piano agonistico fu ovviamente difficile perché bisognava ripartire da zero facendo proseliti tra giovani e giovanissimi. Per i primi due anni si registrarono incontri a Potenza e in provincia e di modesto livello con l'intento di tenere vivo l'interesse per questo sport. Si iniziò a parlare di attività agonistica vera e propria nel 1977.

Negli anni Ottanta la boxe tornò nuovamente in voga a Potenza e nuovi giovani sportivi balzarono agli onori della cronaca. La Società Pugilistica Silvio Nocera si sciolse ma nacque la Boxe Potenza che aveva come protagonisti attivi Luciano Brucoli, Minuccio Lasorella, Luigi Mongiello, Francesco Sarra, Carlo Rafaniello, Tommaso e Antonio Pace e Michele Mancino. Quest'ultimo, deceduto a soli 52 anni a Napoli, nel luglio del 1983 fondò la Nuova Pugilistica Potentina che aveva come presidente Michele Vitacca. Quindi, anche se la boxe a Potenza non aveva la stessa risonanza di un tempo non era morta. Le nuove speranze erano: Vincenzo Palermo, Saverio Riviezzi, Fracesco Lopez, Rocco Atena (detto Monzon), Pietro Sabia, Domenico Pietrafesa, Luciano Santoro e altri.

Il più promettente di tutti era, di sicuro, il mediomassimo Dorino Stefanutti, considerato da molti l'erede di Mazzola, disattese le aspettative anche a causa delle sue frequentazioni malavitose. Negli anni Novanta si distinse Giuseppe Gruosso che iniziò la sua attività agonistica nell'ottobre del 1988 e disputò durante la sua carriera ben 96 incontri di cui 7 a livello internazionale. Dopo la morte del suo maestro Luciano Brucoli, Gruosso riuscì da solo a portare avanti la sua attività agonistica e contemporaneamente a creare una squadra di ragazzi: Aurelio Satriani, Claudio Santarsiero, Giuseppe di Stasi, Donato Verrastro, Giuseppe Lorusso che, tesserati dalla Boxe Potenza, in anni recenti, hanno disputato numerosi incontri riportando buoni piazzamenti in vari tornei regionali, interregionali e nazionali.

Oggigiorno, il vero erede del "pugile buono", Rocco Mazzola, può essere considerato Roberto Cammarelle. Infatti, anche la sua è una storia di meridionali emigrati al nord: la sua famiglia lasciò la Basilicata per trasferirsi in Lombardia prima ancora che Roberto nascesse. Il padre Angelo è originario di Rionero in Vulture; sua madre, Giovanna Caraffa, è di Scalera frazione di Filiano. Roberto Cammarelle scopre la passione per la boxe in tenera età, dopo aver assistito a una riunione pugilistica svoltasi nella sua città. Viene scoperto da Biagio Pierri, ex pugile di pesi piuma e, all'età di 14 anni, inizia a gareggiare nella Società Pugilistica Rocky Marciano di Cinisello. Dal 2000 fa parte delle Fiamme Oro, la squadra sportiva della Polizia di Stato.

Nel 2004, riceve l'onorificenza di Cavaliere OMRI su iniziativa dell'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e nel 2008 quella di Commendatore dall'attuale presidente Giorgio Napolitano. Il 20 ottobre dello stesso anno, l'amministrazione comunale di Rionero in Vulture gli conferisce la Cittadinanza Onoraria. Ottiene il suo primo titolo italiano, come Under 16, nel 1995, nella categoria pesi massimi. In nazionale dal 1997, gareggia dal 2002 nella categoria supermassimi. Vince, consecutivamente, i campionati italiani dal 2000 al 2007, dei quali i primi due disputati nella categoria dei massimi. Nel 2002 raggiunge la finale dei Campionati Europei di Perm 2002; si ripete, nel 2004, accedendo alla finale dei Campionati Europei di Pola 2004 e nel 2011 nella finale della competizione europea di Ankara 2011. Alle Olimpiadi di Atene 2004 vince il bronzo nella categoria supermassimi, piazzamento ripetuto ai mondiali del 2005.

Dal 2004 al 2007, Cammarelle vince consecutivamente quattro campionati della comunità europea. Conquista poi la medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo, ad Almeria nel 2005, e ai campionati mondiali di Chicago 2007. Partecipa alle Olimpiadi di Pechino 2008, dove ottiene la medaglia d'oro nella categoria +91 kg: in questo modo, a vent'anni dal successo di Giovanni Parisi, vincitore nei pesi piuma nei giochi di Seoul, l'Italia torna a vincere una medaglia d'oro olimpica nel pugilato. Cammarelle, dopo aver battuto per KO in semifinale il britannico David Price, riserva in finale lo stesso trattamento al cinese Zhang Zhilei, sconfitto per KO tecnico. Il 19 giugno 2009 viene nominato portabandiera della delegazione italiana ai Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009; è la prima volta per un pugile. Il 2 luglio 2009 vince la medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009.

Il 12 settembre 2009 si riconferma campione del mondo dei supermassimi +91 kg battendo a Milano il pugile ucraino Roman Kapitonenko. Il 12 agosto 2012 alle Olimpiadi di Londra ottiene la medaglia d'argento nei pesi supermassimi +91, perdendo, a seguito di un verdetto contestato, contro l'inglese Anthony Joshua. L'Italia presenterà inutilmente ricorso per il comportamento dubbio della giuria.

La boxe in Basilicata evoca subito il nome di Rocco Mazzola, antico campione dei mediomassimi, avversario europeo di Erich Shoppner e del fortissimo colosso Franco Cavicchi oppure delle recenti vittorie del lombardo di Rionero in Vulture, Roberto Cammarelle, Oro Olimpico. Eppure la boxe lucana ha protagonisti lontani nel tempo, misconosciuti in Italia ma famosi ed apprezzati negli Stati Uniti, patria della "nobile arte" professionistica. Giuseppe Di Melfi, nato in provincia di Potenza il 22 aprile 1897, emigrato giovanissimo a Brooldin (New York), uno dei tanti andato via dall'Italia per fuggire dalla miseria, è un nome che non evoca nessun ricordo, se non in qualche atto di nascita dell'epoca. Nel mondo della boxe, però, il giovane lucano è conosciuto come Young Zulu Kid: pugile indomito, generoso e veloce, ha calcato il ring dal 1912 al 1924, 93 match, avversario di pugili tra i più forti di ogni tempo, tra i quali Jimmy Wilde, Jhonny Young Rosner, Jhonny Buff, Frankie Burris e Pete Herman. Young Zulu Kid, ha un posto nella storia della noble art: ha combattuto per il primo il titolo mondiale dei pesi mosca ufficialmente riconosciuto: avvenne a Londra il 18 dicembre 1918 contro il gallese Jymmy Atomic Wilde, temibile picchiatore, 100 volte vincitore per KO, forse il più forte peso mosca di tutti i tempi.

Le cronache sportive dell'epoca parlano di una battaglia tra due fortissimi e veloci gladiatori, Wilde vinse per KO all'undicesima ripresa. Charley Rose, storico del pugilato, nelle classifiche redatte dei migliori pugili di ogni tempo dei pesi mosca, pone Di Melfi al primo posto, Young Corbett 1 (al secolo Raffaele Capabianca Giordano) alterzo posto 2.

Con il rifiorire post bellico di tutte le attività, anche quellesportive ebbero un notevole impulso. Nel settore della pallacanestro ilprimo imput arrivò a Potenza da CSI, Centro Sportivo Italiano,diramazione diretta dell'Azione Cattolica. Peppino Desopo,responsabile diocesano del CSI, che doveva pur dare una risposta allesollecitazioni ed alle circolari che arrivavano da Roma perchél'attività sportiva da noi non si limitasse alla sola atletica leggera ed alcalcio, pregò il suo collega insegnante di educazione fisica, NinoCaselli, di arbitrare una partita di pallacanestro tra la Fulgor di SanRocco e l'Audax di San Michele. Nino Caselli era l'unico insegnantedi educazione fisica di Potenza che, giovanissimo, aveva praticato lapallacanestro con gli Allievi Ufficiali della Caserma di Santa Mariaprovenienti da tutta Italia e che, per continuare ad allenarsi in quellosport già da essi praticato nelle loro città, avevano bisogno dicoinvolgere negli allenamenti anche i giovani locali. I ragazzi dellaFulgor e dell'Audax, però, della pallacanestro sapevano solo checonsisteva nell'infilare un pallone nei due canestri con retinosfilacciato che si trovavano ai margini di un campetto vicinoall'ingresso del Viviani. E fu così che la prima partita di pallacanestroa Potenza, nel secondo dopoguerra, finì con il ridicolo punteggio di 2a 1 a favore della Fulgor. Il risultato fu arrotondato a 23 a 12 per poiessere inviato a Roma. Il giorno seguente in via Pretoria, Nino Caselli decise di allenare i ragazzi dell'Audax ponendo come unica condizione che gli allenamenti si svolgessero dalle 6 alle 8 delmattino, per evitare la canicola dei mesi di luglio e agosto. Nel mesedi settembre i ragazzi della Fulgor, scelti per rappresentare la Lucaniaa Napoli, nell'eliminazione del campionato nazionale CSI di basket,chiesero all'Audax di disputare qualche incontro preparatorio. Subitodopo il primo match si decise di unire i migliori componenti delle duesquadre per meglio figurare fuori regione.

A Napoli, la rappresentativapotentina, allenata da Nino Caselli, perse 41 a 22. La neonatapallacanestro del secondo dopoguerra, subì subito una battutad'arresto. Dopo il primo incontro di Napoli, organizzato dal CSI edopo la lunga pausa invernale, dovuta alla mancanza di campi coperti,il fermo continuò anche in primavera perché il campo di pallacanestrovicino all'ingresso del Viviani fu trasformato in campo da tennis e sidové attendere la realizzazione successiva di un campo dipallacanestro, in cemento, molto duro, privo di elasticità, sulla destradegli spogliatoi dello stadio. Correva l'anno 1953, Potenza non avevaancora scoperto Maratea e di giovani avevano solo la possibilità diaffollare di sera la bella "Pineta dancing" di Totuccio Giuliani aMontereale ed al mattino Via Pretoria 3.

La prima iscrizione ad un campionato di pallacanestro in Basilicata, risale al 1955 ma va ricordato che un certo interesse per la pallacanestro forse cominciava a manifestarsi, nella città di Potenza, già negli anni immediatamente prima della Seconda Guerra Mondiale. Fu in seno alla GIL (Gioventù Italiana del Littorio), guidata a Potenza dai fratelli Cantore e da Nigro che, un gruppo di giovani potentini si ritrovarono ad interessarsi alla pallacanestro, utilizzando i locali della palestra della GIL, in Via Crispi. Le prime sporadiche notizie di questa prima formazione sono rintracciabili a partire dalla stagione 1941/42 con la partecipazione al prestigioso torneo nazionale intitolato a Bruno Mussolini 4: la coppa B.M. Il Potenza, tuttavia, non riuscì a superare le fasi interregionali contro il Deposito CREM di Taranto e riportò un'umiliante sconfitta 91 a 14. Buona parte di quegli sportivi si ritrovarono dopo la guerra, nel 1946, in una nuova formazione iscritta alla I Divisione dei Campionati Universitari. Si tratta dei fratelli Emilio e Mimì Giagni, Vincenzo Palmieri, Liuccio Crisci, Vito Licastro, Nino Caselli, Tonino Mattia, Marcello Tempesta, Aldo Rubolino. Nella dirigenza figuravano i nomi di Salvatore Pica e Aldo Viola. Nel secondo dopoguerra era comunque tutto da rifondare. In quegli anni emergeva per capacità fisiche nonché per livello di preparazione, Ruggero Polani.

Egli proveniva da Fiumeed aveva conosciuto il basket che a quel tempo era molto diffuso inJugoslavia. Anche tra il 1947 e il 1951ci si allenava accanto al Vivianie la squadra veniva impegnata anche in trasferta a Matera, Bari eToritto. Questa squadra nasceva in seno al Circolo LucanoUniversitario 5 di Aldo Viola e si denominava Universitari PotenzaBasket. Le sue attività iniziarono nel 1947 con l'iscrizione alCampionato Pugliese di I Divisione. Nel luglio del 1949 gli universitari potentini riuscirono ad aggiudicarsi la finale regionale contro il Matera con il risultato di 28 a 18.